
Il gol lampo di Galarza e il giallo dell’orologio: Paraguay, notte da record e polemiche
Matías Galarza segna dopo 64 secondi, il più veloce del Mondiale 2026, poi raccoglie il cronometro dell’arbitro perso in campo, alimentando un caso virale globale mentre la sua squadra ipoteca il passaggio del turno.
La notte di San Francisco consegna al Mondiale 2026 una vittoria di misura ma densa di significati per il Paraguay, capace di piegare 1-0 la Turchia e restare in corsa per gli ottavi. Bastano appena 64 secondi a Matías Galarza per infilare il portiere avversario con un destro dalla distanza – il gol più rapido del torneo, che polverizza i 71 secondi del marocchino Saibari e iscrive il nome del centrocampista al quindicesimo posto nella classifica all-time delle reti fulminee in Coppa del Mondo. Una prodezza che, unita a una resistenza granitica in dieci uomini per oltre un tempo, rilancia le quotazioni degli uomini di Gustavo Alfaro, finiti sotto accusa dopo il debutto shock contro gli Stati Uniti.
L’espulsione di Miguel Almirón, sanzionato con il rosso diretto su revisione VAR per essersi coperto la bocca durante un alterco verbale – applicazione della nuova «Ley Prestianni» voluta dalla FIFA – costringe il Paraguay a serrare le fila. Con Gustavo Gómez a guidare la retroguardia e il portiere Orlando Gill decisivo nell’ultimo disperato assalto turco, gli albirrojos blindano il vantaggio. La Turchia, invece, esce di scena: la sconfitta la condanna all’eliminazione già nella fase a gironi, mentre per il Paraguay si profila uno spareggio contro l’Australia nell’ultima giornata.
Ma il campo non è l’unico teatro a infiammare la sfida. Un video diventato virale su X, TikTok e Instagram riprende Galarza mentre, nel concitato parapiglia seguito a un contatto, si china per raccogliere l’orologio tecnologico che l’arbitro salvadoregno Iván Barton aveva smarrito e se lo infila al polso, proseguendo come se nulla fosse. Le immagini, cristalline, dividono l’opinione pubblica digitale: secondo molti osservatori internazionali, il gesto configurerebbe un furto in piena regola; altri, specie in ambito sudamericano, difendono il giocatore ipotizzando che intendesse restituire l’oggetto al termine della giocata o nel tunnel degli spogliatoi. Né la FIFA né la delegazione paraguaiana hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.
A rendere più singolare la vicenda è il profilo del suo protagonista. Galarza, 24 anni, approda al Mondiale da emarginato: il River Plate lo ha escluso dal progetto per la prossima stagione, rendendo la vetrina iridata un’occasione di riscatto. Suo nonno Arturo fu leggenda del calcio boliviano, portiere che affrontò Pelé nel 1971. Ora il nipote, autore del gol-partita, si trova al centro di una tempesta mediatica che rischia di offuscare l’impresa sportiva.
Il destino del Paraguay si deciderà tra pochi giorni contro l’Australia. Una vittoria o un pareggio garantirebbero il secondo posto nel Gruppo D dietro gli Stati Uniti già qualificati, con accesso certo agli ottavi di Dallas contro la seconda del Gruppo G. Anche perdendo, gli uomini di Alfaro potrebbero sperare nel ripescaggio tra le migliori terze, ma solo se lo scarto negativo non superasse i due gol. Dopo il triplice fischio, dallo spogliatoio albirrojo nessuno ha parlato dell’orologio. Solo la stretta sul campo, che ora si fa inesorabile.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa russa presenta l'episodio del orologio come un furto, sottolineando che il giocatore paraguaiano avrebbe preso l'orologio dell'arbitro caduto a terra. Il tono è critico e mette in dubbio la sportività, con accenti di indignazione.
I media latinoamericani dividono l'attenzione tra il record del gol più veloce e lo scandalo dell'orologio. Alcuni articoli celebrano il trionfo sportivo, mentre altri accusano il giocatore di furto, alimentando un acceso dibattito sui social. Il tono varia dal trionfale all'ironico-scettico.
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