
Il podio di Monaco in tribunale, la Ferrari rinasce: la Formula 1 arriva in Austria con le classifiche in bilico
Mentre Hamilton regala a Maranello la prima gioia stagionale, McLaren e Red Bull impugnano il terzo posto di Gasly e il caso Colapinto riaccende la polemica sulla discrezionalità dei commissari.
Il Gran Premio di Monaco, disputato il 7 giugno, non ha ancora un vincitore certo per il terzo gradino del podio. Pierre Gasly, tagliato il traguardo in terza posizione, era stato retrocesso in settima a causa di due penalità per eccesso di velocità nella pit lane, mai scontate per via di una bandiera rossa. Cinque giorni dopo, la Alpine otteneva la revisione del risultato: un errore nella misurazione dei tempi all’ingresso della corsia box, riconosciuto dalla direzione gara, restituiva al francese il podio. Una decisione che ha immediatamente scatenato la reazione di McLaren e Red Bull, le cui scuderie hanno presentato ricorso presso la Corte d’Appello Internazionale della FIA a Ginevra. Secondo gli analisti del paddock europeo, il caso solleva interrogativi sulla coerenza regolamentare e sull’equità sportiva, perché di fatto premia un pilota che non ha scontato le penalità in gara. La sentenza è attesa nelle prossime settimane, ma intanto il circus arriva in Austria con una classifica piloti ancora provvisoria.
Sullo sfondo, il Gran Premio di Barcellona ha scritto una pagina storica per la Ferrari: Lewis Hamilton ha conquistato la sua prima vittoria in rosso, la numero 106 in carriera, sfruttando una strategia alternativa e il Virtual Safety Car provocato dal ritiro di Fernando Alonso. Il britannico ha preceduto George Russell e Lando Norris, mentre il leader del mondiale Kimi Antonelli – diciannovenne della Mercedes con cinque vittorie in sette gare – è stato fermato da un guasto alla batteria. Per l’Italia, la gioia di Maranello si è mescolata all’attenzione per Franco Colapinto: l’argentino dell’Alpine, ottavo al traguardo, è stato penalizzato di dieci secondi per non aver rallentato a sufficienza in regime di bandiera gialla, scivolando in decima posizione. La sanzione, accompagnata dalla decurtazione di un punto sulla superlicenza – la prima stagionale – ha riacceso il dibattito sulla discrezionalità dei commissari.
Il regolamento sportivo, infatti, prevede che i commissari “possano” imporre punti di penalità, ma non stabilisce un obbligo né una tabella fissa di corrispondenza tra infrazione e sanzione. A Barcellona, altri tre piloti – Russell, Antonelli e Norris – sono transitati nella stessa zona a velocità simili senza essere nemmeno indagati. Una disparità che, secondo osservatori sudamericani ed europei, conferma la necessità di riformare un sistema basato su commissari non permanenti, come già richiesto a fine 2025 dai piloti, con Carlos Sainz in prima linea nel chiedere figure con esperienza recente di competizione.
In questo clima di incertezza giuridica e agonismo esasperato, il Red Bull Ring di Spielberg ospita l’ottavo appuntamento iridato. La FIA ha diramato per la prima volta in stagione un’allerta per caldo estremo, con temperature superiori ai 31 gradi, imponendo ai team l’installazione di sistemi di raffreddamento per i piloti. Sul tracciato di casa della Red Bull, dove Max Verstappen vanta quattro successi, la classifica vede Antonelli saldamente in testa con 156 punti, seguito da Hamilton a 115 e Russell a 106. La Ferrari, rinvigorita dal successo catalano, cerca conferme in una pista tradizionalmente ostica, mentre la Mercedes deve difendere il primato del suo giovane talento. Il Gran Premio d’Austria, con la sua combinazione di velocità e gestione termica, potrebbe ridisegnare gli equilibri prima della pausa estiva.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il podio di Monaco resta sub judice mentre McLaren e Red Bull impugnano il reintegro del terzo classificato, gettando un'ombra sul weekend austriaco. Nel frattempo, la FIA ha diramato un'allerta calore per il Red Bull Ring, imponendo sistemi di raffreddamento per i piloti con temperature previste oltre i 31°C.
Franco Colapinto arriva in Austria dopo una gara di Barcellona agrodolce, in cui una penalità controversa lo ha fatto scivolare dall'ottavo al decimo posto, costandogli anche un punto sulla superlicenza. La stampa argentina mette in discussione la discrezionalità dei commissari e sottolinea il passo competitivo del giovane pilota, dipingendo l'episodio come un'ingiustizia che potrebbe segnare la sua stagione.
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