
L’indebitamento delle famiglie torna a crescere, ma la ricchezza resta inerte
Mentre in Colombia il peso dei crediti sui redditi sale al 27%, in Argentina esplode la morosità e in Spagna e Israele la liquidità ferma sui conti correnti erode il potere d’acquisto.
L’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria della banca centrale colombiana segna un’inversione di tendenza: dopo una fase di calma, la quota di reddito disponibile assorbita dal servizio del debito è risalita al 27,4%, includendo per la prima volta i finanziamenti di operatori non bancari come fintech e cooperative. L’accelerazione dell’indebitamento si accompagna a una contrazione del risparmio, e le autorità di Bogotá vedono riemergere il rischio di credito proprio mentre i consumi continuano a trainare un’economia in crescita di oltre il 2%.
La risposta argentina a una dinamica analoga è stata l’attivazione di piani straordinari di rifinanziamento. Con la morosità su prestiti personali e carte di credito ai massimi storici, Buenos Aires ha varato un programma che ristruttura i debiti al 35% su 24 mesi, mentre il Banco Provincia e il Banco Nación offrono finestre fino a 72 e 120 rate. Gli specialisti locali mettono però in guardia: il rifinanziamento trasforma il debito in un titolo esecutivo e gonfia il costo finanziario totale con commissioni, assicurazioni e imposte, rendendo il sollievo immediato una possibile trappola più costosa nel medio periodo.
La fotografia europea e mediorientale mostra un paradosso speculare. In Spagna la ricchezza finanziaria netta delle famiglie ha toccato un record di 2.658 miliardi di euro, ma oltre un terzo degli attivi resta in contanti e depositi. In Israele il 63% delle attività detenute direttamente dalle famiglie è fermo in conti correnti a rendimento zero, esposto a un’inflazione che dal 2021 ha eroso quasi un quinto del potere d’acquisto. Eppure, quegli stessi risparmiatori accettano senza resistenza un’esposizione azionaria vicina al 45% nei fondi pensione, percepiti come meno rischiosi perché meno visibili nel quotidiano.
La lezione incrociata è che la vulnerabilità delle famiglie non si misura soltanto con l’eccesso di debito, ma anche con l’inerzia della liquidità. Mentre la Colombia colma la lacuna informativa sui crediti non bancari segnalata dal Fondo monetario internazionale, e l’Argentina cerca un equilibrio tra assistenza e disciplina di mercato, il prossimo banco di prova sarà la capacità delle banche centrali di calibrare la politica monetaria senza alimentare nuove fragilità. La recente riduzione del tasso di riferimento in Israele al 3,5% e la vigilanza dichiarata da Bogotá indicano che il 2026 sarà un anno di sorveglianza attiva sui bilanci delle famiglie.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
| Stampa russa e CSI | +0.10 | neutral |
| Stampa israeliana | −0.40 | critical |
La Banca Centrale della Colombia avverte che le famiglie destinano il 27% del reddito al debito, segno di fragilità finanziaria.
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