
Ligue 1 in lutto: è morto Eric Roy, l’allenatore che portò il Brest in Champions League
L’ex centrocampista, con trascorsi in Inghilterra e Spagna, ha lottato per tre anni e mezzo contro un tumore al pancreas, continuando ad allenare fino all’ultimo.
La notizia della scomparsa, comunicata dalla famiglia su Instagram, ha scosso il calcio francese ed europeo. Eric Roy aveva 58 anni e da tre anni e mezzo combatteva in silenzio contro un tumore al pancreas, senza mai abbandonare la guida tecnica dello Stade Brestois. «Papà ha continuato a vivere con una forza che ancora ci impressiona, sostenuto dall’amore per la famiglia, per il calcio e per il suo lavoro», hanno scritto i figli. La sua morte arriva a poche settimane dalla conclusione della stagione di Ligue 1, che il Brest ha chiuso all’undicesimo posto, dopo aver vissuto l’annata più gloriosa della sua storia.
Nato a Nizza, Roy aveva costruito una solida carriera da centrocampista nei principali club francesi – Nizza, Tolone, Lione, Marsiglia – prima di concedersi due esperienze all’estero: una stagione al Sunderland in Premier League (1999-2000) e una al Rayo Vallecano nella Liga spagnola (2001-2002). Proprio il passaggio a Madrid, seppur breve, lo avvicinò a un calcio mediterraneo che in Italia ha sempre avuto estimatori. Appesi gli scarpini al chiodo, intraprese la carriera da allenatore con una prima parentesi al Nizza nel 2010-2011, per poi restare lontano dalle panchine fino alla chiamata del Brest nel gennaio 2023.
L’incarico in Bretagna sembrava una missione di salvezza: il club arrancava in fondo alla classifica. Roy non solo centrò la permanenza in Ligue 1, ma nella stagione successiva compì un’autentica impresa, conducendo il Brest a un incredibile terzo posto e alla prima, storica qualificazione alla Champions League. Un traguardo che ha proiettato una società di provincia, con un budget modesto, sotto i riflettori del calcio continentale, ricordando le favole di squadre come il Chievo Verona o il Sassuolo, ma con un epilogo ben più concreto. Nell’ultima annata, il Brest ha chiuso all’undicesimo posto, un risultato dignitoso che non offusca l’eredità del tecnico.
La notizia ha suscitato cordoglio in tutta Europa. In Francia, il club ha espresso «profonda tristezza» per la perdita di un uomo che ha incarnato resilienza e ambizione. In Inghilterra e Spagna, dove Roy aveva lasciato un ricordo positivo, i media hanno sottolineato la sua battaglia privata e la dedizione assoluta al lavoro. Per l’Italia, che segue con attenzione le vicende della Ligue 1, la figura di Roy rappresenta l’esempio di un tecnico capace di sovvertire le gerarchie, un modello per chi crede che il calcio non sia solo dominio dei grandi capitali. La sua scomparsa lascia un vuoto, ma anche un’eredità: il Brest dovrà ora trovare un successore all’altezza, mentre il calcio europeo piange un uomo che ha saputo trasformare la sofferenza in forza creatrice.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Eric Roy, allenatore del Brest, è morto a 58 anni per un cancro al pancreas. La famiglia ha dato l'annuncio su Instagram, ricordando i tre anni e mezzo di lotta contro la malattia. Roy aveva guidato il club bretone alla Champions League per la prima volta nella sua storia.
Il mondo del calcio piange Eric Roy, il tecnico del Brest scomparso a 58 anni dopo una coraggiosa battaglia contro il cancro al pancreas. Il toccante messaggio della famiglia su Instagram ha rivelato la forza straordinaria con cui ha affrontato la malattia, senza mai abbandonare la panchina. Lascia l'eredità di un miracolo sportivo: la prima storica qualificazione alla Champions League per un club di provincia.
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