
Val di Susa, bilancio degli scontri No Tav: oltre 120 agenti feriti, 450 identificati
Il giorno dopo la guerriglia contro i cantieri dell’alta velocità Torino-Lione, le forze dell’ordine contano 124 feriti, quattro mezzi incendiati e procedono con le identificazioni.
Nel pomeriggio di sabato, durante una manifestazione del movimento No Tav in Val di Susa, alcune centinaia di persone hanno assaltato i cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione a Chiomonte e San Didero. Secondo fonti delle forze dell’ordine, gli scontri hanno causato oltre 120 feriti tra poliziotti, carabinieri e finanzieri; quattro veicoli di servizio sono stati dati alle fiamme. Circa 450 manifestanti sono stati identificati nelle ore immediatamente successive, mentre le operazioni di controllo proseguivano sulle strade statali e sull’autostrada A32.
Il computo ufficioso delle autorità locali indica 58 agenti di polizia, 48 carabinieri e 18 militari della Guardia di Finanza ricorsi alle cure sanitarie, con alcuni ancora in osservazione in ospedale. Fonti sindacali di polizia parlano di un bilancio complessivo dei feriti che potrebbe superare le 140 unità. Due camionette dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza sono state incendiate all’interno del cantiere di Chiomonte, dove gli assalti più duri si sono protratti per oltre un’ora, con il lancio di pietre, bulloni, razzi e bottiglie incendiarie. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti, riuscendo infine a respingere gli assalitori verso i boschi circostanti.
Non è stato diffuso un bilancio ufficiale dei feriti tra i manifestanti: alcune ricostruzioni giornalistiche menzionano una cinquantina di persone assistite, ma il dato non trova conferma da parte delle istituzioni. Il movimento No Tav, che contava circa ventimila partecipanti al corteo, ha rivendicato la giornata come «una grande vittoria», affermando che «la Val di Susa è tutt’altro che pacificata». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato l’accaduto definendolo «un attacco allo Stato», mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere solidarietà e ringraziamento ai reparti impegnati. Dal centrodestra si levano richieste di misure straordinarie, con esponenti di Lega e Forza Italia che parlano di «offensiva terroristica» e chiedono l’interruzione del festival “Alta Felicità”, sospettato di raccogliere i fondi che alimenterebbero gli scontri.
La manifestazione di sabato era inserita nella decima edizione del festival, raduno decennale dell’area antagonista che da oltre quindici anni si oppone alla costruzione della Torino-Lione. L’opera, sostenuta dall’Unione Europea e dal governo italiano, ha un costo stimato superiore ai 26 miliardi di euro ed è al centro di un acceso contenzioso politico e ambientale. Le indagini proseguono per ricostruire le responsabilità individuali e accertare l’eventuale coordinamento tra i gruppi più violenti, anche con l’ausilio delle immagini aeree. Il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine resta provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.
| Stampa europea continentale | −1.00 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
Lo Stato italiano condanna la violenza e si stringe attorno alle forze dell'ordine, definendo i manifestanti eversivi.
Citando la solidarietà istituzionale e la cornice storica degli scontri, si presenta la violenza come una minaccia esistenziale all'ordine democratico.
Non vengono menzionate le motivazioni dei manifestanti né il numero dei feriti tra i protestanti.
La Russia riporta i fatti senza prendere posizione, limitandosi a citare il numero di feriti.
Utilizzando un tono distaccato e numeri precisi, si presenta come fonte imparziale.
Non viene fornito alcun contesto sulla protesta o sulle reazioni politiche.
L'Indonesia riporta la notizia citando fonti italiane, senza commento.
Facendo affidamento su una fonte autorevole (Corriere della Sera), si legittima la notizia come attendibile.
Non vengono riportate le dichiarazioni delle autorità italiane né la prospettiva dei manifestanti.
L'America Latina riporta il bilancio dei feriti, citando il sindacato di polizia, senza schierarsi.
Citando una fonte sindacale, si conferisce autorevolezza alla notizia mantenendo un tono neutrale.
Non viene approfondito il contesto della protesta né le reazioni politiche.
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