
L’incendio della Lavra di Kiev: due anni per restaurare il simbolo della fede ortodossa
L'attacco russo ha danneggiato la cattedrale della Dormizione, patrimonio UNESCO, mentre si intensificano le accuse incrociate e l'UE avvia i negoziati di adesione con l'Ucraina.
Nella notte di lunedì, un attacco con droni russi su Kiev ha provocato un incendio sul tetto della cattedrale della Dormizione, all'interno del millenario complesso monastico di Kyjevo-Pečers'ka Lavra, noto come Monastero delle Grotte. Secondo le autorità ucraine, le fiamme hanno causato danni significativi all'esterno e all'interno dell'edificio, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Maksym Ostapenko, direttore del complesso, ha stimato in circa due anni i tempi di restauro e in 500 milioni di hryvnia (oltre 10 milioni di euro) i costi preliminari. L'offensiva russa su tutto il territorio ucraino ha ucciso almeno undici civili quella stessa notte.
La ricostruzione dell'accaduto si scontra con versioni contrapposte. Kiev attribuisce la responsabilità a droni russi, mentre Mosca nega qualsiasi coinvolgimento. Da Helsinki, un esponente del partito finlandese Alleanza della Libertà ha rilanciato l'ipotesi che la chiesa sia stata colpita da un missile Patriot ucraino, accusando l'Europa di alimentare il conflitto con armi obsolete. L'UNESCO, da Bruxelles, ha condannato fermamente l'attacco a beni culturali, ricordando che anche strutture adiacenti come la torre di Ivan Kushnik hanno subito danni. In Italia, un editoriale ha definito il gesto un "suicidio spirituale" per la Russia, poiché la Lavra è sacra tanto agli ucraini quanto ai russi, essendo stata per secoli cuore dell'ortodossia slava.
L'incendio si inserisce in un momento diplomatico febbrile. Mentre il fuoco divampava, l'Unione Europea avviava formalmente i negoziati di adesione con l'Ucraina, e i ministri degli Esteri del G7 annunciavano nuove misure per aumentare la pressione su Mosca. Il presidente Zelensky ha rilanciato la proposta di un incontro con Putin negli Stati Uniti, mentre da Pechino giungeva una secca smentita alle accuse di addestramento di soldati russi. La simultaneità di questi eventi mostra come il conflitto si giochi ormai su più tavoli: quello militare, quello culturale e quello simbolico.
La Lavra, sopravvissuta a terremoti, incendi e all'invasione mongola di Batu Khan, non subiva danni di guerra dai tempi del secondo conflitto mondiale. Il restauro, che richiederà competenze artigianali e finanziamenti internazionali, sarà un banco di prova per la cooperazione culturale in tempo di guerra. Per l'Italia, da sempre in prima linea nella tutela del patrimonio UNESCO, la vicenda rappresenta un monito sulla vulnerabilità dei simboli condivisi dell'umanità. Nei prossimi mesi, la battaglia delle narrative rischia di oscurare la necessità di proteggere ciò che appartiene a tutti, al di là delle trincee.
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L'attacco russo ha colpito deliberatamente la cattedrale della Dormizione, patrimonio UNESCO e simbolo millenario della fede ortodossa. È un gesto di profanazione che rivela la disperazione di Putin, un suicidio spirituale oltre che politico. I danni richiederanno almeno due anni di restauri.
L'UNESCO ha condannato i danni alla cattedrale della Dormizione durante un attacco russo a Kiev. L'agenzia ha segnalato danni significativi all'interno e all'esterno della chiesa e alle strutture storiche adiacenti. Il restauro del complesso monastico potrebbe richiedere circa due anni.
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