
Francia-Marocco, il peso della storia e la sfida dei quarti
A Boston va in scena la riedizione della semifinale del 2022, con i Bleus favoriti ma i Leoni dell’Atlante decisi a riscrivere il copione africano.
Il primo verdetto dei quarti di finale arriva dal Gillette Stadium di Foxborough, dove la Francia campione in carica del ranking FIFA affronta il Marocco in un incrocio che sa già di resa dei conti. È la settima volta che le due nazionali si incontrano, la seconda in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale: quattro anni fa, in Qatar, Les Bleus si imposero 2-0 in semifinale, spegnendo la corsa della prima squadra africana mai arrivata tra le prime quattro. Stasera, alle 23 ora italiana, il fischio d’inizio dell’argentino Facundo Tello riapre una ferita che il calcio maghrebino considera ancora aperta, mentre per Didier Deschamps – all’ultimo torneo sulla panchina transalpina – è l’occasione per eguagliare il record di 25 partite mondiali da commissario tecnico detenuto da Helmut Schön.
Il percorso delle due selezioni fino a Boston ha disegnato traiettorie opposte ma ugualmente efficaci. La Francia ha vinto tutte e cinque le gare disputate nei tempi regolamentari, con 14 gol segnati e appena due subiti, mostrando un’efficacia offensiva che ruota attorno ai sette centri di Kylian Mbappé – a un passo da Lionel Messi nella classifica marcatori – e alla creatività di Ousmane Dembélé e Michael Olise. L’ultimo ostacolo, il Paraguay, è stato superato solo su rigore, ma la sensazione diffusa tra gli analisti europei è che la squadra abbia saputo soffrire senza perdere identità. Il Marocco, dal canto suo, ha confermato la solidità che lo ha portato al settimo posto del ranking: imbattuto da dieci partite ufficiali, ha eliminato i Paesi Bassi ai rigori nei sedicesimi e poi travolto il Canada 3-0, pagando però il prezzo dell’infortunio muscolare del suo miglior marcatore, Ismael Saibari, la cui assenza costringe il ct Mohamed Ouahbi a ridisegnare l’attacco attorno a Soufiane Rahimi.
La partita si carica di significati che vanno oltre il semplice passaggio del turno. Per la stampa africana, il Marocco non è più la sorpresa del 2022 ma una potenza consolidata, capace di competere con le grandi d’Europa grazie a un collettivo disciplinato e a individualità come Achraf Hakimi – amico fraterno di Mbappé dai tempi del Paris Saint-Germain – e Brahim Diaz, primatista di assist per un giocatore del continente in una fase finale. L’ottica sudamericana, invece, sottolinea la designazione di una terna arbitrale argentina come possibile elemento di tensione, in un tabellone che potrebbe riproporre la finale di Qatar 2022 tra Francia e Argentina; Deschamps ha pubblicamente sminuito la questione, ma il dibattito resta vivo.
Sul piano tattico, la sfida mette a confronto due filosofie dichiaratamente offensive. La Francia dispone di un potenziale offensivo che nessuna difesa è ancora riuscita a contenere per tutti i novanta minuti, mentre il Marocco ha costruito la propria identità su transizioni rapide e una fase difensiva che ha retto anche contro avversari di rango. L’assenza di Saibari toglie imprevedibilità all’attacco nordafricano, ma la compattezza mostrata contro il Canada suggerisce che la squadra di Ouahbi può trasformare la necessità in virtù, affidandosi alla regia di Azzedine Ounahi e alla spinta sulle fasce.
Chi vince troverà in semifinale la vincente di Spagna-Belgio, in programma venerdì a Los Angeles. Per la Francia, sarebbe il terzo penultimo atto consecutivo, un traguardo che in Europa solo la Germania ha raggiunto; per il Marocco, significherebbe eguagliare il risultato del 2022 e consolidare un primato africano che sta ridisegnando gli equilibri del calcio globale.
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