
Trump convoca i giornalisti del New York Times dopo le rivelazioni sull'Air Force One donato dal Qatar
L'amministrazione Trump ha emesso mandati di comparizione per quattro reporter del quotidiano newyorkese, accusati di aver violato la legge federale per aver pubblicato informazioni riservate sulla sicurezza del nuovo aereo presidenziale, dono dell'emiro del Qatar.
Venerdì scorso, agenti federali si sono presentati alle abitazioni di quattro giornalisti del New York Times per notificare mandati di comparizione emessi dal procuratore federale di Manhattan, Jay Clayton – recentemente nominato da Donald Trump alla guida dell’intelligence nazionale. I reporter, autori degli articoli che hanno rivelato le falle nella sicurezza del nuovo Air Force One donato dal Qatar, sono chiamati a testimoniare mercoledì davanti a un gran giurì federale in relazione a una «presunta violazione della legge penale federale». Il quotidiano ha denunciato l’iniziativa come «un’escalation straordinaria» nella campagna di intimidazione contro i media indipendenti, con il suo legale David McCraw che ha parlato di un atto «sfacciato» che dovrebbe «scuotere la coscienza di ogni americano». La Casa Bianca ha rinviato ogni commento al Dipartimento di Giustizia, il quale ha precisato che «i reporter non sono l’obiettivo, ma lo sono coloro che diffondono informazioni classificate».
Al centro della vicenda c’è il Boeing 747-8 donato dal Qatar, un velivolo da quattrocento milioni di dollari riconvertito in aereo presidenziale dopo un costoso ammodernamento. Secondo le fonti del New York Times, l’aereo sarebbe privo di sistemi di difesa avanzati come le contromisure antimissile, presenti invece sul vecchio Air Force One. Durante il vertice Nato di Ankara, il Secret Service avrebbe consigliato a Trump di rientrare con il modello precedente; il presidente ha giustificato la scelta come un gesto di «nostalgia» e l’occasione per mostrare il nuovo jet alle truppe di stanza nella base britannica di Mildenhall. La tensione con l’Iran, che condivide un confine con la Turchia, ha reso più delicata la questione, mentre la Casa Bianca ha assicurato che l’aereo è «all’avanguardia» e dotato di «protocolli di sicurezza di alto livello».
L’emissione di mandati di comparizione nei confronti di giornalisti è una misura rara negli Stati Uniti e, secondo le organizzazioni per la libertà di stampa, rischia di compromettere la capacità dei media di raccogliere informazioni di interesse pubblico. Già nei mesi scorsi il Dipartimento di Giustizia aveva tentato di costringere a testimoniare reporter del Washington Post e del Wall Street Journal, salvo poi ritirare i provvedimenti dopo le contestazioni legali. L’amministrazione Trump ha intensificato negli ultimi mesi le azioni legali contro le testate ritenute critiche, con cause per diffamazione e minacce di revoca delle licenze televisive, in un clima che lo stesso presidente ha alimentato definendo la stampa «nemica del popolo». Prima della pubblicazione, un alto funzionario dell’Fbi aveva chiesto al New York Times di bloccare l’articolo invocando la sicurezza nazionale, senza però fornire spiegazioni, e aveva sollecitato la rivelazione delle fonti, richiesta respinta dal giornale.
La vicenda riapre il dibattito sul confine tra la protezione dei segreti di Stato e il diritto costituzionale dei cittadini a essere informati, un equilibrio reso ancora più precario dall’uso politico degli strumenti giudiziari. In Europa, e in particolare in Italia, dove la libertà di stampa è presidiata dall’articolo 21 della Costituzione e dalle carte dei diritti fondamentali dell’Unione, il caso è seguito con apprensione da osservatori e istituzioni che vedono nell’attacco ai media un sintomo di derive illiberali. Il gran giurì di Manhattan è atteso per mercoledì, ma il New York Times ha già annunciato che si opporrà ai mandati, dando il via a una battaglia legale destinata a protrarsi e a mettere alla prova i meccanismi di garanzia della democrazia americana.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.50 | critical |
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
Gli Stati Uniti devono garantire la sicurezza del presidente; il dono del Qatar è un rischio inaccettabile.
Citando fonti ufficiali e esperti, si crea un senso di urgenza e si legittima la critica.
L'India osserva con distacco la falla di sicurezza; i doni diplomatici possono nascondere rischi.
Riportando i fatti senza enfasi, si mantiene una posizione di osservatore esterno, ma si sottolinea la lezione pratica.
La Svezia registra l'accaduto come una normale precauzione di sicurezza; nessun allarme.
Riducendo la notizia a un fatto breve, si evita di amplificare la critica, normalizzando l'evento.
Manca la menzione della mancanza di sistemi antimissile, che avrebbe reso la notizia più allarmante.
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