
Hamilton riporta la Ferrari alla vittoria: trionfo a Barcellona e Mondiale riaperto
A 686 giorni dall'ultimo successo, Lewis Hamilton vince il GP di Catalogna con la Rossa, mentre il ritiro di Antonelli accorcia la classifica e riaccende la corsa al titolo.
Ci sono vittorie che valgono più di un trofeo, e quella di Lewis Hamilton a Barcellona appartiene a questa categoria. Dopo trentuno Gran Premi in rosso, il sette volte campione del mondo ha finalmente spezzato l’incantesimo, regalando alla Ferrari il primo successo in una gara domenicale dal Messico 2024 e interrompendo l’egemonia Mercedes che durava da inizio stagione. Il pilota britannico, partito dalla seconda piazzola, ha costruito il trionfo con una strategia a tre soste e un tempismo perfetto al momento della Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Fernando Alonso, riemergendo davanti a George Russell e gestendo con autorità le fasi finali. Sul podio, mentre risuonavano le note di God Save the King e Fratelli d’Italia, Hamilton non ha trattenuto le lacrime: «Non abbiamo mai perso la speranza», ha dichiarato, ricordando i mesi difficili in cui persino lui aveva dubitato di sé.
La giornata catalana ha però riscritto anche la classifica iridata. Il leader Kimi Antonelli, fino a quel momento autore di cinque vittorie consecutive, ha visto la sua Mercedes spegnersi a quattro giri dalla fine per un problema elettrico, proprio dopo aver superato Russell in un duello interno che aveva tenuto il box tedesco con il fiato sospeso. Il suo vantaggio su Hamilton si è così ridotto a 41 punti, un margine ancora rassicurante ma non più incolmabile. Secondo gli analisti del paddock europeo, la vulnerabilità mostrata dalla scuderia di Brackley – tra strategie rivedibili e un’affidabilità incrinata – potrebbe trasformare una stagione che sembrava già scritta in un testa a testa prolungato. L’ottica italiana, comprensibilmente euforica, legge nel trionfo di Montmeló non solo la fine di un digiuno di 34 gare per la Scuderia, ma anche la prova che il progetto Hamilton-Ferrari, dopo un 2025 opaco, ha finalmente trovato la sua alchimia.
Il Gran Premio ha offerto spunti significativi anche oltre la lotta al vertice. Franco Colapinto, partito tredicesimo con l’Alpine, ha rimontato fino all’ottavo posto con una guida aggressiva, salvo poi essere penalizzato di dieci secondi per non aver rallentato a sufficienza sotto bandiera gialla, scivolando in decima posizione. La sua reazione stizzita all’ordine di scuderia di cedere il passo a Pierre Gasly – «Non sta nemmeno spingendo!» – ha rivelato le tensioni latenti in un team francese che, nonostante i progressi, fatica a gestire le gerarchie interne. Charles Leclerc, partito decimo per un incidente in qualifica, ha vissuto un’altra domenica amara, ritirandosi per un problema idraulico dopo un acceso scambio radio con il muretto. La sua frustrazione, unita alla serenità ritrovata di Hamilton, delinea un equilibrio interno alla Ferrari che sarà cruciale nella seconda metà della stagione.
Dalle Americhe all’Asia, la stampa internazionale ha colto la portata simbolica dell’evento. I media anglosassoni sottolineano come Hamilton, a 41 anni, sia diventato il vincitore più anziano dai tempi di Jack Brabham, e come il podio tutto britannico – con Russell secondo e Lando Norris terzo – non si verificasse dal 1968. Le testate latinoamericane, pur celebrando la garra di Colapinto, evidenziano la severità della FIA nel penalizzare il pilota argentino, mentre i commentatori del Medio Oriente e del Sud-est asiatico leggono nella rimonta Ferrari un fattore di imprevedibilità che ridà smalto all’intero campionato. In Germania, la delusione per il doppio ritiro Mercedes si mescola al riconoscimento della maestria strategica di Maranello.
Guardando avanti, la vittoria di Barcellona non garantisce a Hamilton l’ottavo titolo, ma restituisce alla Formula 1 una narrazione che sembrava smarrita: quella del campione maturo che, dopo essere stato dato per finito, ritrova sé stesso e riporta in alto la squadra più iconica del motorsport. Con sette vittorie sul circuito catalano – record assoluto – il britannico ha mandato un messaggio chiaro: la caccia ad Antonelli è ufficialmente aperta. E in un’Europa che vive la Formula 1 come patrimonio culturale condiviso, il Cavallino rampante che torna a guidare la carica rappresenta molto più di una semplice classifica aggiornata.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 5 lingue
Lewis Hamilton conquista la sua prima vittoria con la Ferrari a Barcellona, interrompendo un digiuno di quasi due anni e riaprendo il mondiale. La gioia del Cavallino è esaltata, mentre il crollo della Mercedes e il ritiro di Antonelli vengono sottolineati con malcelata soddisfazione. Anche il nervosismo di Leclerc viene messo in risalto, dipingendo una giornata di trionfo e tensioni interne.
L'attenzione è tutta su Franco Colapinto: la sua rabbia per l'ordine di squadra di lasciar passare Gasly e la successiva penalità che gli ha tolto punti. La vittoria di Hamilton passa in secondo piano, mentre si sottolinea l'ingiustizia subita dal pilota argentino e la sua buona prestazione nonostante tutto.
Articoli correlati
Cattedrale Unesco in fiamme a Kiev: nove morti, pace ancora lontana
10 lingue · 34 testate
SportIran al Mondiale, tra guerra e pace: il calcio in trincea a Los Angeles
7 lingue · 23 testate
SportSvezia, esordio travolgente: 5-1 alla Tunisia e la doppietta di Ayari, eroe senza esultanza
6 lingue · 23 testate