
Kawhi Leonard torna a Toronto: i Raptors riabbracciano l'eroe del 2019
Lo scambio con i Clippers riporta in Canada il due volte MVP delle Finals, in cambio di Brandon Ingram, Gradey Dick e un pacchetto di scelte future.
Kawhi Leonard è di nuovo un giocatore dei Toronto Raptors. A sette anni dal titolo che cambiò la storia della franchigia, l’ala di Los Angeles torna nella città che lo consacrò campione, in un’operazione che ridisegna gli equilibri della Eastern Conference. L’accordo, ufficializzato nella notte di apertura della free agency, spedisce in California Brandon Ingram, la giovane guardia Gradey Dick, due prime scelte non protette (2031 e 2033), la possibilità di scambiare una prima scelta nel 2027 e due seconde scelte. Per i Clippers è la chiusura di un’era cominciata con ambizioni smisurate e conclusa senza mai raggiungere le Finals.
Il ritorno a Toronto ha il sapore della scommessa già vinta nel 2018, quando i Raptors acquisirono Leonard dagli Spurs con un anno di contratto e ne fecero il perno del primo, e finora unico, anello della franchigia. Allora il canadese medio segnò 28.5 punti di media nelle Finals contro Golden State, firmando il buzzer beater in gara-7 contro Philadelphia che resta una delle immagini più iconiche della NBA recente. Oggi Leonard arriva da una stagione da 27.9 punti, 6.3 rimbalzi e 3.6 assist in 65 partite – la seconda volta in sette anni in cui supera le 60 presenze – e con un contratto da 50.3 milioni in scadenza nel 2027. L’intesa con Scottie Barnes, ala in ascesa, promette di riportare i Raptors nella discussione che conta a Est.
A Los Angeles restano le macerie di un progetto mai decollato. L’arrivo di Leonard nel 2019, condizionato all’acquisizione di Paul George, costò ai Clippers Shai Gilgeous-Alexander e un arsenale di scelte, ma in sette anni la squadra di Steve Ballmer ha prodotto una sola finale di conference (2021), tre eliminazioni al primo turno e due assenze dai playoff. Gli infortuni cronici al ginocchio destro – inclusa l’intera stagione 2021-22 saltata per un parziale strappo del legamento crociato – e la gestione del carico di lavoro hanno logorato il rapporto. Sullo sfondo resta l’indagine della lega sul contratto di sponsorizzazione da 28 milioni di dollari con Aspiration, azienda fallita nel 2025 dopo l’arresto per frode del co-fondatore: secondo gli analisti nordamericani, l’accordo sarebbe servito a eludere il salary cap, ma la NBA non ha ancora reso pubbliche le conclusioni.
Per i Clippers, l’addio a Leonard libera spazio salariale e consegna a coach Tyronn Lue un nucleo più giovane e meno condizionato dagli infortuni. Per Toronto, invece, si riaccende la fiamma di un’epopea che sembrava conclusa. La mossa arriva nello stesso giorno in cui LeBron James ha annunciato l’addio ai Lakers, rendendo l’estate 2026 uno spartiacque per l’intera lega. I Raptors, ora, possono guardare alla prossima stagione con l’obiettivo minimo di tornare tra le prime quattro a Est, mentre i Clippers iniziano una ricostruzione che dovrà dimostrare di poter competere in una Western Conference sempre più affollata.
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Il ritorno di Kawhi Leonard a Toronto è offuscato dall'indagine in corso sulle pratiche finanziarie dei Clippers. Lo scambio permette alla stella di andarsene prima che la lega riveli se il suo contratto di sponsorizzazione sia servito a eludere il salary cap. La mossa è vista come pragmatica per entrambe le parti, ma resta scetticismo sulle reali motivazioni dei Clippers.
I Clippers si sono finalmente liberati del problema Kawhi Leonard, scaricando la sua imprevedibile disponibilità e l'incombente indagine sul salary cap. In cambio ottengono un giovane All-Star, giocatori di ruolo e un ricco bottino di scelte al draft, proiettando la franchigia verso un futuro più stabile. La mossa è celebrata come un trionfo pragmatico che chiude un capitolo di aspettative deluse.
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