
Mbappé centenario contro l'Iraq, dopo i record infranti con il Senegal
Con 58 gol in nazionale e 14 ai Mondiali, il capitano francese celebra le 100 presenze in una partita che può valere la qualificazione.
Kylian Mbappé scenderà in campo a Philadelphia contro l'Iraq con un doppio primato già scolpito nella storia dei Bleus e una cifra tonda da onorare: la centesima presenza in nazionale. Il capitano della Francia, a ventisette anni, diventerà il decimo giocatore transalpino a varcare quella soglia simbolica, un traguardo che lui stesso ha definito «speciale perché arriva in un Mondiale». La partita, in programma nella notte italiana di lunedì, segue di pochi giorni il debutto travolgente contro il Senegal, chiuso sul 3-1 con una sua doppietta che ha riscritto due albi d'oro.
Contro i Leoni della Teranga, Mbappé ha prima agganciato e poi superato Olivier Giroud in vetta alla classifica dei marcatori di sempre della Francia, portandosi a quota 58 reti. Il secondo gol ha anche scavalcato Pelé nella graduatoria dei cannonieri delle fasi finali mondiali: con 14 centri in quindici apparizioni, il madrileno ha lasciato alle spalle i 12 del brasiliano, eguagliato Gerd Müller e si è portato a una sola lunghezza da Ronaldo Nazário e a due dal duo di testa, Miroslav Klose e Lionel Messi, entrambi a 16. La stampa francese sottolinea la proiezione statistica che, in assenza di infortuni, potrebbe condurlo a insidiare persino il record di 145 presenze stabilito da Hugo Lloris, mentre i media del Sud-est asiatico e del Golfo insistono sulla dimensione globale del personaggio, capace di calamitare l'attenzione ben oltre i confini europei.
L'Iraq si presenta all'appuntamento con il peso di un 4-1 subito dalla Norvegia all'esordio e con un interrogativo tra i pali: il ct Graham Arnold non ha ancora sciolto la riserva sul portiere titolare, dopo le quattro reti incassate da Jalal Hassan. Con un sorriso che ha fatto il giro delle agenzie internazionali, Arnold ha scherzato sulla difficoltà di arginare l'attaccante francese: «Ho chiesto se potevamo schierare tre portieri, ma mi hanno detto di no». Il tecnico ha però rivendicato la volontà di controllare ciò che dipende dalla propria squadra, forte anche di un gesto di fair play che ha attirato elogi: al termine della sconfitta di Boston, i giocatori iracheni hanno pulito lo spogliatoio del Gillette Stadium lasciando un biglietto di ringraziamento.
Mbappé, dal canto suo, ha respinto con misura le discussioni sul suo posto nella gerarchia dei più grandi di sempre. «È un dibattito per giornalisti e tifosi – ha detto nella conferenza stampa della vigilia – per me conta solo come posso aiutare la squadra contro l'Iraq e riportare il trofeo a luglio». Consapevole che Messi guida la classifica marcatori di questo Mondiale con una tripletta all'Algeria, il francese ha rivendicato la priorità del collettivo, pur ammettendo che segnare avvicina inevitabilmente ai primati individuali.
Con una vittoria, la Francia blinderebbe il passaggio ai sedicesimi di finale, dopo il successo inaugurale che l'ha proiettata in testa al Gruppo I. L'Iraq, invece, è chiamato a una reazione immediata per non ipotecare l'eliminazione. Il Lincoln Financial Field ospiterà così un incrocio che, al di là della distanza tecnica tra le due selezioni, consegna alla cronaca un nuovo capitolo della carriera di un attaccante che continua a divorare primati senza smettere di indicare il bene della squadra come unica bussola.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 4 lingue
La stampa sud-est asiatica presenta la 100ª presenza internazionale di Mbappé come una pietra miliare storica personale, con l'Iraq nel ruolo di prova o obiettivo per questo traguardo. La copertura si concentra sul record numerico e sul percorso individuale del giocatore, mantenendo un tono distaccato e fattuale, senza commenti più ampi.
La stampa europea continentale inquadra la partita come un altro capitolo nell'incessante caccia ai record di Mbappé e nella sua dichiarata missione di vincere la Coppa del Mondo. La narrazione sottolinea le sue cifre straordinarie, il suo status di centurione e la superiorità offensiva della Francia, trattando l'Iraq come un semplice sfondo per una missione personale e collettiva speciale. Il tono è celebrativo e strettamente allineato con la retorica ambiziosa della squadra.
Articoli correlati
Alan Greenspan, l’ex presidente della Fed che plasmò l’economia globale, muore a 100 anni
14 lingue · 83 testate
SportEgitto, la prima vittoria mondiale dopo 92 anni: Salah ribalta la Nuova Zelanda
7 lingue · 27 testate
Geopolitica e PoliticaUsa, via libera temporaneo al petrolio iraniano in cambio di Hormuz e ispezioni nucleari
6 lingue · 22 testate