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Geopolitica e Politicamercoledì 1 luglio 2026

L’identità digitale come frontiera: Russia, Stati Uniti e Indonesia rafforzano i profili biometrici degli stranieri

Mosca lancia un archivio unico per i migranti, Washington ridefinisce l’accesso alla sanità e alla registrazione federale, Giacarta impone il riconoscimento facciale per le SIM: tre traiettorie parallele di controllo e interoperabilità dei dati personali.

Il primo luglio 2026 la Russia ha attivato il servizio «Profilo digitale del cittadino straniero», un archivio gestito dal Ministero dell’Interno che aggrega in un’unica scheda dati anagrafici, documenti di identità, permessi di lavoro, istruzione, copertura sanitaria, proprietà immobiliari e veicoli, infrazioni amministrative e divieti d’ingresso. Secondo fonti governative russe, la piattaforma – prevista da un decreto presidenziale e da una delibera del Consiglio dei ministri – consentirà a ministeri, fondi statali e agli stessi migranti di accedere alle informazioni tramite il portale dei servizi pubblici, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficiente la gestione dei flussi e di valutare la situazione migratoria in tempo reale. L’iniziativa si inserisce in un quadro di irrigidimento normativo accelerato dopo l’attentato al Crocus City Hall del marzo 2024: nelle settimane precedenti il lancio, la Duma ha inasprito le sanzioni per chi elude gli screening sanitari e ha quintuplicato i costi per permessi di soggiorno e cittadinanza, mentre dal 2025 è attivo un registro dei soggetti irregolari che limita l’accesso a servizi bancari, matrimoni e proprietà.

Sul fronte statunitense, due provvedimenti paralleli ridisegnano il rapporto tra presenza legale e diritti. Da un lato, l’agenzia USCIS ha formalizzato una norma che stabilizza il sistema di registrazione online e rilevamento biometrico per gli stranieri che soggiornano oltre trenta giorni senza documentazione aggiornata – come ingressi senza ispezione o minori che compiono quattordici anni – esentando invece chi possiede visti, permessi di lavoro o green card. Dall’altro, a partire dal primo ottobre 2026, l’amministrazione federale limiterà l’accesso ai fondi di Medicaid e CHIP per alcune categorie di immigrati con presenza legale, mantenendo la copertura per residenti permanenti, cittadini degli Stati del Compact of Free Association e minori o donne in gravidanza solo dove le leggi statali lo consentano. Nell’ottica di Washington, la revisione risponde all’esigenza di allineare i benefici pubblici alle categorie di immigrazione esplicitamente previste dalla legge federale, spingendo gli Stati a verificare con maggiore rigore lo status dei richiedenti.

In Indonesia, dal primo luglio 2026 l’acquisto di una nuova scheda SIM richiede la verifica biometrica del volto, in sostituzione del precedente sistema basato sul solo numero di identità nazionale e sul certificato di famiglia. Il Ministero della Comunicazione e del Digitale ha motivato la scelta con la necessità di ridurre l’anonimato e prevenire usi illeciti delle utenze, garantendo al contempo agli operatori una conoscenza certa della clientela e una migliore protezione dei dati. La norma impone che le SIM prepagate siano distribuite spente e che ciascun utente possa attivarne al massimo tre per gestore; la registrazione può avvenire in negozio o da remoto, ma in ogni caso il volto viene incrociato con la banca dati anagrafica nazionale.

Per l’Italia e l’Europa, queste traiettorie offrono un termine di paragone mentre il dibattito sul regolamento eIDAS e sull’identità digitale europea si intreccia con le politiche migratorie. L’architettura russa, che entro il 2026 includerà dati biometrici e sostituirà il permesso di lavoro cartaceo, mostra un modello di interoperabilità forzata tra agenzie statali che, secondo analisti di Bruxelles, solleva interrogativi sulla proporzionalità e sulla tutela dei diritti fondamentali, specie in assenza di un’autorità di controllo indipendente. Le scelte americane, invece, segmentano l’accesso ai servizi in base a categorie migratorie sempre più granulari, un approccio che potrebbe influenzare il negoziato in corso sull’armonizzazione delle condizioni di soggiorno per i cittadini di Paesi terzi. Il dossier resta aperto: in Russia il profilo digitale sarà progressivamente arricchito con dati su genere e cittadinanza; negli Stati Uniti l’agenzia USCIS raccoglie commenti pubblici fino al 28 agosto 2026 su ulteriori modifiche al regolamento; in Indonesia l’efficacia del sistema biometrico sarà monitorata nei primi mesi di applicazione, mentre l’Unione Europea prosegue il trilogo sul pacchetto migrazione e asilo, con un voto finale atteso entro la fine dell’anno.

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mercoledì 1 luglio 2026

L’identità digitale come frontiera: Russia, Stati Uniti e Indonesia rafforzano i profili biometrici degli stranieri

Mosca lancia un archivio unico per i migranti, Washington ridefinisce l’accesso alla sanità e alla registrazione federale, Giacarta impone il riconoscimento facciale per le SIM: tre traiettorie parallele di controllo e interoperabilità dei dati personali.

Il primo luglio 2026 la Russia ha attivato il servizio «Profilo digitale del cittadino straniero», un archivio gestito dal Ministero dell’Interno che aggrega in un’unica scheda dati anagrafici, documenti di identità, permessi di lavoro, istruzione, copertura sanitaria, proprietà immobiliari e veicoli, infrazioni amministrative e divieti d’ingresso. Secondo fonti governative russe, la piattaforma – prevista da un decreto presidenziale e da una delibera del Consiglio dei ministri – consentirà a ministeri, fondi statali e agli stessi migranti di accedere alle informazioni tramite il portale dei servizi pubblici, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficiente la gestione dei flussi e di valutare la situazione migratoria in tempo reale. L’iniziativa si inserisce in un quadro di irrigidimento normativo accelerato dopo l’attentato al Crocus City Hall del marzo 2024: nelle settimane precedenti il lancio, la Duma ha inasprito le sanzioni per chi elude gli screening sanitari e ha quintuplicato i costi per permessi di soggiorno e cittadinanza, mentre dal 2025 è attivo un registro dei soggetti irregolari che limita l’accesso a servizi bancari, matrimoni e proprietà.

Sul fronte statunitense, due provvedimenti paralleli ridisegnano il rapporto tra presenza legale e diritti. Da un lato, l’agenzia USCIS ha formalizzato una norma che stabilizza il sistema di registrazione online e rilevamento biometrico per gli stranieri che soggiornano oltre trenta giorni senza documentazione aggiornata – come ingressi senza ispezione o minori che compiono quattordici anni – esentando invece chi possiede visti, permessi di lavoro o green card. Dall’altro, a partire dal primo ottobre 2026, l’amministrazione federale limiterà l’accesso ai fondi di Medicaid e CHIP per alcune categorie di immigrati con presenza legale, mantenendo la copertura per residenti permanenti, cittadini degli Stati del Compact of Free Association e minori o donne in gravidanza solo dove le leggi statali lo consentano. Nell’ottica di Washington, la revisione risponde all’esigenza di allineare i benefici pubblici alle categorie di immigrazione esplicitamente previste dalla legge federale, spingendo gli Stati a verificare con maggiore rigore lo status dei richiedenti.

In Indonesia, dal primo luglio 2026 l’acquisto di una nuova scheda SIM richiede la verifica biometrica del volto, in sostituzione del precedente sistema basato sul solo numero di identità nazionale e sul certificato di famiglia. Il Ministero della Comunicazione e del Digitale ha motivato la scelta con la necessità di ridurre l’anonimato e prevenire usi illeciti delle utenze, garantendo al contempo agli operatori una conoscenza certa della clientela e una migliore protezione dei dati. La norma impone che le SIM prepagate siano distribuite spente e che ciascun utente possa attivarne al massimo tre per gestore; la registrazione può avvenire in negozio o da remoto, ma in ogni caso il volto viene incrociato con la banca dati anagrafica nazionale.

Per l’Italia e l’Europa, queste traiettorie offrono un termine di paragone mentre il dibattito sul regolamento eIDAS e sull’identità digitale europea si intreccia con le politiche migratorie. L’architettura russa, che entro il 2026 includerà dati biometrici e sostituirà il permesso di lavoro cartaceo, mostra un modello di interoperabilità forzata tra agenzie statali che, secondo analisti di Bruxelles, solleva interrogativi sulla proporzionalità e sulla tutela dei diritti fondamentali, specie in assenza di un’autorità di controllo indipendente. Le scelte americane, invece, segmentano l’accesso ai servizi in base a categorie migratorie sempre più granulari, un approccio che potrebbe influenzare il negoziato in corso sull’armonizzazione delle condizioni di soggiorno per i cittadini di Paesi terzi. Il dossier resta aperto: in Russia il profilo digitale sarà progressivamente arricchito con dati su genere e cittadinanza; negli Stati Uniti l’agenzia USCIS raccoglie commenti pubblici fino al 28 agosto 2026 su ulteriori modifiche al regolamento; in Indonesia l’efficacia del sistema biometrico sarà monitorata nei primi mesi di applicazione, mentre l’Unione Europea prosegue il trilogo sul pacchetto migrazione e asilo, con un voto finale atteso entro la fine dell’anno.

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