
Trionfo Hurricanes tra festa e nostalgia: l’hockey dice addio a un’icona
Raleigh esplode per la Stanley Cup con caroselli e bandiera russa; il Canada piange la fine di Hockey Night in Canada dopo 75 anni, mentre MLB e WNBA offrono scintille.
L’autobus scoperto rosso e nero dei Carolina Hurricanes ha attraversato sabato le strade di Raleigh, accolto da migliaia di tifosi assiepati dall’alba con bandiere e maglie di Aho e Svechnikov. Per la seconda volta dal 2006, la Stanley Cup ha sfilato nella capitale del North Carolina, un piccolo mercato trasformatosi in una cittadella dell’hockey. Sul mezzo spiccava anche una bandiera russa – come evidenziato dai media di Mosca – portata dai giocatori, segno della dimensione internazionale di una franchigia che ha potuto contare su tre atleti russi, tra cui il portiere Pyotr Kochetkov. «Raleigh è un posto speciale, qui l’hockey unisce tutti», ha commentato una sostenitrice, in fila davanti al palco dal mattino presto.
In Canada, la reazione è stata di pura malinconia. Con la vittoria degli Hurricanes si è chiuso un rito che per 75 anni ha scandito i sabati invernali: Hockey Night in Canada sulla CBC. Dagli ambienti giornalistici canadesi si leva un coro di disappunto: la fine del programma sulla tv pubblica è vista come un colpo duro per lo sport nazionale, con il rischio che il grande pubblico venga dirottato verso il pay-per-view. Secondo gli osservatori di Toronto, la mancata intesa tra CBC e Rogers segna una ferita profonda per l’intero movimento, privato della sua vetrina più potente.
Sul diamante della Major League Baseball, intanto, la stagione estiva accumula frizioni. L’asso dei Detroit Tigers Tarik Skubal, già Cy Young, è esploso dopo uno strikeout contro la panchina dei White Sox, trattenuto dai compagni durante un concitato scambio di battute: «Sono un competitivo, gioco con le emozioni in vista», ha giustificato. I New York Yankees hanno affidato a Cam Schlittler una prestazione da 13 strikeout, ma il vero duello si è consumato sui social: il 25enne ha pubblicato mesi di insulti di un tifoso dei Red Sox, ironizzando con un «Rent Free». Sempre negli Stati Uniti, gli Chicago Cubs contano su Pete Crow-Armstrong per risollevare un attacco altalenante, mentre i Blue Jays attendono un sussulto dal lanciatore Patrick Corbin.
Anche il basket femminile sta scrivendo la sua rivalità più accesa. Nella seconda sfida in tre giorni tra le Indiana Fever di Caitlin Clark e le Atlanta Dream di Angel Reese, le due stelle si sono scambiate parole già nel primo quarto. Dopo un fallo, Reese ha tentato di strappare la palla dalle mani di Clark, che l’ha allontanata con un gesto; Atlanta ha dominato il terzo quarto e ha vinto 113-96. Per gli analisti statunitensi, la crescente attenzione mediatica evidenzia il salto di qualità della WNBA.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La parata della Stanley Cup a Raleigh è diventata un palcoscenico per i giocatori russi che hanno sventolato la bandiera nazionale dall'autobus della squadra. Il gesto è stato celebrato come un trionfo dello sport russo all'estero.
Migliaia di tifosi hanno affollato il centro di Raleigh per festeggiare la vittoria della Stanley Cup degli Hurricanes, sventolando maglie e intonando cori. La parata è stata un mare di orgoglio locale, con poca attenzione alla bandiera russa.
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