
Gaza, ucciso l’organizzatore delle proiezioni dei Mondiali. Il Cairo protesta con Israele
Mohamed al-Wahidi, funzionario del comitato umanitario egiziano, è stato colpito da un missile israeliano poco prima di Egitto-Argentina. L’episodio rischia di incrinare i fragili negoziati per il cessate il fuoco.
Un missile israeliano ha colpito martedì sera un taxi nel quartiere di Sabra, a Gaza City, uccidendo Mohamed al-Wahidi, direttore delle pubbliche relazioni del Comitato egiziano di soccorso a Gaza, e altre tre persone, tra cui due bambini di 10 e 8 anni. Al-Wahidi era l’artefice delle proiezioni pubbliche delle partite dei Mondiali di calcio che da settimane radunavano migliaia di palestinesi tra le macerie, offrendo una rara parentesi di normalità in un’enclave devastata da oltre due anni di conflitto. L’attacco è avvenuto al crepuscolo, pochi minuti prima del fischio d’inizio dell’incontro tra Egitto e Argentina, mentre l’uomo si stava recando a uno degli schermi allestiti per la popolazione sfollata. La proiezione è comunque proseguita, con centinaia di persone raccolte davanti ai teli bianchi per sostenere la nazionale egiziana.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira un militante di Hamas a bordo del veicolo, precisando di essere a conoscenza di segnalazioni su vittime civili e di aver aperto un’indagine interna. Fonti ospedaliere di Gaza e il Centro palestinese per i diritti umani hanno identificato le altre vittime come Ahmed Doghmosh, autista di taxi trentenne senza affiliazioni note a fazioni armate, e i fratelli Hamza e Fari al-Deri. Nessun gruppo militante palestinese ha rivendicato i caduti come propri membri. Secondo fonti della sicurezza egiziane, un alto funzionario del Cairo ha sollevato il caso con Israele, esprimendo opposizione alla «politica di assassinii» e a qualsiasi ostacolo al lavoro del comitato umanitario, braccio operativo del governo egiziano nella Striscia.
L’episodio si inserisce in un quadro di violenza che persiste nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, dall’inizio della tregua gli attacchi israeliani hanno ucciso oltre mille palestinesi e ne hanno feriti quasi tremilacinquecento. La morte di al-Wahidi assume un particolare rilievo diplomatico perché il Comitato egiziano di soccorso è un’emanazione diretta della presidenza di Abdel Fattah al-Sisi, e il suo personale gode di uno status semi-ufficiale. Per il Cairo, principale mediatore insieme a Qatar e Stati Uniti nei negoziati tra Israele e Hamas, l’uccisione di un proprio funzionario rischia di rendere più ardua la collaborazione sui corridoi umanitari e sugli sforzi per la seconda fase dell’accordo, che prevede il disarmo delle fazioni e il ritiro dell’esercito israeliano.
Per l’Italia e l’Unione Europea, impegnate nel finanziamento degli aiuti umanitari a Gaza e nel sostegno politico alla tregua, l’accaduto mette in luce, secondo osservatori diplomatici a Bruxelles, le persistenti difficoltà nel garantire la protezione degli operatori civili anche in presenza di un’intesa formale. La vicenda si intreccia con la dimensione simbolica dei Mondiali: il commissario tecnico dell’Egitto, Hossam Hassan, aveva più volte dedicato le vittorie al popolo palestinese e sventolato la bandiera della Palestina, trasformando la nazionale in un punto di riferimento emotivo per la Striscia. Mentre una delegazione di Hamas guidata dal capo negoziatore Khalil al-Hayya è attesa al Cairo per nuovi colloqui, l’indagine interna israeliana e la reazione egiziana saranno determinanti per valutare la tenuta del processo diplomatico e la possibilità di estendere la tregua oltre la prima fase.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | −0.70 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.30 | critical |
I civili a Gaza cercano normalità nel calcio, ma la guerra spezza anche quel breve sollievo.
Giustappone l'innocenza dello sport alla brutalità della guerra, evitando l'attribuzione esplicita di colpe.
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Il conflitto a Gaza rivendica un'altra vittima, un operatore umanitario, mentre l'esercito israeliano difende la sua azione come mirata a un miliziano.
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La guerra a Gaza uccide un operatore umanitario e bambini, ponendo fine a un breve momento di gioia.
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Omette la dichiarazione dell'esercito israeliano secondo cui l'attacco non mirava l'operatore.
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