
House of the Dragon 3: la battaglia del Gaznate e il sacrificio di Jacaerys
La terza stagione si apre con uno scontro navale spettacolare e una perdita che cambia per sempre il volto della Danza dei Draghi, tra fedeltà al libro e nuove traiettorie narrative.
Un corpo inerte galleggia tra i relitti fumanti, il volto di un principe appena assassinato da una pioggia di frecce nemiche. È l’immagine con cui si chiude il primo episodio della terza stagione di House of the Dragon, e non è una visione qualunque: Jacaerys Velaryon, primogenito di Rhaenyra Targaryen, muore nella Battaglia del Gaznate, lo scontro navale che i lettori di Fuoco e Sangue attendevano da mesi. La sequenza, descritta con dovizia di particolari dalla stampa internazionale, mostra il giovane cavaliere di Vermax trascinato in mare dopo che il suo drago viene colpito da un proiettile della Triarchia; un momento che, secondo i commentatori, segna un punto di non ritorno nella guerra civile dei Targaryen.
La scelta di aprire la stagione con questo evento non è solo una concessione allo spettacolo. La produzione, guidata da Ryan Condal, ha operato una serie di modifiche rispetto al romanzo di George R.R. Martin che stanno alimentando il dibattito tra i fan. La più discussa riguarda Rhaena Targaryen, che nella serie riesce a domare il drago selvatico Robaovejas (Sheepstealer), prendendo il posto di Nettles, un personaggio di origini umili e dall’incerta discendenza valyriana che nel libro instaura un legame unico con la bestia offrendole pecore ogni giorno. Come notano analisti culturali statunitensi, questa sostituzione elimina una delle figure più amate e misteriose della saga, una giovane nera e di bassa estrazione sociale, per concentrare l’arco narrativo su una Targaryen di sangue puro. Altre assenze pesano: i figli più piccoli di Rhaenyra, Aegon il Giovane e Viserys, la cui fuga e cattura nella versione cartacea innescano l’intera battaglia, sono relegati ai margini, quasi dimenticati.
L’attesa per questi nuovi episodi è stata lunga due anni, un intervallo che ha permesso agli effetti visivi di raggiungere un livello di dettaglio impressionante, ma che ha anche acuito il confronto con l’eredità de Il Trono di Spade. La critica europea, in particolare quella tedesca e britannica, sottolinea come la serie fatichi ancora a trovare una propria voce, oscillando tra la spettacolarità dei duelli aerei tra draghi e lunghe conversazioni in stanze buie. C’è chi, come il Süddeutsche Zeitung, intravede però un’evoluzione: “Finalmente qualcosa si muove a Westeros”, scrive, accennando a due figure femminili – Rhaenyra e Alicent – capaci di ispirare i politici del mondo reale. In Italia, il pubblico può seguire la stagione su Sky e in streaming su NOW, con un episodio a settimana fino al 9 agosto, mentre in India la serie è disponibile su JioHotstar con un giorno di ritardo, a testimonianza di una distribuzione globale ormai frammentata ma capillare.
Al di là delle polemiche, la sequenza della battaglia resta un pezzo di bravura tecnica. La macchina da presa si muove con fluidità dal ponte delle navi in fiamme al cielo solcato da Moondancer, Vermax e Robaovejas, per poi inabissarsi nell’acqua dove il principe annega. È un balletto di fuoco e sangue che, secondo diversi osservatori, osa chiedere allo spettatore di godere di uno spettacolo che è al tempo stesso una carneficina. E in quel corpo che galleggia senza vita, la serie sembra ricordarci che la Danza dei Draghi non avrà vincitori, solo sopravvissuti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La terza stagione si apre con la spettacolare Battaglia del Gaznate, uno scontro navale che segna una dolorosa perdita per la fazione di Rhaenyra. L'episodio introduce anche Cregan Stark, che consolida l'alleanza con il Nord. Le guide agli episodi e i calendari di uscita accompagnano il ritorno trionfale della serie.
Prima i draghi, poi la democrazia: la serie torna con una battaglia navale imponente, ma lo sguardo resta ironico e distaccato. Le pecore fanno una brutta fine, come sempre, e a Westeros finalmente qualcosa si muove. Lo spettacolo è apprezzato con un certo scetticismo, tra intrighi politici e lente attese.
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