
L’ultimo appello di Hassabis: un’agenzia americana per domare l’AGI prima che sia troppo tardi
Il ceo di Google DeepMind propone un ente federale modellato sulla vigilanza di Wall Street per testare i modelli di frontiera, mentre lo scontro tra Washington e Anthropic accelera il dibattito globale sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale.
La finestra per mettere in sicurezza l’intelligenza artificiale generale si sta chiudendo. Con un intervento pubblicato su Substack e rilanciato da Silicon Valley a Bruxelles, Demis Hassabis – premio Nobel per la chimica e guida di Google DeepMind – ha rotto gli indugi: l’AGI, il sistema capace di eguagliare o superare ogni funzione cognitiva umana, «è probabilmente a pochi anni di distanza». Non un allarme generico, ma la premessa per una proposta regolatoria concreta, che arriva a poche settimane dal braccio di ferro tra l’amministrazione Trump e Anthropic, costretta a ritirare per oltre due settimane i modelli Claude Fable 5 e Mythos 5 dopo un jailbreak che ne aveva esposto le falle.
Il meccanismo immaginato da Hassabis è un’agenzia federale di standardizzazione costruita sul modello della Financial Industry Regulatory Authority, l’ente privato no-profit che sotto la supervisione del Congresso vigila sui broker di Wall Street. L’organismo sarebbe finanziato dall’industria stessa, dotato di un consiglio indipendente con esperti tecnici e rappresentanti dell’open source, e avrebbe il compito di definire soglie di capacità oltre le quali un modello viene classificato come «frontier-class». Per questi sistemi scatterebbe l’obbligo di test di sicurezza – cybersecurity, rischi nucleari e biologici – condotti in collaborazione con i laboratori nazionali statunitensi, prima di qualsiasi rilascio pubblico. L’adesione sarebbe inizialmente volontaria, per diventare vincolante una volta validato il regime di verifica.
La mossa ridisegna gli equilibri del dibattito globale. Da una parte, l’approccio unilaterale americano immaginato da Hassabis – «gli Stati Uniti sono nella posizione ideale per muovere il primo passo, e il resto del mondo si allineerà per non perdere l’accesso al mercato» – si scontra con la visione multilateralista di Sam Altman, che al G7 di giugno ha proposto un trattato internazionale per governare l’AI. Dall’altra, l’Europa osserva con attenzione: il Vecchio Continente ha già il suo AI Act, ma la proposta di un’agenzia tecnica a guida statunitense rischia di marginalizzare Bruxelles nella definizione degli standard globali, proprio mentre Pechino accorcia le distanze con modelli open source sempre più competitivi. In Italia, il dibattito è ancora ai margini, ma il coinvolgimento diretto di aziende come Google e OpenAI nelle scelte regolatorie americane avrà ricadute immediate sulle piattaforme utilizzate da imprese e pubbliche amministrazioni.
Il prossimo passaggio non sarà legislativo, ma politico-industriale. Hassabis ha già incassato il sostegno pubblico di Sundar Pichai, Satya Nadella, Sam Altman e Jack Dorsey, segno che il fronte dei big tech è pronto a negoziare un quadro di regole pur di evitare interventi governativi più intrusivi. La vera incognita è se l’amministrazione Trump, dopo lo scontro con Anthropic, vorrà davvero cedere parte della supervisione a un ente co-gestito dall’industria, o se preferirà mantenere il controllo diretto attraverso il Dipartimento del Commercio. La risposta arriverà nelle prossime settimane, quando la proposta di Hassabis approderà formalmente ai tavoli della Casa Bianca e della Federal Trade Commission.
| Stampa iraniana e affini | −0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa cinese | +0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.30 | critical |
Il CEO di Google DeepMind lancia un grido d'allarme: il tempo stringe e il governo Trump ha già iniziato a limitare i modelli rivali. La proposta è una risposta necessaria a una minaccia imminente.
Utilizza un linguaggio emotivo ('shocking warning', 'precious window') e collega la proposta alle azioni del governo Trump per creare un senso di urgenza e necessità.
Non menziona i dettagli tecnici della proposta (modello FINRA) né la cooperazione internazionale, concentrandosi solo sull'allarme e sulle azioni USA.
La Cina riconosce la posizione unica degli Stati Uniti per guidare la regolamentazione dell'IA e sostiene la creazione di un'agenzia indipendente sul modello FINRA. La proposta è vista come un passo pragmatico.
Adotta un tono tecnico e descrittivo, citando esplicitamente il modello FINRA e la posizione economica USA per legittimare la proposta come razionale e fattibile.
Non menziona le controversie tra i CEO né le tensioni geopolitiche, presentando la proposta come una soluzione tecnica senza conflitti.
L'Occidente riporta l'avvertimento di Hassabis con distacco, presentando i fatti senza prendere posizione. La proposta è descritta come una delle tante nel dibattito in corso.
Utilizza un registro giornalistico standard, citando fonti e dichiarazioni, e bilancia l'urgenza con un tono misurato, evitando giudizi.
Non approfondisce le divergenze tra i CEO né il contesto geopolitico, mantenendo il focus sulla dichiarazione di Hassabis.
L'India sottolinea il disaccordo tra i leader dell'IA e le tensioni globali, presentando la proposta come parte di una lotta per il controllo. Il blocco americano al modello di Anthropic è evidenziato come esempio di conflitto.
Inquadra la notizia come una disputa, utilizzando termini come 'do not agree' e 'escalating global tensions' per creare una narrativa di divisione.
Non menziona i dettagli della proposta di Hassabis (come il modello FINRA) né l'urgenza tecnica, concentrandosi invece sulle relazioni tra aziende e governi.
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