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Geopolitica e Politicalunedì 29 giugno 2026

Malesia, caccia all’MH370 prolungata di un anno: Ocean Infinity avrà tempo fino al 2027

L’estensione mantiene il principio ‘no find, no fee’ e un compenso di 70 milioni di dollari solo a relitto trovato, mentre le operazioni riprenderanno nella finestra di mare calmo tra novembre e aprile.

Il governo malese ha esteso di un anno il contratto con la società di esplorazione marina Ocean Infinity per la ricerca del relitto del volo Malaysia Airlines MH370, scomparso l’8 marzo 2014. L’accordo, approvato dal Consiglio dei ministri il 26 giugno, avrà effetto dal 1° luglio 2026 fino al 30 giugno 2027 e consentirà di completare la scansione di un’area residua di 7.428,54 chilometri quadrati nell’Oceano Indiano meridionale. Secondo quanto dichiarato dal ministro dei Trasporti Anthony Loke, l’intesa lascia invariata la clausola ‘no find, no fee’: Ocean Infinity, con sedi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, riceverà un compenso di 70 milioni di dollari soltanto se individuerà il relitto del Boeing 777.

La decisione, presentata da Kuala Lumpur come «manifestazione dell’impegno continuo e incrollabile del governo nel dare una chiusura ai familiari dei passeggeri», tiene conto anche dei nuovi impegni commerciali assunti dalla società. Ocean Infinity dovrà infatti ridislocare temporaneamente i propri asset di ricerca principali per onorare altri contratti. Secondo fonti vicine al dossier, lo spostamento sarà consentito esclusivamente tra novembre 2026 e aprile 2027, durante la stagione di mare calmo, per garantire sicurezza ed efficacia delle operazioni sottomarine. La finestra operativa è ritenuta cruciale dagli analisti del settore marittimo, poiché le condizioni meteorologiche avverse hanno storicamente limitato le campagne di ricerca in acque profonde.

La scomparsa dell’MH370 resta uno dei misteri più tenaci dell’aviazione civile. Il velivolo, con a bordo 239 persone – in maggioranza cittadini cinesi –, si allontanò dalla rotta prevista tra Kuala Lumpur e Pechino poco dopo il decollo. I dati satellitari indicarono una virata verso l’Oceano Indiano meridionale, dove si ritiene sia precipitato per esaurimento del carburante. Le costose missioni multinazionali e la prima campagna privata di Ocean Infinity, conclusa nel 2018, non hanno prodotto risultati, sebbene alcuni frammenti alari confermati siano stati recuperati sulle coste dell’Africa orientale e su isole dell’Oceano Indiano. L’anno scorso la Malesia aveva già autorizzato una nuova ricerca su un’area di 15.000 chilometri quadrati, senza esito.

Per i familiari delle vittime, riuniti in associazioni che da oltre un decennio chiedono trasparenza e continuità nelle operazioni, la proroga rappresenta un segnale di attenzione politica, ma anche l’ennesima attesa. Dal punto di vista diplomatico, la vicenda coinvolge Pechino, che segue con interesse ogni sviluppo data l’elevata presenza di propri cittadini tra le vittime, e alimenta il dibattito sulla sicurezza aerea globale. Il dossier resta aperto: le operazioni riprenderanno quando le condizioni oceaniche lo permetteranno, con la consapevolezza che, senza il ritrovamento del relitto, il governo malese non sosterrà alcun onere finanziario.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Il governo malese ha esteso di un anno il contratto con Ocean Infinity per la ricerca del volo MH370, ribadendo il suo impegno incrollabile nel dare una conclusione alle famiglie. L'accordo 'nessun ritrovamento, nessun compenso' resta invariato, e la nuova fase coprirà l'area rimanente di 7.428 km². La decisione dimostra la determinazione a risolvere il mistero.

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ScetticismoDistacco

La Malesia ha esteso di un anno la ricerca del volo MH370, proseguendo la caccia in acque profonde nell'Oceano Indiano. L'accordo con Ocean Infinity è 'nessun ritrovamento, nessun compenso', e l'area di ricerca è di 7.428 km². Il mistero della scomparsa dura ormai da dodici anni e continua a sconcertare gli esperti, mentre la proroga tiene conto degli impegni commerciali dell'azienda.

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lunedì 29 giugno 2026

Malesia, caccia all’MH370 prolungata di un anno: Ocean Infinity avrà tempo fino al 2027

L’estensione mantiene il principio ‘no find, no fee’ e un compenso di 70 milioni di dollari solo a relitto trovato, mentre le operazioni riprenderanno nella finestra di mare calmo tra novembre e aprile.

Il governo malese ha esteso di un anno il contratto con la società di esplorazione marina Ocean Infinity per la ricerca del relitto del volo Malaysia Airlines MH370, scomparso l’8 marzo 2014. L’accordo, approvato dal Consiglio dei ministri il 26 giugno, avrà effetto dal 1° luglio 2026 fino al 30 giugno 2027 e consentirà di completare la scansione di un’area residua di 7.428,54 chilometri quadrati nell’Oceano Indiano meridionale. Secondo quanto dichiarato dal ministro dei Trasporti Anthony Loke, l’intesa lascia invariata la clausola ‘no find, no fee’: Ocean Infinity, con sedi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, riceverà un compenso di 70 milioni di dollari soltanto se individuerà il relitto del Boeing 777.

La decisione, presentata da Kuala Lumpur come «manifestazione dell’impegno continuo e incrollabile del governo nel dare una chiusura ai familiari dei passeggeri», tiene conto anche dei nuovi impegni commerciali assunti dalla società. Ocean Infinity dovrà infatti ridislocare temporaneamente i propri asset di ricerca principali per onorare altri contratti. Secondo fonti vicine al dossier, lo spostamento sarà consentito esclusivamente tra novembre 2026 e aprile 2027, durante la stagione di mare calmo, per garantire sicurezza ed efficacia delle operazioni sottomarine. La finestra operativa è ritenuta cruciale dagli analisti del settore marittimo, poiché le condizioni meteorologiche avverse hanno storicamente limitato le campagne di ricerca in acque profonde.

La scomparsa dell’MH370 resta uno dei misteri più tenaci dell’aviazione civile. Il velivolo, con a bordo 239 persone – in maggioranza cittadini cinesi –, si allontanò dalla rotta prevista tra Kuala Lumpur e Pechino poco dopo il decollo. I dati satellitari indicarono una virata verso l’Oceano Indiano meridionale, dove si ritiene sia precipitato per esaurimento del carburante. Le costose missioni multinazionali e la prima campagna privata di Ocean Infinity, conclusa nel 2018, non hanno prodotto risultati, sebbene alcuni frammenti alari confermati siano stati recuperati sulle coste dell’Africa orientale e su isole dell’Oceano Indiano. L’anno scorso la Malesia aveva già autorizzato una nuova ricerca su un’area di 15.000 chilometri quadrati, senza esito.

Per i familiari delle vittime, riuniti in associazioni che da oltre un decennio chiedono trasparenza e continuità nelle operazioni, la proroga rappresenta un segnale di attenzione politica, ma anche l’ennesima attesa. Dal punto di vista diplomatico, la vicenda coinvolge Pechino, che segue con interesse ogni sviluppo data l’elevata presenza di propri cittadini tra le vittime, e alimenta il dibattito sulla sicurezza aerea globale. Il dossier resta aperto: le operazioni riprenderanno quando le condizioni oceaniche lo permetteranno, con la consapevolezza che, senza il ritrovamento del relitto, il governo malese non sosterrà alcun onere finanziario.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Neutrale33%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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PragmatismoPaternalismo

Il governo malese ha esteso di un anno il contratto con Ocean Infinity per la ricerca del volo MH370, ribadendo il suo impegno incrollabile nel dare una conclusione alle famiglie. L'accordo 'nessun ritrovamento, nessun compenso' resta invariato, e la nuova fase coprirà l'area rimanente di 7.428 km². La decisione dimostra la determinazione a risolvere il mistero.

Stampa atlantica / anglosfera
ScetticismoDistacco

La Malesia ha esteso di un anno la ricerca del volo MH370, proseguendo la caccia in acque profonde nell'Oceano Indiano. L'accordo con Ocean Infinity è 'nessun ritrovamento, nessun compenso', e l'area di ricerca è di 7.428 km². Il mistero della scomparsa dura ormai da dodici anni e continua a sconcertare gli esperti, mentre la proroga tiene conto degli impegni commerciali dell'azienda.

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