
Germania, riscatto mondiale con Neuer contro l'esordiente Curaçao
Il ritorno del quarantenne portiere, la missione di Nagelsmann per cancellare i flop recenti e la sfida impari con la piccola isola caraibica segnano la domenica del Gruppo E.
Nel pomeriggio texano di Houston, sotto il tetto retrattile dell’NRG Stadium, la Germania si presenta al Mondiale 2026 con l’obbligo di vincere e con un uomo simbolo: Manuel Neuer. Il quarantenne portiere, campione del mondo nel 2014, torna in nazionale dopo 709 giorni di assenza – l’ultima volta il doloroso addio ai quarti di Euro 2024 – richiamato da Julian Nagelsmann per blindare una difesa che dovrà evitare gli incubi di Russia 2018 e Qatar 2022, quando i tedeschi uscirono ignominiosamente già nella fase a gironi. «Tutti stanno bene, Manu giocherà», ha confermato il tecnico in conferenza stampa, scommettendo sull’esperienza del capitano del Bayern – reduce da un infortunio al polpaccio – per domare l’imprevedibile debutto di Curaçao, la più piccola nazione mai qualificata a un campionato del mondo (meno di 160mila abitanti).
La Germania arriva all’appuntamento forte di nove vittorie consecutive nelle amichevoli di preparazione, con un mix di gioventù (Musiala, Wirtz) e veterani (Kimmich, Havertz) che intende ristabilire l’antica autorità europea. Il tabù delle ultime edizioni pesa ancora nelle dichiarazioni dei media tedeschi, dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung che segue con trepidazione il ritorno di Neuer, alle tv pubbliche che trasmettono in diretta l’esordio. Nagelsmann ha lavorato su intensità e verticalizzazioni rapide, ma la vera pressione è psicologica: battere un avversario fuori classifica – 82° nel ranking FIFA contro il 10° posto della Germania – non basta; serve un dominio rassicurante per guadagnare credibilità in vista dei sedicesimi di finale.
Eppure, proprio la serenità dell’underdog potrebbe rivelarsi un’insidia. Curaçao, affidata all’esperto Dick Advocaat, annovera giocatori nati o cresciuti nei Paesi Bassi (Bacuna, Chong, Gorre) e vanta un percorso di qualificazione impeccabile nella Concacaf. Secondo le analisi sudamericane, il match clou del girone E è però l’altro: Ecuador contro Costa d’Avorio, in programma nella notte a Filadelfia. La Tricolor, guidata dall’argentino Sebastián Beccacece, cerca punti pesanti per blindare il secondo posto, potendo contare su una generazione tecnica (Caicedo, Pacho) che in Europa ha già acceso i radar dei club. Dal canto loro, gli Elefanti africani, reduci dalla vittoria in amichevole sulla Francia, sognano il colpo grosso.
La prospettiva europea si allarga agli altri match di giornata: l’Olanda esordisce contro il Giappone in un duello tattico che contrappone il calcio totale alla disciplina orientale, mentre la Svezia affronta la Tunisia. L’Italia, assente per la terza volta consecutiva, osserva con il retrogusto amaro di chi sa che il torneo a 48 squadre avrebbe potuto essere più permissivo. Intanto, l’alba australiana contro la Turchia – 2-0 sorprendente – ha già ricordato che i pronostici, in Nordamerica, possono sgretolarsi in un lampo. Per la Germania, c’è un solo modo per non essere la prossima vittima: cominciare con l’autorità di chi non vuole più guardarsi indietro.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il ritorno di Manuel Neuer dopo quasi due anni è al centro dell'esordio mondiale della Germania. Il ct Nagelsmann ha confermato che sarà titolare, ponendo fine alle speculazioni. La sfida contro i debuttanti di Curaçao è l'occasione per i quattro volte campioni di avviare un percorso di riscatto dopo le recenti delusioni.
Le anticipazioni trattano la partita come un esercizio tecnico, con la Germania chiaramente favorita. Gli esperti avvertono che Curaçao, esordiente senza nulla da perdere, potrebbe essere pericolosa. L'atmosfera prevalente è pragmatica, incentrata su formazioni, pronostici e dettagli di trasmissione.
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