
Israele e Hezbollah annunciano il cessate il fuoco, ma lo scontro politico resta aperto
L'accordo mediato da Washington e Doha entra in vigore alle 16 locali, mentre Netanyahu promette ritorsioni e Teheran sospende i colloqui sul nucleare.
Venerdì 19 giugno, alle 16 ora locale, è entrato in vigore un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, annunciato da un alto funzionario statunitense alla Reuters. L'intesa, raggiunta con la mediazione di negoziatori americani e qatarioti e con il concorso dell'Iran, segue una giornata di escalation: nella notte e nella mattinata Israele ha colpito oltre 80 obiettivi nel sud del Libano e nella valle della Bekaa, causando almeno 18 vittime secondo il ministero della Sanità libanese, mentre un'imboscata di Hezbollah presso Kfar Tebnit ha ucciso quattro soldati israeliani, tra cui un comandante di battaglione.
Secondo fonti vicine all'amministrazione statunitense, Washington aveva assicurato a Teheran, tramite mediatori, che Israele non avrebbe proseguito gli attacchi oltre la rappresaglia già condotta, e che spettava a Hezbollah fermarsi. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tuttavia dichiarato di aver ordinato alle Forze di difesa di colpire Hezbollah «con tutta la forza» e di esigere un «prezzo molto alto» per l'uccisione dei militari. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha invocato la distruzione del Libano, mentre il ministro della Difesa Israel Katz ha insistito sul mantenimento della zona di sicurezza nel sud del Paese, in contrasto con le richieste americane di ritiro. Dal canto suo, l'Iran ha condannato i raid israeliani, definendoli una violazione dell'accordo quadro firmato il 17 giugno con gli Stati Uniti, e ha sospeso i colloqui previsti in Svizzera, esigendo garanzie sulla fine delle ostilità in Libano.
Il cessate il fuoco bilaterale mette alla prova il memorandum d'intesa USA-Iran, che prevede la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso quello libanese, per un periodo di sessanta giorni durante il quale si dovrebbero discutere anche il programma nucleare iraniano. La pubblicazione da parte israeliana di una mappa della «zona di sicurezza» – una fascia di dieci chilometri oltre il confine – contraddice l'impegno a rispettare la sovranità territoriale libanese sancito dall'accordo. Sul terreno, la tregua è accolta con scetticismo dalla popolazione libanese, provata da mesi di bombardamenti e sfollamenti, mentre in Israele l'ala più oltranzista del governo preme per una presenza militare prolungata, nonostante le tensioni con il presidente Donald Trump, che secondo fonti diplomatiche avrebbe definito «pazzo» Netanyahu e suggerito un coinvolgimento della Siria nel contenimento di Hezbollah.
L'attuale crisi si innesta nella guerra regionale esplosa il 28 febbraio 2026, quando un conflitto diretto tra Stati Uniti e Iran ha trascinato i rispettivi alleati. Hezbollah aveva aperto il fronte libanese il 2 marzo in solidarietà con Teheran. L'intesa del 17 giugno ha temporaneamente congelato lo scontro, ma la sua tenuta dipende dalla capacità di Washington di moderare Israele e di offrire a Teheran garanzie credibili. In questo quadro, l'annuncio iraniano dell'apertura condizionata dello Stretto di Hormuz – senza pedaggi per sessanta giorni – segnala la volontà di non interrompere i flussi energetici globali, un elemento di rilievo per l'Europa e l'Italia, fortemente dipendenti dalle rotte del Golfo. I prossimi passi attesi sono la verifica sul campo della tregua, il possibile riavvio dei colloqui USA-Iran e il confronto interno al governo israeliano tra la linea di Netanyahu e le pressioni americane per il disimpegno.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 4 lingue
I media israeliani riferiscono che un cessate il fuoco con Hezbollah entrerà in vigore venerdì alle 16, secondo un funzionario USA. L'accordo è stato mediato da Stati Uniti e Qatar con l'aiuto dell'Iran, e Washington avrebbe assicurato Teheran che Israele cesserà gli attacchi. La notizia è accolta con cautela, sottolineando che segue uno scambio di fuoco e manca una conferma ufficiale israeliana.
La stampa araba riferisce che un cessate il fuoco nel sud del Libano è stato annunciato dopo una giornata di massicci bombardamenti israeliani che hanno ucciso 30 libanesi e quattro soldati israeliani. La tregua, fissata per le 16, è vista come conseguenza diretta dell'intensa violenza, con il peso maggiore sopportato dalla parte libanese. La narrazione sottolinea il sangue versato e dipinge il cessate il fuoco come un necessario arresto dell'aggressione israeliana.
Articoli correlati
Collisione ferroviaria a nord di Londra: un morto e 89 feriti, undici in gravi condizioni
12 lingue · 43 testate
SportFrattura choc per Koné, il Canada vince ma perde il suo gioiello: operato, Mondiale finito
8 lingue · 19 testate
SportSaibari colpisce in 71 secondi, il Marocco vede i sedicesimi
5 lingue · 28 testate