
Del Toro vince sul Grand Colombier, Seixas eroe tragico: il Tour Auvergne-Rhône-Alpes si decide domenica
Il messicano si impone in solitaria nella tappa regina, il francese cade e rimonta prima di cedere; la classifica generale resta aperta a 49 secondi dal leader Tuckwell.
La settima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 ha consegnato una giornata di ciclismo epico, in cui la vittoria di Isaac del Toro sul Grand Colombier si è intrecciata con la drammatica odissea del giovane francese Paul Seixas. Il messicano della UAE, ventiduenne di Ensenada, ha attaccato con decisione negli ultimi chilometri dell’ascesa finale, staccando lo spagnolo Juan Ayuso e tagliando il traguardo in solitaria con 25 secondi di vantaggio. È la ventisettesima affermazione in carriera per il "Torito", che la stampa messicana celebra come l’erede di Raúl Alcalá, unico connazionale ad aver vinto in passato su queste strade. Del Toro ha dichiarato di sentire ancora «fame di successo» e ha ribadito che «l’unico obiettivo è la maglia gialla», un’ambizione che ora dista soltanto 49 secondi nella classifica generale.
Parallelamente, i media francesi hanno raccontato con toni epici la giornata di Paul Seixas, il diciannovenne portacolori della Décathlon-CMA CGM che fino a ieri vestiva il simbolo del primato. Una caduta spaventosa al trentaduesimo chilometro – un «volo planato a settanta all’ora», secondo le cronache d’Oltralpe – lo ha lasciato sul ciglio della strada con il casco già sfilato, apparentemente fuori da ogni logica di classifica. Eppure Seixas è ripartito con oltre tre minuti di ritardo e ha inscenato una rimonta furiosa di sessantacinque chilometri, riassorbendo uno dopo l’altro i distacchi fino a riportarsi sul gruppo dei migliori. La fatica, però, si è presentata puntuale sulle rampe finali: il francese ha ceduto oltre un minuto, esausto ma consapevole di aver mostrato una tenacia che, secondo gli analisti di Parigi, vale più di una lezione tattica sul «peso della maglia di leader».
La classifica generale resta guidata dall’australiano Luke Tuckwell (Red Bull Bora), che ha conservato il primato con 42 secondi sullo statunitense Matteo Jorgenson e 49 su del Toro. La tappa conclusiva di domenica – centoventi chilometri con arrivo in salita, definita dalla stampa ispanofona «la etapa reina» – si preannuncia come un duello senza respiro. L’ottica messicana sottolinea la progressione di un corridore che ha saputo superare un infortunio recente e che ora vede la gloria eterna a portata di ruota; quella europea, invece, mette in guardia contro l’esperienza di Tuckwell e la solidità di Jorgenson, entrambi già abituati a difendere posizioni di vertice nelle corse a tappe.
Al di là della cronaca, questa edizione del Tour Auvergne-Rhône-Alpes sta disegnando i contorni di un ricambio generazionale nel ciclismo mondiale. Del Toro e Seixas, ventidue e diciannove anni, incarnano due volti della stessa ambizione: il primo con la spavalderia di chi ha già vinto molto, il secondo con la resilienza di chi scopre che il talento non basta a controllare una corsa. L’Europa ciclistica osserva con interesse questa fucina di giovani scalatori, mentre l’Italia, pur senza un protagonista diretto in questa frazione, può leggervi i segnali di un movimento che dovrà presto confrontarsi con avversari sempre più precoci e globali. Domenica, sul traguardo finale, si scriverà l’ultimo capitolo di una corsa che ha già regalato emozioni da classico.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il messicano Isaac del Toro ha conquistato la tappa regina sul Grand Colombier, dimostrando fame di vittoria e puntando dritto alla maglia gialla. A 49 secondi dal leader, si prepara all'assalto finale.
Il francese Paul Seixas è caduto a 70 km/h, ha tentato una rimonta eroica di 65 km ma è crollato sull'ultima salita, perdendo la maglia di leader. Una giornata di paura e fatica che ha segnato la tappa.
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