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Lula e la vergogna del Brasile: «Solo un giocatore è tornato, se avessero vinto ballavano tutti»

Dopo l'eliminazione agli ottavi contro la Norvegia, il presidente critica la squadra per il rientro solitario di Danilo e ironizza su Ancelotti, mentre la CBF tenta di ricucire con un video.

Erling Haaland ha spento il sogno del Brasile con una doppietta che ha consegnato alla Norvegia un 2-1 storico e ha condannato la Seleção alla prima eliminazione agli ottavi di finale in trentasei anni. La partita, giocata sul suolo nordamericano, ha messo a nudo i limiti tattici della squadra affidata a Carlo Ancelotti, incapace di arginare la potenza dell'attaccante norvegese e di costruire una reazione credibile dopo il gol della bandiera. Per il Brasile, fermo a cinque titoli mondiali e ormai lontano ventiquattro anni dall'ultimo trionfo del 2002, la sconfitta ha aperto una ferita che va ben oltre il rettangolo di gioco.

All'indomani del ritorno in patria, l'ira del presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha trasformato la delusione sportiva in un caso politico e di costume. In visita all'Istituto Mauá di Tecnologia di São Caetano do Sul, Lula ha tuonato contro l'atteggiamento dei convocati: «Quasi non c'era nessuno per tornare sull'aereo della Seleção. Che vergogna! È tornato un solo giocatore. Se avessero vinto, erano tutti qui a ballare». Il riferimento era al laterale Danilo, unico tra i ventisei a salire sul volo ufficiale della CBF insieme alla commissione tecnica, mentre il resto del gruppo si disperdeva tra vacanze e rientri nei club europei. Con ironia amara, il presidente ha poi mostrato un robot costruito dagli studenti e ha dichiarato di aver mandato un messaggio ad Ancelotti: «Se vuole ingaggiare qualcuno, prenda questo robot, tira come Haaland e farà vincere il Brasile».

La crisi di immagine della Confederazione brasiliana si è aggravata nei giorni successivi, quando la CBF ha diffuso un video dal titolo “Pode acreditar” (Puoi crederci), pensato per ricucire il rapporto con i tifosi in vista del ciclo verso il 2030. Il filmato, che invita a credere nella rinascita nonostante «questo tunnel sembri non avere fine», ha raccolto reazioni prevalentemente negative. Secondo gli analisti sudamericani, il messaggio è stato percepito come l'ennesima operazione di marketing distante dalla realtà, dopo la fastosa cerimonia di convocazione pre-Mondiale con concerti e ospiti vip. Il pre-candidato alla presidenza Romeu Zema ha sintetizzato il malumore con un commento diretto: «Smettetela con questa politicaggine. Rendete conto più a Brasilia che al brasiliano che crede e tifa per voi. Se volete cambiare qualcosa, chiudete questa sporca festa».

La strada verso il 2030 si apre dunque sotto il peso di una frattura profonda tra la nazionale e il suo pubblico. Ancelotti, la cui gestione tecnica è già sotto esame, dovrà ricostruire non solo un'identità di gioco ma anche un legame di fiducia che appare compromesso. Il prossimo impegno concreto saranno le qualificazioni sudamericane, banco di prova per una squadra che, a ventotto anni dall'ultimo alloro, non può più permettersi di smarrire la connessione con chi la segue.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Criticism vs. Detachment
33%Media
3 blocchi · posizioni da −0.80 a 0.00
Team criticsNeutral observers
IRNLATRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa iraniana e affini−0.80critical
Stampa latinoamericana−0.50critical
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa iraniana e affini−0.80
Voce

L'Iran ironizza sul fallimento della squadra brasiliana e del suo allenatore, schierandosi implicitamente con i critici.

Meccanismoironizzazione

Utilizza la citazione di Lula per ridicolizzare l'intera delegazione, amplificando il contrasto tra l'arrivo numeroso e il ritorno solitario.

Omissione

Omette che Lula ha criticato l'intera squadra, non solo l'allenatore, e che il suo commento era rivolto ai giocatori che non sono tornati.

IroniaIndignazioneSchadenfreude
Stampa latinoamericana−0.50
Voce

Il presidente Lula condanna l'atteggiamento della seleção, schierandosi dalla parte dei tifosi indignati e usando la sua autorità per legittimare la critica.

Meccanismopersonificazione dello stato

Riporta le parole di Lula con enfasi, utilizzando la sua autorità presidenziale per creare un'opposizione tra dovere patriottico e individualismo dei giocatori.

Omissione

Omette qualsiasi giustificazione da parte dei giocatori o della CBF, presentando la critica come univoca.

IndignazioneScetticismoIronia
Stampa russa e CSI0.00
Voce

La Russia riporta i fatti in modo distaccato, senza prendere posizione, limitandosi a citare la critica di Lula e il dato storico dell'eliminazione.

Meccanismooggettivazione statistica

Utilizza un tono cronachistico e dati statistici (prima eliminazione ai quarti in 36 anni) per oggettivare la notizia, evitando giudizi.

Omissione

Omette il contesto politico interno brasiliano e le reazioni dei tifosi, concentrandosi solo sul dato nudo della sconfitta e della critica presidenziale.

DistaccoPragmatismo

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Lula e la vergogna del Brasile: «Solo un giocatore è tornato, se avessero vinto ballavano tutti»

Dopo l'eliminazione agli ottavi contro la Norvegia, il presidente critica la squadra per il rientro solitario di Danilo e ironizza su Ancelotti, mentre la CBF tenta di ricucire con un video.

Erling Haaland ha spento il sogno del Brasile con una doppietta che ha consegnato alla Norvegia un 2-1 storico e ha condannato la Seleção alla prima eliminazione agli ottavi di finale in trentasei anni. La partita, giocata sul suolo nordamericano, ha messo a nudo i limiti tattici della squadra affidata a Carlo Ancelotti, incapace di arginare la potenza dell'attaccante norvegese e di costruire una reazione credibile dopo il gol della bandiera. Per il Brasile, fermo a cinque titoli mondiali e ormai lontano ventiquattro anni dall'ultimo trionfo del 2002, la sconfitta ha aperto una ferita che va ben oltre il rettangolo di gioco.

All'indomani del ritorno in patria, l'ira del presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha trasformato la delusione sportiva in un caso politico e di costume. In visita all'Istituto Mauá di Tecnologia di São Caetano do Sul, Lula ha tuonato contro l'atteggiamento dei convocati: «Quasi non c'era nessuno per tornare sull'aereo della Seleção. Che vergogna! È tornato un solo giocatore. Se avessero vinto, erano tutti qui a ballare». Il riferimento era al laterale Danilo, unico tra i ventisei a salire sul volo ufficiale della CBF insieme alla commissione tecnica, mentre il resto del gruppo si disperdeva tra vacanze e rientri nei club europei. Con ironia amara, il presidente ha poi mostrato un robot costruito dagli studenti e ha dichiarato di aver mandato un messaggio ad Ancelotti: «Se vuole ingaggiare qualcuno, prenda questo robot, tira come Haaland e farà vincere il Brasile».

La crisi di immagine della Confederazione brasiliana si è aggravata nei giorni successivi, quando la CBF ha diffuso un video dal titolo “Pode acreditar” (Puoi crederci), pensato per ricucire il rapporto con i tifosi in vista del ciclo verso il 2030. Il filmato, che invita a credere nella rinascita nonostante «questo tunnel sembri non avere fine», ha raccolto reazioni prevalentemente negative. Secondo gli analisti sudamericani, il messaggio è stato percepito come l'ennesima operazione di marketing distante dalla realtà, dopo la fastosa cerimonia di convocazione pre-Mondiale con concerti e ospiti vip. Il pre-candidato alla presidenza Romeu Zema ha sintetizzato il malumore con un commento diretto: «Smettetela con questa politicaggine. Rendete conto più a Brasilia che al brasiliano che crede e tifa per voi. Se volete cambiare qualcosa, chiudete questa sporca festa».

La strada verso il 2030 si apre dunque sotto il peso di una frattura profonda tra la nazionale e il suo pubblico. Ancelotti, la cui gestione tecnica è già sotto esame, dovrà ricostruire non solo un'identità di gioco ma anche un legame di fiducia che appare compromesso. Il prossimo impegno concreto saranno le qualificazioni sudamericane, banco di prova per una squadra che, a ventotto anni dall'ultimo alloro, non può più permettersi di smarrire la connessione con chi la segue.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Criticism vs. Detachment
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3 blocchi · posizioni da −0.80 a 0.00
Team criticsNeutral observers
IRNLATRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa iraniana e affini−0.80critical
Stampa latinoamericana−0.50critical
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa iraniana e affini−0.80
Voce

L'Iran ironizza sul fallimento della squadra brasiliana e del suo allenatore, schierandosi implicitamente con i critici.

Meccanismoironizzazione

Utilizza la citazione di Lula per ridicolizzare l'intera delegazione, amplificando il contrasto tra l'arrivo numeroso e il ritorno solitario.

Omissione

Omette che Lula ha criticato l'intera squadra, non solo l'allenatore, e che il suo commento era rivolto ai giocatori che non sono tornati.

IroniaIndignazioneSchadenfreude
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Il presidente Lula condanna l'atteggiamento della seleção, schierandosi dalla parte dei tifosi indignati e usando la sua autorità per legittimare la critica.

Meccanismopersonificazione dello stato

Riporta le parole di Lula con enfasi, utilizzando la sua autorità presidenziale per creare un'opposizione tra dovere patriottico e individualismo dei giocatori.

Omissione

Omette qualsiasi giustificazione da parte dei giocatori o della CBF, presentando la critica come univoca.

IndignazioneScetticismoIronia
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La Russia riporta i fatti in modo distaccato, senza prendere posizione, limitandosi a citare la critica di Lula e il dato storico dell'eliminazione.

Meccanismooggettivazione statistica

Utilizza un tono cronachistico e dati statistici (prima eliminazione ai quarti in 36 anni) per oggettivare la notizia, evitando giudizi.

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