
Infantino blindato per il 2027: oltre 200 voti, l’Europa cerca un avversario
Il presidente FIFA ha già raccolto l’appoggio formale della quasi totalità delle federazioni, mentre l’UEFA valida candidature alternative dopo il caso Balogun.
Gianni Infantino si avvia verso un terzo mandato alla presidenza della FIFA con un sostegno che, a otto mesi dal voto, appare già plebiscitario. Oltre duecento delle 211 federazioni affiliate hanno formalmente comunicato il proprio appoggio alla rielezione, in programma il 18 marzo 2027 a Marrakech. La notizia, confermata da fonti vicine all’organizzazione, giunge in un momento di turbolenza politica dopo l’intervento del presidente statunitense Donald Trump per annullare l’espulsione dell’attaccante Folarin Balogun durante il Mondiale in corso.
La vicenda Balogun ha innescato una reazione critica in Europa. La federcalcio tedesca è tra le poche a non aver ancora inviato la lettera di sostegno, e negli ambienti UEFA si discute apertamente di un candidato alternativo. I nomi circolati – Aleksander Čeferin, Nasser Al-Khelaïfi, il polacco Dariusz Mioduski – restano tuttavia ipotesi fragili: Čeferin preferirebbe restare alla guida della confederazione continentale, mentre Al-Khelaïfi non avrebbe manifestato ambizioni esplicite. Secondo analisti vicini al calcio europeo, per innescare un dibattito reale basterebbero trenta o quaranta voti, ma al momento manca una figura in grado di coagulare anche solo quel consenso minimo.
La forza di Infantino poggia su basi che vanno ben oltre l’Europa. Le confederazioni africane, asiatiche e del Nord e Centro America hanno confermato compatte il loro appoggio. Il dirigente italo-svizzero, in carica dal 2016 dopo lo scandalo che travolse Sepp Blatter, ha saputo costruire un consenso solido attraverso un incremento senza precedenti dei contributi annuali alle federazioni: dai 250mila dollari iniziali agli attuali due milioni. A ciò si aggiungono l’allargamento del Mondiale a 48 squadre e la trasformazione del Mondiale per club in un torneo a 32 formazioni, mosse che promettono ulteriori ricavi ma che hanno attirato le critiche dei sindacati dei calciatori e delle leghe europee, preoccupati per il sovraccarico di impegni.
L’incontro delle federazioni in programma sabato 18 luglio a New York, presieduto dallo stesso Infantino, difficilmente affronterà le polemiche recenti. La scadenza per le candidature è fissata al 18 novembre: fino ad allora, le lettere di sostegno possono essere ritirate o dirottate su un altro nome. Ma la geografia del potere calcistico, con il baricentro spostato lontano dall’Europa, rende l’ipotesi di una sfida competitiva un’eventualità remota. L’eventuale emersione di un avversario capace di raccogliere qualche decina di voti rappresenterebbe già, di per sé, un fatto politico nuovo nella governance dello sport globale.
| Stampa russa e CSI | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
| Stampa africana subsahariana | −0.60 | critical |
La Russia riproietta l'immagine di un Infantino saldamente al comando, con il sostegno quasi unanime delle federazioni mondiali.
Enfatizza il numero schiacciante di sostenitori (oltre 200 su 211) per creare l'impressione di un consenso incontrastato, marginalizzando le voci critiche come isolate.
Omette la crescente opposizione europea e la possibilità di un candidato alternativo, come Aleksander Čeferin, menzionato in altri blocchi.
L'Europa universalizza il malcontento e la necessità di un'alternativa, presentando Infantino come un presidente contestato.
Accumula scandali e critiche per legittimare la ricerca di un candidato alternativo, trasformando il dissenso in una mobilitazione organizzata.
Omette il fatto che oltre 200 federazioni hanno già espresso sostegno formale, concentrandosi solo sulle poche opposizioni.
L'America Latina registra i fatti senza prendere posizione, riportando il sostegno massiccio a Infantino e le poche eccezioni.
Si limita a citare i numeri e le fonti (The Guardian) senza aggiungere giudizi, creando un'impressione di imparzialità.
Omette la pressione crescente da parte delle federazioni europee e la discussione su un candidato alternativo.
L'Africa subsahariana lancia l'allarme: Infantino non è più sicuro, l'opposizione europea si organizza per sfidarlo.
Enfatizza le parole 'pressione crescente' e 'alternative' per dipingere una situazione di instabilità, senza menzionare il sostegno schiacciante di cui gode Infantino.
Omette il sostegno schiacciante di oltre 200 federazioni, presentando la situazione come se Infantino fosse in difficoltà.
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