
ChatGPT perde la maggioranza assoluta: l’IA avanza ovunque, ma la fiducia resta fragile
ChatGPT scende sotto il 50% del mercato globale, ma l’uso dell’IA esplode in sanità, università e shopping: un paradosso di adozione e sfiducia che interroga anche l’Europa.
Per la prima volta dalla sua ascesa, ChatGPT ha perso la maggioranza assoluta nel mercato globale degli assistenti di intelligenza artificiale. Secondo i dati di Sensor Tower, analizzati da osservatori statunitensi, la quota del chatbot di OpenAI è scesa al 46,4% a maggio 2026, mentre Gemini di Google ha raggiunto il 27,7%, affermandosi come principale rivale. Claude di Anthropic e Grok, sostenuto da Elon Musk, continuano a guadagnare terreno. Eppure, con oltre 1,1 miliardi di utenti attivi mensili, ChatGPT resta lo strumento più popolare: un paradosso che riflette una dinamica più ampia, in cui l’adozione dell’IA accelera in ogni continente ma la fiducia degli utenti rimane sorprendentemente fragile.
Questa tensione è evidente in molti ambiti. In Kenya, un rapporto di Visa rivela che l’89% dei consumatori utilizza l’IA per confrontare prezzi, cercare idee regalo o leggere recensioni, ma solo il 29% si fida a delegare il pagamento a un agente automatico. In America Latina, uno studio condotto dal Digital Education Council insieme all’Università Nazionale Autonoma del Messico mostra che il 91,5% degli studenti e il 75% dei docenti impiega strumenti di IA nell’apprendimento e nell’insegnamento. In Brasile, un’indagine del progetto Brief indica che il 58,4% degli utenti usa l’IA con alta frequenza, ma il 60% non è in grado di distinguere un video generato artificialmente da uno reale. L’uso si diffonde più rapidamente della consapevolezza, creando un terreno fertile per disinformazione e abitudini poco sorvegliate.
Anche in sanità il quadro è contraddittorio. Nel sistema sanitario della Nuova Scozia, in Canada, l’IA viene già impiegata per assistenti virtuali che guidano i pazienti e per strumenti che riducono la burocrazia dei medici, ma gli esperti avvertono che la supervisione umana resta indispensabile. In Brasile, i medici sconsigliano di affidarsi alle comuni IA per interpretare sintomi o esami, perché mancano di accuratezza; tuttavia algoritmi specializzati accelerano la diagnostica per immagini e migliorano la precisione. Negli Stati Uniti, un recente studio pubblicato su Science ha mostrato che ChatGPT ha superato centinaia di medici in un percorso a ostacoli diagnostico, suscitando il malessere degli stessi autori. I camici bianchi usano l’IA, ma sono preoccupati: un’ambivalenza che segnala quanto la tecnologia stia già modificando la pratica clinica prima che esistano regole condivise.
Il limite dell’IA emerge con chiarezza quando si affrontano le vette del ragionamento umano. Un progetto chiamato First Proof, condotto a Dubai, ha sottoposto quattro sistemi di IA a dieci problemi di ricerca matematica inediti, appena risolti da matematici in carne e ossa: le macchine non sono riuscite a eguagliare le menti migliori. È un promemoria che, nonostante i progressi, la creatività scientifica profonda resta un presidio umano. Intanto, negli Stati Uniti, un sondaggio di Morning Consult rivela che la fiducia nei marchi di IA è in calo anno su anno, con la sola eccezione di Gemini; a guadagnare terreno sono invece prodotti analogici e nostalgici come Lunchables e Hot Wheels. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, questi segnali offrono una lezione mentre l’AI Act entra in vigore: la regolamentazione può creare un quadro di affidabilità, ma la vera fiducia si costruisce con trasparenza, educazione digitale e la capacità di mantenere l’essere umano al centro delle decisioni. La partita dell’intelligenza artificiale non si vince solo con quote di mercato, ma con la qualità del rapporto che sapremo instaurare con le macchine.
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L'intelligenza artificiale rappresenta un vantaggio competitivo in sanità, ma i pazienti devono essere cauti: gli strumenti di IA generici non hanno ancora la precisione necessaria e possono fornire informazioni fuorvianti. Soluzioni specializzate sono comunque già utilizzate nella diagnostica per immagini e in patologia.
L'intelligenza artificiale si sta insinuando silenziosamente nei sistemi sanitari, promettendo efficienza ma sollevando preoccupazioni. I medici sono allarmati dopo che i chatbot li hanno superati in test diagnostici, eppure continuano a usarli; i sondaggi rivelano un calo di fiducia pubblica nell'IA.
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