
Il petrolio vola oltre il 6% dopo la rottura della tregua tra Usa e Iran
Le quotazioni del greggio Brent superano i 78 dollari al barile, mentre le borse europee e asiatiche arretrano, in un clima di rinnovata tensione geopolitica che alimenta i timori di un'inflazione persistente.
La dichiarazione del presidente americano Donald Trump, che a margine del vertice Nato di Ankara ha definito «finito» il cessate il fuoco con l’Iran, ha innescato un’immediata fiammata sui mercati petroliferi. Il Brent, riferimento internazionale, è balzato di oltre il 6% toccando quota 78,80 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha superato i 75 dollari, riportando le quotazioni ai massimi delle ultime due settimane. La mossa segue una notte di raid americani su più di 80 obiettivi iraniani, in risposta agli attacchi contro tre navi mercantili nello Stretto di Hormuz, e la revoca da parte di Washington della licenza che consentiva a Teheran di vendere petrolio sui mercati globali.
Lo Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per circa un quinto del commercio mondiale di greggio, è tornato a essere il baricentro della crisi. Secondo gli analisti del settore energetico, la ripresa delle ostilità minaccia di rallentare ulteriormente la normalizzazione dei flussi di petrolio, già ridotti a meno di un terzo rispetto ai livelli prebellici. Teheran, che non ha rivendicato gli attacchi alle petroliere, insiste nel voler controllare le rotte di transito e preannuncia l’imposizione di pedaggi, una prospettiva che, nell’ottica degli osservatori europei, altererebbe decenni di prassi nella navigazione internazionale e introdurrebbe un elemento di costo strutturale per le forniture energetiche del Vecchio Continente.
Sui mercati azionari, la reazione è stata immediata e negativa. Le borse europee hanno aperto in deciso ribasso: Francoforte ha ceduto oltre il 2%, Parigi e Londra circa l’1,5%, mentre a Milano il Ftse Mib ha seguito la scia. In Asia, Seul ha perso il 5,4% appesantita dal crollo dei titoli legati all’intelligenza artificiale, con Samsung in calo di oltre il 6% nonostante risultati trimestrali record. Il sell-off tecnologico riflette, secondo gli analisti di Wall Street, un crescente scetticismo sulle valutazioni eccessive del comparto AI, in un contesto in cui l’aumento dei costi energetici rischia di comprimere i margini delle aziende e di frenare gli investimenti.
Per l’Europa e l’Italia, il rialzo del petrolio si traduce in un immediato rincaro dei carburanti e in una pressione al rialzo sull’inflazione, proprio mentre la Banca Centrale Europea valuta i prossimi passi della politica monetaria. I rendimenti dei titoli di Stato sono saliti su entrambe le sponde dell’Atlantico: il decennale tedesco ha toccato il 3,06%, quello italiano ha seguito la tendenza, segnalando che i mercati obbligazionari scontano un rischio di tassi elevati più a lungo. Le minute della Federal Reserve, attese in giornata, potrebbero offrire indicazioni preziose, ma è l’evoluzione della crisi mediorientale a dettare l’agenda. La fragilità dell’intesa raggiunta a giugno lascia presagire, secondo gli analisti di Bruxelles, una fase di volatilità prolungata, in cui ogni nuovo incidente nello Stretto di Hormuz potrà innescare scosse sui listini e sulle economie reali.
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
La Russia riproietta la responsabilità dell'escalation su Washington, accusando Trump di aver sabotato la tregua.
Utilizza la citazione diretta delle parole di Trump per costruire una causalità lineare tra le sue dichiarazioni e il crollo dei prezzi, senza menzionare gli attacchi iraniani alle navi.
Il blocco russo omette il fatto che gli attacchi statunitensi sono stati una risposta agli attacchi iraniani alle navi commerciali, concentrandosi esclusivamente sulle dichiarazioni di Trump.
Gli Stati Uniti agiscono per difendere la libertà di navigazione, rispondendo con forza agli attacchi iraniani.
Utilizza la citazione di un funzionario statunitense per legittimare le azioni come reattive e proporzionate, omettendo il contesto della fragile tregua.
Il blocco atlantico omette le dichiarazioni di Trump sulla fine della tregua e il ruolo degli attacchi iraniani come pretesto, presentando le azioni USA come puramente reattive.
I paesi del Golfo monitorano con apprensione l'escalation, temendo per la sicurezza delle proprie esportazioni.
Utilizza dati di mercato locali (Murban) e un linguaggio di 'timori' per creare un senso di vulnerabilità condivisa, senza attribuire colpe.
Il blocco del Golfo omette la revoca della licenza di vendita di petrolio all'Iran da parte degli USA e le dichiarazioni di Trump, concentrandosi solo sugli attacchi alle navi e sulla reazione del mercato.
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