
Hincapié e la nuova regola: rosso per un gesto, Messico agli ottavi
Il difensore ecuadoriano espulso per essersi coperto la bocca durante un alterco, secondo caso al Mondiale dopo Almirón; il Messico vince 2-0 e torna a superare un turno a eliminazione diretta dopo quarant’anni.
Al novantacinquesimo minuto di Messico-Ecuador, con la partita ormai decisa, il difensore Piero Hincapié si è avvicinato a Santiago Giménez coprendosi la bocca con la mano durante uno scambio di parole. Il gesto, immediatamente segnalato dal messicano, ha innescato la revisione al VAR: l’arbitro Slavko Vinčić ha estratto il cartellino rosso diretto, rendendo Hincapié il secondo giocatore espulso in questo Mondiale per la norma introdotta dalla FIFA su impulso dell’IFAB. La regola, ribattezzata in Sudamerica “Ley Vinícius” dopo l’episodio Prestianni-Vinícius Júnior in Champions League, punisce con l’espulsione automatica chi si copre la bocca durante un confronto in campo, senza necessità di provare l’offesa verbale.
Il rosso è stato l’epilogo di una serata già segnata dalla superiorità messicana. All’Azteca, stadio che per il Tri resta un fortino inviolato in tre edizioni dei Mondiali, i padroni di casa hanno colpito due volte nel primo tempo: Julián Quiñones ha aperto al 22’ con un tiro potente, poi ha servito Raúl Jiménez per il raddoppio al 31’. L’Ecuador, travolto dall’intensità avversaria, non è più riuscito a rientrare in partita, uscendo dal torneo già ai sedicesimi di finale.
La vittoria per 2-0 regala al Messico un traguardo atteso da quattro decenni: è il primo successo in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale dal 1986. Il cammino prosegue domenica sera, di nuovo all’Azteca, contro la vincente di Inghilterra-Repubblica Democratica del Congo, in un ottavo di finale che per la nazionale di Javier Aguirre rappresenta l’occasione di sfatare definitivamente un tabù generazionale.
Per Hincapié, invece, il rosso comporta una squalifica di una giornata che sconterà nel prossimo impegno ufficiale dell’Ecuador, verosimilmente nelle qualificazioni al Mondiale 2030 o in Copa América 2028. È la seconda espulsione nella storia della Tricolor in una Coppa del Mondo, dopo quella di Antonio Valencia contro la Francia nel 2014, e la prima mai rimediata in una fase a eliminazione diretta. Il precedente di Miguel Almirón, punito per lo stesso gesto durante Paraguay-Turchia, conferma che la tolleranza zero voluta dalla FIFA sta ridisegnando i confini della comunicazione in campo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Una nuova regola FIFA, pensata per arginare gli abusi in campo, ha portato al secondo cartellino rosso del Mondiale. Piero Hincapié, difensore dell'Arsenal e dell'Ecuador, è stato espulso per essersi coperto la bocca mentre parlava con un avversario, gesto ora sanzionato automaticamente. L'episodio ha coronato una serata disastrosa per l'Ecuador, già sotto 2-0 contro il Messico.
La cosiddetta 'Legge Vini Jr.', pensata per combattere il razzismo nel calcio, ha mietuto la sua seconda vittima al Mondiale. Il difensore ecuadoriano Piero Hincapié è stato espulso severamente per essersi coperto la bocca durante un acceso scambio con un giocatore messicano, una decisione che molti considerano un'applicazione sproporzionata della norma. Il cartellino rosso ha aggiunto al danno la beffa nell'eliminazione per 2-0 dell'Ecuador, sollevando interrogativi sull'equità della regola.
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