
La Germania stringe sulle assenze per malattia: stop ai certificati telefonici
Il cancelliere Merz annuncia una stretta sui congedi medici, mentre dagli Emirati all’Iran si ridisegnano tutele e obblighi per lavoratori e datori di lavoro.
A partire dal gennaio del prossimo anno, i lavoratori tedeschi non potranno più ottenere un certificato di malattia per via telefonica: sarà obbligatoria una visita medica in presenza fin dal primo giorno di assenza. Lo ha annunciato il cancelliere federale Friedrich Merz, inserendo la misura in un più ampio pacchetto di riforme del welfare concordato dalla coalizione tra cristiano-democratici e socialdemocratici. Secondo il governo di Berlino, l’obiettivo è contenere un tasso di assenze per malattia che l’istituto di ricerca IGES ha quantificato in 19,5 giorni lavorativi annui pro capite, in forte crescita rispetto ai 13 del 2018, e che l’esecutivo considera un freno alla competitività dell’economia tedesca già provata dai costi dell’energia e dalla concorrenza internazionale.
La decisione si innesta su un sistema di tutele tra i più generosi al mondo: in Germania il datore di lavoro copre il 100% dello stipendio per le prime sei settimane di malattia, dopo le quali subentra l’assicurazione pubblica con circa il 70% del lordo per un massimo di 78 settimane nell’arco di tre anni. Secondo gli analisti di Bruxelles, la riforma riflette una tensione comune a diversi Stati membri dell’Unione, dove l’invecchiamento della popolazione e la digitalizzazione dei certificati — in Germania l’invio telematico diretto alle casse mutua è operativo dal 2023 — hanno reso più visibile il fenomeno dell’assenteismo, alimentando il dibattito su quanto i congedi retribuiti incidano sulla produttività. Per i critici della misura, tra cui associazioni sindacali e parte del mondo medico, il rischio è di stigmatizzare patologie reali e di scaricare sui lavoratori, specie quelli più anziani, il peso delle difficoltà economiche del Paese.
Al di fuori dell’Europa, il quadro delle tutele si presenta frammentato. Negli Emirati Arabi Uniti, il Ministero delle Risorse Umane e dell’Emiratizzazione (MOHRE) ha codificato in quattro passaggi la procedura di cancellazione del permesso di lavoro, subordinandola alla dichiarazione del datore di lavoro di aver corrisposto tutte le spettanze al dipendente. La stessa autorità ha ricordato che, in base al decreto-legge federale n. 33 del 2021, il periodo di prova non può essere rinnovato più di una volta presso lo stesso datore: una volta scaduto e in assenza di recesso, il contratto diventa pienamente efficace e il licenziamento deve seguire le regole ordinarie di preavviso. In Iran, secondo la normativa sul lavoro analizzata da esperti del settore, il diritto alle ferie retribuite si articola in una pluralità di tipologie: 26 giorni annui di ferie ordinarie, tre giorni per matrimonio o lutto, permessi orari e congedi di paternità, mentre durante la malattia l’indennità è corrisposta dall’ente previdenziale e non dal datore, con sospensione del rapporto e obbligo di reintegro al termine.
Sul fronte della protezione sociale, l’Indonesia mostra un modello di assicurazione sanitaria nazionale (JKN) che, secondo la Badan Penyelenggara Jaminan Sosial (BPJS) Kesehatan, consente ai lavoratori dipendenti di estendere la copertura oltre il nucleo familiare di base — coniuge e fino a tre figli — includendo genitori, suoceri o un quarto figlio, purché venga versato un contributo aggiuntivo dell’1% dello stipendio, calcolato su un imponibile massimo di 12 milioni di rupie. Negli Stati Uniti, invece, il Consumer Financial Protection Bureau ricorda che i membri delle forze armate con un canone di locazione inferiore a 4.214,28 dollari mensili non possono essere sfrattati durante il servizio attivo e possono chiedere al giudice la sospensione dello sfratto fino a 90 giorni, una tutela che non ha equivalenti per la generalità dei lavoratori civili. Il dossier tedesco è ora al vaglio del parlamento federale, mentre negli Emirati resta aperta fino al 30 luglio la consultazione pubblica online per semplificare le procedure sui permessi di lavoro.
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