
La Fifa vieta le sette stelle d'Africa: Egitto e Senegal costretti a modificare le maglie
A pochi giorni dall'inizio del torneo, l'organismo mondiale ha imposto la rimozione dei simboli di vittorie continentali, suscitando reazioni nel mondo arabo e africano.
A pochi giorni dal fischio d'inizio del Mondiale 2026, la Fifa ha imposto alla nazionale egiziana di rimuovere le sette stelle che campeggiavano sul petto delle sue maglie, simbolo di altrettante vittorie nella Coppa d'Africa. Non solo: i numeri dorati che impreziosivano le casacche verranno sostituiti da cifre bianche, ritenute più leggibili per arbitri, spettatori e riprese televisive. Analoga richiesta è stata rivolta al Senegal, campione continentale in carica, costretto a cancellare la singola stella dalla divisa. Non si tratta di una novità assoluta: già nel 2018 la federazione internazionale aveva obbligato l'Egitto a un analogo sacrificio estetico, in nome di un regolamento che concede l'uso delle stelle soltanto in caso di trionfi iridati.\n\nSecondo fonti vicine alla federazione egiziana, la decisione è stata accolta con malcelato rammarico al Cairo: le sette stelle rappresentano un vanto non negoziabile per una nazione che domina il palcoscenico del calcio africano. Dalla prospettiva africana, l'imposizione è percepita come un'ingerenza che ignora la storia sportiva delle squadre, riducendone l'identità visiva a semplice questione normativa. Eppure, da Zurigo si ribadisce che le regole sono chiare e universali: solo i successi nella Coppa del Mondo autorizzano l'apposizione di stelle, a garanzia di un linguaggio simbolico uniforme per tutte le nazionali.\n\nLa scelta di modificare la cromia dei dorsali risponde invece a esigenze pratiche. L'oro, sebbene elegante, crea difficoltà di lettura durante le fasi concitate del gioco, penalizzando sia la terna arbitrale sia il pubblico televisivo. In un'era in cui la qualità delle trasmissioni è prioritaria, la Fifa ha ritenuto indispensabile uniformarsi a standard di massima chiarezza, in linea con quanto già sperimentato in altre competizioni.\n\nL'episodio riaccende un dibattito più ampio sul rapporto tra il massimo organismo mondiale e le realtà calcistiche extraeuropee. Se per le nazionali europee, abituate a esibire le stelle dei Mondiali vinti, la norma è pacifica, per l'Africa e l'Asia i titoli continentali rappresentano il traguardo più ambito. Un ripensamento regolamentare appare improbabile, ma la vicenda potrebbe stimolare richieste di flessibilità in seno alla Caf e alle altre confederazioni.\n\nNell'immediato, i Faraoni scenderanno in campo per il debutto contro la Nuova Zelanda con una maglia spoglia dei simboli storici, sperando che l'assenza di stelle non privi di brillantezza le ambizioni di Salah e compagni nel girone che comprende anche Belgio e Iran.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'ente calcistico mondiale ha chiesto al Senegal di rimuovere una stella dalla divisa prima del Mondiale 2026. La regola è chiara: solo i titoli mondiali danno diritto alle stelle. Il Senegal, che non ha mai vinto la Coppa del Mondo, si adeguerà senza polemiche.
L'Egitto, sette volte campione d'Africa, è costretto a cancellare le sue sette stelle dalla maglia per ordine della FIFA. L'organizzazione mondiale riconosce solo i trionfi mondiali, ignorando la storia continentale. Una decisione che priva i Faraoni dei simboli del loro prestigio.
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