
Guillermo Ochoa appende i guanti: addio al portiere dei sei Mondiali
Dopo 22 anni di carriera, il messicano lascia il calcio con un record condiviso con Messi e Ronaldo e l'ovazione dell'Azteca.
Il 21 luglio 2026, con un video pubblicato sui social, Francisco Guillermo Ochoa Magaña ha annunciato il ritiro dal calcio professionistico. A 41 anni, il portiere messicano chiude una parabola unica, culminata poche settimane prima con l'ingresso in campo al minuto 77 di Messico-Repubblica Ceca, ultima partita della fase a gironi del Mondiale casalingo. In quei diciotto minuti, sotto una standing ovation dell'Estadio de la Ciudad de México, Ochoa è diventato il primo portiere della storia a partecipare a sei edizioni della Coppa del Mondo, eguagliando un primato assoluto che apparteneva soltanto a Lionel Messi e Cristiano Ronaldo.
Nell'immaginario collettivo messicano, Ochoa resterà legato alle notti mondiali in cui i suoi riflessi hanno negato il gol a fuoriclasse assoluti. A Brasile 2014, il suo debutto da titolare, volò alla destra per deviare con la mano sinistra un colpo di testa ravvicinato di Neymar, mantenendo lo 0-0 contro i padroni di casa. Quattro anni dopo, in Russia, si allungò per toccare una punizione velenosa di Toni Kroos, contribuendo alla vittoria sulla Germania campione in carica. E in Qatar 2022 ipnotizzò Robert Lewandowski, parando un rigore che avrebbe potuto indirizzare la sfida d'esordio. Tre volte miglior giocatore del match in un Mondiale, record per un calciatore del suo Paese, Ochoa ha incarnato per oltre un decennio l'ultimo baluardo del Tri.
La carriera di club racconta però una storia a due facce. In patria, con l'América, ha vinto il Clausura 2005 e la Campeón de Campeones, diventando un simbolo delle Águilas. In Europa, secondo gli analisti del vecchio continente, il suo percorso è stato segnato da exploit isolati e da tre retrocessioni: con l'Ajaccio in Ligue 1, con il Granada nella Liga e con la Salernitana in Serie A. Un paradosso che non ha mai scalfito la sua reputazione internazionale, ma che ha alimentato il dibattito sulla reale statura di un portiere capace di esaltarsi nei grandi eventi e di soffrire nella routine dei campionati. L'unico trofeo europeo resta la Coppa del Belgio alzata con lo Standard Liegi nel 2018, prima del ritorno in Messico e dell'ultima avventura a Cipro con l'AEL Limassol.
L'addio è stato preparato con cura. Nel messaggio di commiato, Ochoa ha ringraziato compagni, allenatori e tifosi, sottolineando il peso di indossare la maglia della nazionale: «Ogni volta che ho vestito la camiseta del Messico, avevo tra le mani il sogno di milioni di messicani». Poi il gesto simbolico: «È arrivato il momento di togliermi questi guanti e di lasciarli per la prima volta in altre mani. A chi verrà dopo, dico solo: abbi fiducia. La porta non chiede perfezione, chiede orgoglio». Parole che consegnano un'eredità pesante al calcio messicano, chiamato ora a trovare un successore all'altezza di un'icona che ha attraversato sei mondiali e che, proprio all'Azteca, ha scelto di uscire di scena.
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Guillermo Ochoa, leggendario portiere messicano, si ritira dopo sei Mondiali, lasciando un segno indelebile nel calcio messicano. La sua carriera è celebrata come un trionfo di dedizione e orgoglio nazionale, con commiato emotivo e riconoscimento del suo status iconico.
Il portiere messicano appende i guanti al chiodo dopo una lunga carriera; ringrazia i tifosi e chiude un capitolo.
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Il portiere messicano conclude la sua carriera dopo 22 anni, con un messaggio di ringraziamento a tutti coloro che lo hanno sostenuto.
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