
La Corte suprema si pronuncia su Fed e voto: la settimana che ridisegna i poteri di Trump
Attesi verdetti su licenziamento alla banca centrale, stretta sul voto e cittadinanza per nascita. I tribunali ordinari già bloccano la revisione elettorale, mentre da San Paolo si guarda al debutto internazionale del nuovo presidente Fed.
La Corte suprema degli Stati Uniti chiude la sessione con sette sentenze attese a partire da lunedì 29 giugno, in un intreccio di cause che toccano l’indipendenza della Federal Reserve, la riforma elettorale e il diritto di cittadinanza per nascita. I giudici sono chiamati a valutare se il presidente Donald Trump ha il potere di destituire Lisa Cook dal board della banca centrale — prima volta per un inquilino della Casa Bianca — e se sia legittimo limitare la cittadinanza automatica ai figli di genitori in condizione irregolare. Sul fronte della competizione elettorale incombono due pronunce attese: una scadenza uniforme per il voto postale e un allentamento dei vincoli sulla spesa congiunta tra candidati e partiti. Fuori dall’aula più alta, i tribunali distrettuali hanno già inferto cinque stop all’offensiva amministrativa sulle procedure di voto, respingendo l’uso di banche dati dell’immigrazione per depurare le liste elettorali e bollando come incostituzionale l’obbligo di prova di cittadinanza per registrarsi.
Nel caso Fed, l’amministrazione sostiene che il presidente conservi un potere costituzionale di rimozione a propria discrezione, anche di fronte alle guarentigie di indipendenza fissate dalla legge del 1913. Il tentativo di allontanare Cook — per presunte irregolarità in una pratica di mutuo che la diretta interessata respinge — è considerato a Washington un test decisivo per l’autonomia del banchiere centrale. Secondo gli ambienti finanziari brasiliani, il verdetto ricadrà anche sulla presidenza di Kevin Warsh, in questa settimana impegnato nel primo appuntamento internazionale al forum del Bce in Portogallo: una sentenza che protegga Cook, prevista da diversi costituzionalisti dopo lo scetticismo mostrato in udienza dai giudici, blinderebbe il vertice del Fed da interferenze politiche e rassicurerebbe i mercati europei, che guardano alla tenuta del modello di indipendenza sancito dai trattati Ue.
L’offensiva elettorale dell’esecutivo, secondo quanto ricostruito da analisti vicini all’opposizione democratica, mira a irrigidire le regole del voto per corrispondenza e a rafforzare i controlli sulla titolarità del suffragio, sfruttando un esecutivo federale più ampio. I giudici di merito hanno già definito l’accesso ai dati sull’immigrazione come una violazione delle leggi sulla privacy che mette a repentaglio «il sacro diritto di voto». Il dipartimento di Giustizia ha intentato trenta cause contro Stati che non hanno condiviso gli elenchi degli iscritti, perdendo tutte e nove quelle finora decise. Se la Corte suprema confermasse la linea restrittiva sul voto postale, ventinove Stati sarebbero costretti a eliminare i periodi di tolleranza successivi all’Election Day, con ripercussioni organizzative e politiche a meno di cinque mesi dalle legislative di metà mandato.
La terza direttrice riguarda la cittadinanza per nascita: Trump vorrebbe escludere dal diritto i nati da genitori senza status regolare, ribaltando un’interpretazione del XIV Emendamento consolidata da oltre un secolo. Durante l’udienza, il presidente della Corte John Roberts ha contestato la tesi governativa, osservando che la Costituzione non è mutata. Attesa è anche la decisione sull’atletica transgender: Idaho e West Virginia hanno vietato alle ragazze trans di gareggiare nelle squadre femminili, leggi che la maggioranza conservatrice dei giudici è apparsa incline a confermare. L’insieme dei pronunciamenti, atteso entro la fine della settimana, definirà il perimetro del potere presidenziale e ridisegnerà il quadro regolatorio federale alla vigilia di una consultazione in cui la tenuta della maggioranza repubblicana al Congresso è tutt’altro che scontata.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
La Corte Suprema ha parlato: il ricorso di Trump è respinto e la condanna di 5 milioni di dollari è confermata. La legge viene applicata senza eccezioni.
L'articolo utilizza la giudizializzazione presentando la decisione della Corte come un verdetto legale finale e autorevole, enfatizzando l'aspetto procedurale ed evitando qualsiasi commento politico o morale.
L'articolo omette qualsiasi discussione sugli altri procedimenti legali in corso di Trump o sul contesto politico più ampio, come la sua campagna presidenziale o l'impatto sui suoi sostenitori.
I mercati osservano: la decisione della Corte Suprema è un dettaglio legale, ma la vera storia è la resilienza del mercato azionario e il rally guidato dall'IA.
L'articolo utilizza l'economizzazione inquadrando un evento legale attraverso le sue implicazioni di mercato, riducendo il significato della sentenza a una nota a piè di pagina nelle notizie finanziarie.
L'articolo omette le dimensioni morali e politiche del caso, come le accuse di abuso sessuale e diffamazione, concentrandosi esclusivamente sull'impatto finanziario.
Allarga lo sguardo
Petrolio oltre 90 dollari: lo scontro nel Golfo paralizza lo Stretto di Hormuz
8 lingue · 21 testate
Da TechnologyEsami, guerra e bullismo: i sistemi scolastici sotto stress ripensano valutazione e sicurezza
6 lingue · 10 testate
Da Science & HealthMSF denuncia la detenzione arbitraria dei medici a Gaza, mentre il collasso idrico scatena epidemie
5 lingue · 7 testate