
Il jet privato di Infantino e l’impronta di carbonio: 24 partite in 14 giorni, 516 tonnellate di CO2
Il presidente della FIFA ha percorso oltre 50.000 chilometri in aereo durante la fase a gironi del Mondiale 2026, scatenando critiche ambientali e un esposto etico da parte di cinquanta eurodeputati.
Ventiquattro partite in quattordici giorni, un’impronta di carbonio pari alle emissioni annuali di settantotto persone. È il bilancio, tracciato dai sistemi di monitoraggio dei voli e analizzato dalla BBC, dei movimenti di Gianni Infantino durante la fase a gironi del Mondiale 2026. Il presidente della FIFA ha utilizzato un jet privato Gulfstream G650ER per coprire almeno 50.122 chilometri, trascorrendo più di sessantasei ore in volo e generando circa 516 tonnellate di CO2 equivalente. Un’accelerazione frenetica, resa possibile da tratte come Città del Messico-Guadalajara, Los Angeles-Santa Clara e il balzo di 4.500 chilometri da Vancouver a Miami per una riunione dirigenziale, che ha permesso a Infantino di apparire sugli spalti di stadi distanti migliaia di chilometri nell’arco di poche ore.
L’impatto climatico di questo tour ha immediatamente riacceso il dibattito sulla credibilità ambientale della FIFA. L’organizzazione aveva promesso di dimezzare le proprie emissioni entro il 2030 e di raggiungere la neutralità carbonica nel 2040, annunciando per il torneo misure come la riduzione dei viaggi a lungo raggio e l’uso di stadi esistenti. Secondo esperti ambientali europei, l’uso intensivo del jet privato contraddice tali impegni: un aereo privato inquina da cinque a quattordici volte più di un volo commerciale per passeggero, e fino a cinquanta volte più di un treno. Un rapporto del 2025 di un’organizzazione scientifica internazionale stima che l’intero Mondiale 2026 raggiungerà i nove milioni di tonnellate di CO2 equivalente, diventando l’edizione più inquinante della storia. La FIFA, in una nota, ha giustificato gli spostamenti con esigenze di efficienza e rappresentanza istituzionale, senza chiarire se le emissioni siano state compensate.
Sul fronte istituzionale, cinquanta membri del Parlamento europeo hanno sollecitato la Commissione Etica della FIFA a indagare su Infantino per presunte violazioni dello statuto sulla neutralità politica. L’iniziativa, promossa dall’eurodeputato irlandese Barry Andrews, sostiene un esposto dell’ong FairSquare dopo che il presidente ha istituito e assegnato d’ufficio un premio per la pace a Donald Trump, senza informare il Consiglio FIFA. Secondo i firmatari, le dichiarazioni pubbliche di Infantino a favore del tycoon statunitense configurano una violazione dell’articolo che impone alla federazione di restare neutrale in materia politica e religiosa. Da Bruxelles si legge la mossa come un’opportunità per la FIFA di dimostrare trasparenza e responsabilità, mentre critici nordamericani interpretano il riconoscimento come un tentativo di ingraziarsi l’amministrazione statunitense in vista del torneo.
Parallelamente, la presenza ubiqua di Infantino ha generato un falso virale: un collage di due fotogrammi che lo mostravano in contemporanea a New York e Filadelfia durante le partite Ecuador-Germania e Curaçao-Costa d’Avorio del 25 giugno. L’analisi forense ha rivelato che le immagini erano state alterate con l’intelligenza artificiale, riciclando screenshot di incontri precedenti (Iran-Nuova Zelanda del 16 giugno e Spagna-Arabia Saudita del 21 giugno) e aggiungendo la filigrana di Gemini. Il presidente si trovava in realtà a Filadelfia, accanto al primo ministro di Curaçao e al presidente della federcalcio ivoriana. L’episodio, smentito da progetti di fact-checking, mostra come la narrazione degli spostamenti presidenziali sia ormai terreno di manipolazione.
Con l’inizio della fase a eliminazione diretta, il Mondiale si avvia a diventare un caso di studio sulla tensione tra spettacolo globale e sostenibilità. Le sedi, sparse su tre nazioni e sedici città, impongono logistica complessa, ma il contrasto tra i proclami verdi della FIFA e il comportamento del suo massimo dirigente alimenta un dibattito che va oltre il calcio, toccando la credibilità delle grandi organizzazioni sportive di fronte all’emergenza climatica.
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | +0.10 | neutral |
Denunciamo l'ipocrisia di Infantino che predica clima e vola in jet privato.
Il conteggio preciso delle emissioni trasforma un fatto personale in un argomento oggettivo di condanna morale.
Tace gli eventuali sforzi di compensazione carbonica di FIFA o le giustificazioni logistiche per i voli.
L'Occidente predica clima ma sfrutta il mondo, mentre l'Iran è accusato ingiustamente.
Collega l'episodio a una critica più ampia dell'ipocrisia occidentale, usando un dettaglio per delegittimare l'intero sistema.
Non menziona l'impronta ecologica dell'Iran o i propri standard ambientali.
Il mondo del calcio progredisce nonostante le critiche; le emissioni vanno contestualizzate.
Inquadra l'episodio come un dettaglio tecnico nella macchina organizzativa, riducendo la carica critica attraverso la normalizzazione.
Tace le accuse di ipocrisia personale e le campagne di sostenibilità di FIFA.
Allarga lo sguardo
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