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Geopolitica e Politicagiovedì 23 luglio 2026

Incontro Lavrov-Rubio a Manila: Mosca insiste su Anchorage, Washington cerca nuove idee

Il primo faccia a faccia in dieci mesi tra i capi della diplomazia russa e americana non produce passi avanti sul conflitto ucraino, ma riattiva un canale di comunicazione diretto.

A Manila, a margine del vertice dell’ASEAN, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio si sono incontrati per la prima volta dal settembre 2025. Il colloquio, durato circa trentacinque minuti, ha toccato il conflitto in Ucraina, la situazione nel Golfo Persico e la normalizzazione delle missioni diplomatiche. Secondo il comunicato diffuso da Mosca, Lavrov ha informato Rubio «sulla reale situazione lungo la linea di contatto» e ha definito «inammissibile» la prosecuzione delle forniture di armi a Kiev, denunciando al contempo la «politica destabilizzante dei paesi europei che cercano di infliggere una sconfitta strategica alla Russia». Da parte americana, il Dipartimento di Stato si è limitato a riferire di un dibattito sulla «necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina», mentre Rubio, in dichiarazioni successive, ha parlato di un «buon colloquio, franco».

Il nodo centrale resta la cosiddetta «formula di Anchorage», le proposte discusse nell’agosto 2025 durante il vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska. Per Mosca, quelle intese – che secondo ricostruzioni giornalistiche prevedevano il riconoscimento di fatto del controllo russo su Crimea e Donbass – rappresentano l’unica base accettabile per un negoziato. Lavrov ha ribadito la «disponibilità della Russia a una soluzione politica e diplomatica» e l’impegno di Mosca verso quelle proposte. Washington, al contrario, le considera ormai superate. Rubio ha dichiarato che «gli ucraini non le hanno accettate allora, e probabilmente lo sarebbero ancora meno adesso», aggiungendo che per sbloccare lo stallo servono «nuove idee e nuovi concetti». Il segretario di Stato ha assicurato che gli Stati Uniti sono pronti a svolgere un «ruolo costruttivo» se si presenteranno le condizioni.

Il disallineamento tra le due capitali si inserisce in un quadro di progressivo logoramento del processo negoziale. Da Bruxelles, fonti diplomatiche osservano come l’attenzione americana si sia spostata sul conflitto in Medio Oriente, mentre sul terreno la guerra in Ucraina continua con un’intensità che non accenna a diminuire. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitrij Peskov, ha frenato ogni ottimismo: «Non parlerei di una nuova dinamica o di un’accelerazione», ha detto, pur confermando che i contatti con Washington proseguono e auspicando che «i negoziatori americani possano venire a Mosca quando saranno più liberi». Sul piano operativo, Mosca rivendica una «dinamica positiva» delle proprie operazioni militari, mentre Kiev – che ha appena avviato un rimpasto ai vertici della difesa – cerca di rilanciare la via diplomatica con l’invio di emissari americani.

L’incontro di Manila non ha dunque modificato i termini della partita, ma ha riattivato un canale diretto tra le due potenze nucleari. Oltre all’Ucraina, Lavrov e Rubio hanno discusso della situazione nel Golfo Persico, hanno accolto con favore la ripresa dei contatti tra Roscosmos e NASA e hanno concordato di proseguire il dialogo tra i rispettivi ministeri degli Esteri. Resta sullo sfondo la questione delle sanzioni europee: lo stesso giorno, gli ambasciatori dell’UE hanno approvato il ventunesimo pacchetto di misure contro Mosca, che congela per dodici mesi il tetto al prezzo del petrolio russo. Il dossier ucraino rimane così sospeso tra una trattativa che non decolla e un conflitto che, secondo analisti europei, rischia di entrare in una nuova fase di escalation se non si troverà entro l’inverno un principio di intesa.

Divergenza — chi la racconta come
9%Bassa
4 blocchi · posizioni da −0.20 a 0.00
CriticoFavorevole
RUSATLIRNEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI−0.20neutral
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Stampa iraniana e affini0.00neutral
Stampa europea continentale0.00neutral
Stampa russa e CSI−0.20
Voce

La Russia mette in guardia gli USA dal riarmare l’Ucraina e insiste su una soluzione diplomatica, mentre il Cremlino mette in guardia da un eccessivo ottimismo sui rapidi progressi.

Meccanismoriproiezione

Il blocco russo costruisce credibilità presentando la Russia come parte ragionevole pronta al dialogo, mentre dipinge l’Occidente come intransigente e destabilizzante.

Omissione

Il blocco russo omette che l’incontro è stato richiesto dagli USA e che Rubio ha chiesto ‘nuove idee’, suggerendo che le precedenti proposte erano state respinte dall’Ucraina.

ScetticismoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

Gli Stati Uniti si propongono come mediatori costruttivi, sottolineando la necessità di ‘nuove idee’ per superare lo stallo, minimizzando le obiezioni russe.

Meccanismouniversalizzazione

Il blocco atlantico legittima la propria posizione enfatizzando il ruolo di mediatore degli USA e la necessità di innovazione diplomatica, senza menzionare gli avvertimenti russi.

Omissione

Il blocco atlantico omette l’avvertimento di Lavrov contro le forniture di armi e la cautela del Cremlino sull’assenza di accelerazione.

PragmatismoScetticismo
Stampa iraniana e affini0.00
Voce

L’Iran osserva con distacco l’incontro, evidenziando la segretezza e il contesto di due guerre (Ucraina e Iran) per insinuare una mancanza di trasparenza.

Meccanismogerarchia di minacce

Il blocco iraniano adotta un tono di cronaca distaccata, ma sottolinea l’esclusione dei giornalisti e il legame con il conflitto iraniano per insinuare agende nascoste.

Omissione

Il blocco iraniano omette i dettagli sostanziali del dibattito sull’Ucraina, come l’avvertimento di Lavrov e la richiesta di nuove idee da parte di Rubio.

DistaccoScetticismo
Stampa europea continentale0.00
Voce

L’Europa registra l’incontro con tono misurato, riportando le posizioni di entrambe le parti senza schierarsi, ma la scelta di evidenziare lo stallo riflette un cauto pessimismo.

Meccanismodistacco apparente

Il blocco europeo mantiene un’apparente neutralità citando sia le dichiarazioni russe che quelle americane, ma l’enfasi sulla mancanza di svolta rafforza sottilmente una narrativa di inerzia diplomatica.

Omissione

Il blocco europeo omette che l’incontro è stato richiesto dagli USA e il legame con il conflitto in Iran, concentrandosi invece sull’impasse ucraina.

PragmatismoDistacco

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Il primo faccia a faccia in dieci mesi tra i capi della diplomazia russa e americana non produce passi avanti sul conflitto ucraino, ma riattiva un canale di comunicazione diretto.

A Manila, a margine del vertice dell’ASEAN, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio si sono incontrati per la prima volta dal settembre 2025. Il colloquio, durato circa trentacinque minuti, ha toccato il conflitto in Ucraina, la situazione nel Golfo Persico e la normalizzazione delle missioni diplomatiche. Secondo il comunicato diffuso da Mosca, Lavrov ha informato Rubio «sulla reale situazione lungo la linea di contatto» e ha definito «inammissibile» la prosecuzione delle forniture di armi a Kiev, denunciando al contempo la «politica destabilizzante dei paesi europei che cercano di infliggere una sconfitta strategica alla Russia». Da parte americana, il Dipartimento di Stato si è limitato a riferire di un dibattito sulla «necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina», mentre Rubio, in dichiarazioni successive, ha parlato di un «buon colloquio, franco».

Il nodo centrale resta la cosiddetta «formula di Anchorage», le proposte discusse nell’agosto 2025 durante il vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska. Per Mosca, quelle intese – che secondo ricostruzioni giornalistiche prevedevano il riconoscimento di fatto del controllo russo su Crimea e Donbass – rappresentano l’unica base accettabile per un negoziato. Lavrov ha ribadito la «disponibilità della Russia a una soluzione politica e diplomatica» e l’impegno di Mosca verso quelle proposte. Washington, al contrario, le considera ormai superate. Rubio ha dichiarato che «gli ucraini non le hanno accettate allora, e probabilmente lo sarebbero ancora meno adesso», aggiungendo che per sbloccare lo stallo servono «nuove idee e nuovi concetti». Il segretario di Stato ha assicurato che gli Stati Uniti sono pronti a svolgere un «ruolo costruttivo» se si presenteranno le condizioni.

Il disallineamento tra le due capitali si inserisce in un quadro di progressivo logoramento del processo negoziale. Da Bruxelles, fonti diplomatiche osservano come l’attenzione americana si sia spostata sul conflitto in Medio Oriente, mentre sul terreno la guerra in Ucraina continua con un’intensità che non accenna a diminuire. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitrij Peskov, ha frenato ogni ottimismo: «Non parlerei di una nuova dinamica o di un’accelerazione», ha detto, pur confermando che i contatti con Washington proseguono e auspicando che «i negoziatori americani possano venire a Mosca quando saranno più liberi». Sul piano operativo, Mosca rivendica una «dinamica positiva» delle proprie operazioni militari, mentre Kiev – che ha appena avviato un rimpasto ai vertici della difesa – cerca di rilanciare la via diplomatica con l’invio di emissari americani.

L’incontro di Manila non ha dunque modificato i termini della partita, ma ha riattivato un canale diretto tra le due potenze nucleari. Oltre all’Ucraina, Lavrov e Rubio hanno discusso della situazione nel Golfo Persico, hanno accolto con favore la ripresa dei contatti tra Roscosmos e NASA e hanno concordato di proseguire il dialogo tra i rispettivi ministeri degli Esteri. Resta sullo sfondo la questione delle sanzioni europee: lo stesso giorno, gli ambasciatori dell’UE hanno approvato il ventunesimo pacchetto di misure contro Mosca, che congela per dodici mesi il tetto al prezzo del petrolio russo. Il dossier ucraino rimane così sospeso tra una trattativa che non decolla e un conflitto che, secondo analisti europei, rischia di entrare in una nuova fase di escalation se non si troverà entro l’inverno un principio di intesa.

Divergenza — chi la racconta come
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La Russia mette in guardia gli USA dal riarmare l’Ucraina e insiste su una soluzione diplomatica, mentre il Cremlino mette in guardia da un eccessivo ottimismo sui rapidi progressi.

Meccanismoriproiezione

Il blocco russo costruisce credibilità presentando la Russia come parte ragionevole pronta al dialogo, mentre dipinge l’Occidente come intransigente e destabilizzante.

Omissione

Il blocco russo omette che l’incontro è stato richiesto dagli USA e che Rubio ha chiesto ‘nuove idee’, suggerendo che le precedenti proposte erano state respinte dall’Ucraina.

ScetticismoPragmatismo
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Gli Stati Uniti si propongono come mediatori costruttivi, sottolineando la necessità di ‘nuove idee’ per superare lo stallo, minimizzando le obiezioni russe.

Meccanismouniversalizzazione

Il blocco atlantico legittima la propria posizione enfatizzando il ruolo di mediatore degli USA e la necessità di innovazione diplomatica, senza menzionare gli avvertimenti russi.

Omissione

Il blocco atlantico omette l’avvertimento di Lavrov contro le forniture di armi e la cautela del Cremlino sull’assenza di accelerazione.

PragmatismoScetticismo
Stampa iraniana e affini0.00
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L’Iran osserva con distacco l’incontro, evidenziando la segretezza e il contesto di due guerre (Ucraina e Iran) per insinuare una mancanza di trasparenza.

Meccanismogerarchia di minacce

Il blocco iraniano adotta un tono di cronaca distaccata, ma sottolinea l’esclusione dei giornalisti e il legame con il conflitto iraniano per insinuare agende nascoste.

Omissione

Il blocco iraniano omette i dettagli sostanziali del dibattito sull’Ucraina, come l’avvertimento di Lavrov e la richiesta di nuove idee da parte di Rubio.

DistaccoScetticismo
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L’Europa registra l’incontro con tono misurato, riportando le posizioni di entrambe le parti senza schierarsi, ma la scelta di evidenziare lo stallo riflette un cauto pessimismo.

Meccanismodistacco apparente

Il blocco europeo mantiene un’apparente neutralità citando sia le dichiarazioni russe che quelle americane, ma l’enfasi sulla mancanza di svolta rafforza sottilmente una narrativa di inerzia diplomatica.

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Il blocco europeo omette che l’incontro è stato richiesto dagli USA e il legame con il conflitto in Iran, concentrandosi invece sull’impasse ucraina.

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