
Fiziev stende Torres con una rovesciata, Magomedov tra le polemiche: la notte di Baku e i nuovi orizzonti dei massimi
Mentre a Baku Rafael Fiziev incanta con un ko spettacolare e l'arbitraggio di Herb Dean riaccende le critiche, il pugilato ridisegna le sue gerarchie tra i sogni americani di Usyk e la sfida Gassiev-Yoka a Mosca.
Rafael Fiziev ha riaperto la sua corsa con un gesto tecnico che resterà negli archivi: una rovesciata sinistra in avvio di secondo round ha spento Manuel Torres dopo appena quindici secondi, regalando all’azero il trionfo davanti al pubblico di casa nella main event di UFC Baku. Il messicano, che la sua agenzia aveva descritto alla vigilia come l’incarnazione della mentalità del combattente messicano capace di competere con i migliori, è stato sorpreso da un colpo che Fiziev ha poi raccontato di aver piazzato pur lottando con una diplopia causata da un jab subito in precedenza. La vittoria interrompe una serie di quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite e rilancia immediatamente l’azero verso orizzonti ambiziosi: a caldo ha chiesto un match per il titolo BMF contro Charles Oliveira, mentre il brasiliano punta all’unificazione con Justin Gaethje.
Il co-main event ha invece lasciato strascichi di polemica che vanno ben oltre il verdetto unanime con cui Sharabutdin Magomedov ha superato il brasiliano Michel Pereira. L’arbitro Herb Dean, già sotto accusa dopo i colpi alla nuca subiti da Alex Pereira a UFC Freedom 250, ha ammonito più volte il russo per trattenute ai capelli e per un dito nell’occhio che ha costretto a una pausa di due minuti nel terzo round, senza mai sottrarre un punto. Negli Stati Uniti e in Brasile l’episodio ha alimentato un dibattito sull’opportunità di continuare ad assegnare a Dean gli incontri di cartello, mentre il diretto interessato ha difeso pubblicamente le proprie scelte sostenendo che i colpi incriminati non ricadevano nell’area proibita dal regolamento unificato. Magomedov, dal canto suo, ha già indicato Israel Adesanya come prossimo obiettivo.
La serata azera ha comunque offerto un’abbondanza di finalizzazioni: nove su tredici incontri si sono chiusi prima del limite, con quattro sottomissioni e cinque ko tecnici. Il kazako Asu Almabayev ha sorpreso con una rara Suloev Stretch su Charles Johnson, mentre il russo Abdul-Rakhman Yakhyaev ha impiegato appena otto secondi per mettere fuori combattimento Julius Walker. Per il Brasile, accanto alla sconfitta di Pereira, è arrivata la gioia firmata da Matheus Camilo, che ha liquidato l’azero Nazim Sadykhov con un tko al primo round. La promozione ha distribuito quattro bonus da centomila dollari e cinque premi aggiuntivi da venticinquemila, rendendo la tappa una delle più remunerative degli ultimi mesi per i fighter.
Mentre le arti marziali miste catalizzavano l’attenzione su Baku, il pugilato dei pesi massimi disegnava traiettorie destinate a incrociarsi nelle prossime settimane. Dall’Ucraina, attraverso le parole del direttore sportivo Sergej Lapin, è arrivata la conferma che Oleksandr Usyk intende concludere la carriera negli Stati Uniti con una serie di incontri finali, dopo aver rinunciato alle cinture IBF, WBA e WBC per puntare a sfide più remunerative. A Mosca, intanto, si prepara il galà IBA.PRO 19 dell’11 luglio: il match clou vedrà Murat Gassiev, indicato dall’interim WBA Elnur Samedov come favorito per la sua potenza, affrontare il francese Tony Yoka, mentre il russo Artem Suslenkov ha promesso di chiudere per ko contro il britannico Joe Joyce, forte di un record immacolato di quattordici vittorie. Due mondi, quello della gabbia e del ring, che si guardano da lontano ma condividono la stessa urgenza di riscrivere le proprie gerarchie.
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La vittoria di Fiziev è un simbolo della forza russa, mentre i pesi massimi si preparano a mostrare la potenza nazionale a Mosca. L'attenzione è sulla resilienza di fronte alle minacce esterne.
L'evento di boxe è coperto come un normale avvenimento sportivo, con attenzione ai dettagli tecnici e ai risultati. Non c'è enfasi politica.
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