
L'impotenza degli italiani, il pessimismo dei russi: due Paesi allo specchio
L'Eurobarometro rivela un'Italia che cerca rifugio nell'Ue ma si sente impotente, mentre in Russia un sondaggio Gallup registra il record di sfiducia economica e istituzionale.
Impotenza. È la parola che, nell’ultimo Eurobarometro, il 39% degli italiani ha scelto per descrivere il proprio stato d’animo di fronte agli eventi internazionali. Nessun altro Paese dell’Unione ha raggiunto una percentuale così alta. In un’estate segnata da ondate di calore, tensioni geopolitiche e un costo della vita che continua a salire, il sondaggio della Commissione europea fotografa un’Europa in bilico tra incertezza (44%) e speranza (43%), ma con un crescente pessimismo per il futuro, salito al 58% in sei mesi. Eppure, proprio in Italia, dove la rassegnazione sembra più profonda, l’Unione europea viene vista come un’ancora: l’81% la considera un luogo di stabilità, undici punti sopra la media Ue e in forte crescita rispetto all’autunno 2025.
A migliaia di chilometri di distanza, un altro sondaggio restituisce un’immagine speculare ma rovesciata. Secondo i dati raccolti da Gallup tra marzo e maggio 2026, il 60% dei russi ritiene che la situazione economica nella propria regione stia peggiorando: è il valore più alto in vent’anni di rilevazioni. Per la prima volta, la maggioranza assoluta della popolazione esprime un giudizio negativo. Parallelamente, la fiducia nelle istituzioni crolla: l’esercito perde 13 punti percentuali rispetto al 2022, scendendo al 66%; il governo scende al 53%; la percezione di elezioni oneste precipita dal 56% al 40%, mentre la libertà dei media è giudicata positivamente solo dal 34% degli intervistati, un minimo storico. Nel mondo delle imprese, l’indice RSPP di giugno segnala un peggioramento per un’azienda su quattro, con un crollo della fiducia nei rapporti con le banche e un mercato valutario in affanno.
I due emisferi dell’incertezza si toccano su un punto: la richiesta di protezione. In Italia, il 71% dei cittadini chiede un ruolo più incisivo dell’Ue nella difesa dalle crisi globali, e il 44% indica l’indipendenza energetica come priorità assoluta per rafforzare la posizione europea nel mondo – la percentuale più alta tra i Ventisette. L’inflazione e il costo della vita restano in cima alle preoccupazioni (51%), seguite da economia e lavoro (39%). È un’Italia che guarda a Bruxelles con un misto di aspettativa e impotenza: desidera più Europa, ma si sente schiacciata da dinamiche che appaiono fuori controllo. In Russia, invece, il rifugio istituzionale si sta sgretolando. La narrativa ufficiale di stabilità e forza si scontra con un’esperienza quotidiana fatta di rincari, difficoltà di accesso al credito e un mercato del lavoro percepito come sempre più ostile: solo il 35% ritiene che sia un buon momento per cercare un impiego, contro il 51% di un anno fa.
Colpisce, nella lettura parallela dei due sondaggi, la diversa geografia emotiva. L’Europa mediterranea esprime un’ansia che si traduce in domanda di coesione: il 90% degli europei, e il 91% degli italiani, vorrebbe Stati membri più uniti. La Russia, al contrario, mostra i segni di un logoramento silenzioso, dove la sfiducia si allarga a macchia d’olio dalle condizioni materiali alla legittimità delle istituzioni. E mentre gli italiani indicano nella salute fisica e mentale e nella sicurezza personale i fattori che più migliorerebbero la qualità della vita, i russi sembrano aver perso persino la speranza che le cose possano cambiare: il sondaggio Gallup è stato condotto prima della crisi dei carburanti di giugno, quando i droni ucraini hanno colpito le raffinerie, facendo esplodere la carenza di benzina in almeno cinquanta regioni. Oggi, quelle percentuali potrebbero essere già superate.
Resta, come un’eco, la voce di chi ha risposto al telefono. In una cucina di periferia o in un ufficio di provincia, qualcuno ha detto «impotenza», qualcun altro ha scelto «peggioramento». Due parole che, da Milano a Novosibirsk, disegnano la mappa di un’epoca in cui la stabilità è un’oasi e la paura del futuro una cifra comune.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Cresce il pessimismo tra gli europei, con gli italiani in testa per rassegnazione di fronte a guerre, caldo record e carovita. Eppure, proprio in Italia, otto cittadini su dieci vedono nell'Unione europea un'ancora di stabilità, chiedendo più unità e interventi contro l'inflazione.
Il pessimismo economico in Russia ha raggiunto il livello più alto degli ultimi vent'anni: sei russi su dieci vedono peggiorare la situazione nella propria regione. Secondo gli esperti, al Cremlino non importa della qualità della vita dei cittadini, e il consenso al governo e all'esercito continua a calare.
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