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Gli Stati Uniti collaudano il 'Golden Dome': armi laser e difesa autonoma contro droni e missili

Il segretario alla Difesa Hegseth annuncia il successo del primo test del sistema di difesa missilistica multilivello, mentre Russia e Cina denunciano una 'profonda destabilizzazione' strategica.

Il Pentagono ha condotto con successo il primo test operativo del 'Golden Dome', il sistema di difesa missilistica multilivello voluto dall'amministrazione Trump. Presso il poligono di White Sands, in New Mexico, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assistito personalmente alla dimostrazione di armi a energia diretta – laser ad alta potenza e sistemi a microonde – integrate con un sistema di difesa autonoma dinamica (DDAD) che, secondo fonti del Dipartimento della Difesa, ha identificato, inseguito e neutralizzato in modo automatico uno sciame di droni e missili da crociera in avvicinamento. Hegseth ha definito il test un 'pieno successo' e un 'traguardo storico', sottolineando che per la prima volta un segretario alla Difesa in carica ha osservato dal vivo il fuoco di armi a energia diretta.

La lettura dell'amministrazione americana colloca il Golden Dome nella scia della Strategic Defense Initiative reaganiana, finanziata – ha precisato Hegseth – dal cosiddetto 'Big Beautiful Bill'. Il progetto è presentato come lo 'scudo definitivo' per proteggere l'intero territorio statunitense da missili balistici, ipersonici e da crociera. Di segno opposto la reazione di Mosca e Pechino: in una dichiarazione congiunta del maggio 2025, i due governi hanno bollato il programma come 'profondamente destabilizzante', accusando Washington di voler trasformare lo spazio extra-atmosferico in un'arena di confronto armato. Anche Pyongyang ha condannato il sistema, sostenendo che si tratti di uno strumento offensivo. Nell'ottica di analisti strategici europei, il Golden Dome rischia di innescare una nuova corsa agli armamenti e di complicare i negoziati sul controllo degli armamenti, con possibili ripercussioni sulla postura deterrente della NATO e sul ruolo dell'Italia nell'Alleanza.

L'architettura del Golden Dome prevede una rete di intercettori basati a terra, in mare e nello spazio. Secondo stime del Congressional Budget Office, il costo complessivo di realizzazione e gestione per vent'anni potrebbe raggiungere 1.200 miliardi di dollari, ben oltre i 175 miliardi inizialmente ipotizzati dalla Casa Bianca; la sola componente spaziale assorbirebbe fino a 542 miliardi. Il test ha confermato la capacità dei sistemi a energia diretta di fronteggiare minacce ad alta densità, una funzione ritenuta cruciale contro attacchi di droni su larga scala. La richiesta di bilancio del Pentagono per il 2027 destina oltre 2 miliardi di dollari alla ricerca sull'energia diretta. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha indicato il 2028 come anno previsto per lo schieramento degli intercettori spaziali, definendo tale scadenza una minaccia diretta alla stabilità strategica.

Il programma, lanciato con ordine esecutivo nel gennaio 2025 e inizialmente battezzato 'Iron Dome for America' sul modello israeliano, è stato ribattezzato per marcare la differenza di scala. Il test giunge in un momento di turbolenze interne al Pentagono: Hegseth, ex conduttore televisivo senza precedenti esperienze manageriali, è oggetto di critiche per la gestione del bilancio e per accuse di cattiva condotta che lui respinge. Sul fronte diplomatico, l'ambasciatore russo a Washington ha avvertito che il Golden Dome allontana la ripresa del dialogo bilaterale sulla stabilità strategica. Il dossier approda ora al Congresso, chiamato a esaminare le richieste di finanziamento e la sostenibilità a lungo termine del progetto, mentre i canali diplomatici con Mosca e Pechino restano segnati da una tensione crescente.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa russa e CSIStampa atlantica / anglosfera
Stampa russa e CSI/ Statale
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Gli Stati Uniti hanno testato per la prima volta armi laser e a microonde al massimo livello, con il capo del Pentagono presente di persona. È stato anche annunciato il successo del primo test del sistema di difesa missilistica 'Golden Dome', che impiega tecnologie avanzate a energia diretta e intercettazione autonoma. Mosca considera questi sviluppi un passo significativo nel riarmo americano, suscitando preoccupazioni per una nuova fase della corsa agli armamenti.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
TrionfoPragmatismo

Il primo test del sistema di difesa missilistica 'Golden Dome for America' è stato un pieno successo, salutato come una pietra miliare storica. Utilizzando energia diretta all'avanguardia e un sistema di neutralizzazione autonomo dinamico, ha intercettato in modo impeccabile molteplici minacce in arrivo. Il risultato, finanziato dallo storico disegno di legge di bilancio, avvicina gli Stati Uniti a uno scudo missilistico completo per la protezione del territorio nazionale.

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mercoledì 24 giugno 2026

Gli Stati Uniti collaudano il 'Golden Dome': armi laser e difesa autonoma contro droni e missili

Il segretario alla Difesa Hegseth annuncia il successo del primo test del sistema di difesa missilistica multilivello, mentre Russia e Cina denunciano una 'profonda destabilizzazione' strategica.

Il Pentagono ha condotto con successo il primo test operativo del 'Golden Dome', il sistema di difesa missilistica multilivello voluto dall'amministrazione Trump. Presso il poligono di White Sands, in New Mexico, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assistito personalmente alla dimostrazione di armi a energia diretta – laser ad alta potenza e sistemi a microonde – integrate con un sistema di difesa autonoma dinamica (DDAD) che, secondo fonti del Dipartimento della Difesa, ha identificato, inseguito e neutralizzato in modo automatico uno sciame di droni e missili da crociera in avvicinamento. Hegseth ha definito il test un 'pieno successo' e un 'traguardo storico', sottolineando che per la prima volta un segretario alla Difesa in carica ha osservato dal vivo il fuoco di armi a energia diretta.

La lettura dell'amministrazione americana colloca il Golden Dome nella scia della Strategic Defense Initiative reaganiana, finanziata – ha precisato Hegseth – dal cosiddetto 'Big Beautiful Bill'. Il progetto è presentato come lo 'scudo definitivo' per proteggere l'intero territorio statunitense da missili balistici, ipersonici e da crociera. Di segno opposto la reazione di Mosca e Pechino: in una dichiarazione congiunta del maggio 2025, i due governi hanno bollato il programma come 'profondamente destabilizzante', accusando Washington di voler trasformare lo spazio extra-atmosferico in un'arena di confronto armato. Anche Pyongyang ha condannato il sistema, sostenendo che si tratti di uno strumento offensivo. Nell'ottica di analisti strategici europei, il Golden Dome rischia di innescare una nuova corsa agli armamenti e di complicare i negoziati sul controllo degli armamenti, con possibili ripercussioni sulla postura deterrente della NATO e sul ruolo dell'Italia nell'Alleanza.

L'architettura del Golden Dome prevede una rete di intercettori basati a terra, in mare e nello spazio. Secondo stime del Congressional Budget Office, il costo complessivo di realizzazione e gestione per vent'anni potrebbe raggiungere 1.200 miliardi di dollari, ben oltre i 175 miliardi inizialmente ipotizzati dalla Casa Bianca; la sola componente spaziale assorbirebbe fino a 542 miliardi. Il test ha confermato la capacità dei sistemi a energia diretta di fronteggiare minacce ad alta densità, una funzione ritenuta cruciale contro attacchi di droni su larga scala. La richiesta di bilancio del Pentagono per il 2027 destina oltre 2 miliardi di dollari alla ricerca sull'energia diretta. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha indicato il 2028 come anno previsto per lo schieramento degli intercettori spaziali, definendo tale scadenza una minaccia diretta alla stabilità strategica.

Il programma, lanciato con ordine esecutivo nel gennaio 2025 e inizialmente battezzato 'Iron Dome for America' sul modello israeliano, è stato ribattezzato per marcare la differenza di scala. Il test giunge in un momento di turbolenze interne al Pentagono: Hegseth, ex conduttore televisivo senza precedenti esperienze manageriali, è oggetto di critiche per la gestione del bilancio e per accuse di cattiva condotta che lui respinge. Sul fronte diplomatico, l'ambasciatore russo a Washington ha avvertito che il Golden Dome allontana la ripresa del dialogo bilaterale sulla stabilità strategica. Il dossier approda ora al Congresso, chiamato a esaminare le richieste di finanziamento e la sostenibilità a lungo termine del progetto, mentre i canali diplomatici con Mosca e Pechino restano segnati da una tensione crescente.

Divergenza delle fonti

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Stampa russa e CSI/ Statale
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Gli Stati Uniti hanno testato per la prima volta armi laser e a microonde al massimo livello, con il capo del Pentagono presente di persona. È stato anche annunciato il successo del primo test del sistema di difesa missilistica 'Golden Dome', che impiega tecnologie avanzate a energia diretta e intercettazione autonoma. Mosca considera questi sviluppi un passo significativo nel riarmo americano, suscitando preoccupazioni per una nuova fase della corsa agli armamenti.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
TrionfoPragmatismo

Il primo test del sistema di difesa missilistica 'Golden Dome for America' è stato un pieno successo, salutato come una pietra miliare storica. Utilizzando energia diretta all'avanguardia e un sistema di neutralizzazione autonomo dinamico, ha intercettato in modo impeccabile molteplici minacce in arrivo. Il risultato, finanziato dallo storico disegno di legge di bilancio, avvicina gli Stati Uniti a uno scudo missilistico completo per la protezione del territorio nazionale.

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