
Meta, Zuckerberg ammette il ritardo sull’IA: la scommessa da 145 miliardi non accelera come previsto
Il CEO rivela in un’assemblea interna che lo sviluppo degli agenti AI procede più lentamente del previsto, mentre l’azienda lancia in sordina una nuova app per mini-giochi generativi.
Mark Zuckerberg ha riconosciuto davanti ai dipendenti, in un’assemblea interna di giovedì, che la tecnologia degli agenti di intelligenza artificiale non ha registrato l’accelerazione attesa negli ultimi quattro mesi. L’ammissione, riportata da più fonti, segna un momento di trasparenza forzata per il colosso di Menlo Park, che proprio quest’anno ha riorganizzato radicalmente la forza lavoro: circa 8.000 licenziamenti, pari al 10% dell’organico, e lo spostamento di 7.000 persone verso team dedicati all’IA. La ristrutturazione, ha aggiunto Zuckerberg, non è stata «pulita» come avrebbe voluto, e i dirigenti avevano sottovalutato i tempi necessari per adattarsi a un panorama competitivo in cui strumenti come Claude Code di Anthropic avevano generato eccessivo ottimismo.
La frenata interna contrasta con l’entità degli investimenti. Meta prevede di destinare fino a 145 miliardi di dollari alle infrastrutture per l’IA solo quest’anno, una quota rilevante degli oltre 700 miliardi stanziati complessivamente dai grandi gruppi tecnologici. Secondo analisti della Silicon Valley, la pressione finanziaria si riflette sul morale dei dipendenti, già provato da un programma di monitoraggio delle tastiere e dei movimenti del mouse – sospeso dopo una fuga di dati e ora reso facoltativo – e da una riassegnazione forzata ai team di IA che alcuni ingegneri hanno soprannominato «la leva obbligatoria». Il chief technology officer Andrew Bosworth ha ammesso che la gestione del programma ha danneggiato la fiducia interna, pur generando dati più utili del previsto.
In questo scenario si inserisce il lancio silenzioso di Pocket, una nuova app per creare e condividere «gizmo», mini-giochi interattivi generati dall’IA a partire da semplici prompt testuali. L’applicazione, disponibile in modalità soft launch in alcune regioni ma non ancora negli Stati Uniti, permette di realizzare esperienze che reagiscono al tocco e all’inclinazione del telefono, con audio e accesso alla fotocamera. Pocket eredita il nome e parte del team dall’app Gizmo, i cui sviluppatori erano stati acquisiti da Meta all’inizio dell’anno, e rappresenta un tentativo di rivitalizzare l’engagement sui social attraverso contenuti generativi nativi, in un momento in cui la crescita dei feed tradizionali rallenta.
La doppia traccia – da un lato la corsa agli agenti autonomi, dall’altro l’esplorazione di esperienze ludiche immediate – mostra la scommessa di Meta su un ecosistema IA che ancora fatica a tradursi in risultati concreti. Zuckerberg ha indicato che i benefici più significativi degli investimenti potrebbero manifestarsi entro tre-sei mesi, ma la strada verso quella che lui stesso ha definito «superintelligenza» appare più lunga del previsto. Il prossimo banco di prova sarà la capacità dell’azienda di mantenere la rotta senza ulteriori scossoni organizzativi, mentre i mercati osservano se i primi ritorni arriveranno entro la finestra temporale indicata dal management.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.20 | neutral |
Zuckerberg riconosce il ritardo, ma è una sfida tecnica superabile con gli investimenti giusti.
Presenta il fatto come un normale aggiustamento di mercato, minimizzando le implicazioni strategiche e la competizione con altri attori globali.
L'ammissione di Zuckerberg conferma il declino della leadership tecnologica americana e la fragilità del modello occidentale.
Collega il fatto alla narrazione del declino occidentale, senza menzionare i progressi russi o la dipendenza tecnologica, presentandolo come prova dell'inesorabile crisi degli Stati Uniti.
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