
Messico-Corea del Sud, Aguirre ridisegna la difesa per il duello che vale il primato
Con Edson Álvarez al centro della retroguardia al posto dello squalificato Montes, il Tri affronta i veloci Taegeuk Warriors in un Guadalajara che per la prima volta ospita la sua Nazionale in un Mondiale.
Il secondo atto del Gruppo A del Mondiale 2026 obbliga Javier Aguirre a un rimpasto forzato ma potenzialmente virtuoso. L’espulsione del capitano e difensore centrale César Montes nella vittoriosa inaugurale contro il Sudafrica (2-0) ha aperto la strada al rientro di Edson Álvarez, centrocampista del West Ham operato alla caviglia destra lo scorso febbraio. Secondo i media messicani, il «Vasco» ha confermato che Álvarez «è pronto per giocare novanta minuti» e sarà schierato come centrale, affiancato da due ulteriori novità: Jorge Sánchez prenderà il posto di Israel Reyes e il giovane Gilberto Mora sostituirà Brian Gutiérrez. Una scelta che mescola esperienza e freschezza, con l’obiettivo di contenere l’attacco più rapido e resiliente del raggruppamento.
La posta in palio è alta. Entrambe le squadre hanno esordito con un successo: il Messico ha domato un Sudafrica volenteroso ma limitato, mentre la Corea del Sud ha piegato 2-1 la Repubblica Ceca, sorprendendo gli osservatori europei per intensità e organizzazione. L’incontro in programma giovedì 18 giugno allo Stadio Akron di Guadalajara (le 19 locali, le 22 in Argentina e Brasile) rappresenta quindi uno scontro diretto per il primato del girone e un passo decisivo verso i sedicesimi di finale, il nuovo primo turno a eliminazione diretta del formato a 48 squadre. Per il Messico, padrone di casa, si tratta anche di un evento storico: è la prima volta che la Selección gioca una partita mondiale nella capitale dello stato di Jalisco, culla della tradizione calcistica nazionale.
Dall’ottica di Seul, la sfida è l’occasione per confermare la crescita costante del calcio asiatico, già testimoniata dal rendimento contro i cechi. I Taegeuk Warriors, guidati dal capitano Son Heung-min, puntano sulla velocità delle transizioni e sulla disciplina tattica per mettere in difficoltà una difesa messicana parzialmente inedita. Gli analisti sudcoreani sottolineano come il fattore ambientale – uno stadio sold out e un pubblico incandescente – rappresenti la variabile più insidiosa, ma anche uno stimolo per una generazione abituata a palcoscenici europei di alto livello.
A Bruxelles e nelle capitali calcistiche del Vecchio Continente, l’attenzione è duplice: da un lato si osserva la tenuta fisica di Álvarez, giocatore chiave per il West Ham e per l’intero movimento messicano; dall’altro si misura la capacità della Corea del Sud di reggere l’urto emotivo di una trasferta tanto simbolica. La sconfitta ceca all’esordio ha già ricordato che le gerarchie tradizionali sono sempre più fluide, e che il Mondiale allargato premia chi sa adattarsi rapidamente.
Guardando avanti, il verdetto di Guadalajara potrebbe indirizzare l’intero girone. Un successo messicano ipotecherebbe la qualificazione con un turno d’anticipo, alimentando il sogno di un percorso profondo davanti al proprio pubblico. Un risultato positivo per i coreani, invece, aprirebbe scenari di grande equilibrio, con la Repubblica Ceca e il Sudafrica ancora in corsa. Aguirre, dal canto suo, sa che la mossa Álvarez è un azzardo calcolato: se il centrocampista trasformato in difensore reggerà l’urto, il Messico potrà guardare con rinnovata fiducia a un torneo che, per ambizione e contesto, non ammette passi falsi.
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