
Fery, wild card da sogno: Wimbledon scopre il suo eroe di quartiere
Il britannico numero 114 del mondo abbatte Dimitrov in cinque set e si regala i quarti contro Cobolli, mentre Sinner prosegue la difesa del titolo senza cedere un parziale.
Arthur Fery è cresciuto a cinque minuti a piedi dai cancelli dell’All England Club, andava a vedere le partite sul Centre Court da bambino e oggi, a ventitré anni, quel prato lo ha consacrato protagonista di una delle storie più impreviste dell’edizione 2026. Con una rimonta in cinque set – 7-5, 3-6, 4-6, 6-4, 7-6(7) in tre ore e cinquantacinque minuti – il wild card britannico ha eliminato il veterano bulgaro Grigor Dimitrov, diventando il primo giocatore invitato dagli organizzatori a raggiungere i quarti di finale a Wimbledon dai tempi di Nick Kyrgios nel 2014 e soltanto il sesto uomo di casa nell’Era Open a spingersi così avanti. Fery, numero 114 del ranking e fino a una settimana fa con appena due vittorie Slam in carriera, ha saputo ribaltare per la seconda volta in quattro partite uno svantaggio di due set a uno, confermando una resilienza che la stampa britannica descrive come il tratto distintivo di un torneo in cui ogni match è sembrato l’ultimo, salvo poi riscriverne il finale.
Sull’altro lato del tabellone, Jannik Sinner ha continuato la sua marcia senza incertezze. Il numero uno del mondo e campione in carica ha liquidato il giapponese Shintaro Mochizuki con un 6-3, 7-6, 6-3 che non racconta del tutto la complessità di una partita iniziata in tarda serata dopo il lungo incontro tra Novak Djokovic e Roman Safiullin. L’altoatesino ha ringraziato il pubblico rimasto sugli spalti nonostante l’ora, ha elogiato l’avversario – «un giocatore incredibile, il suo tennis basso si adatta benissimo all’erba» – e ha già rivolto lo sguardo al quarto di finale contro il tedesco Jan-Lennard Struff, approdato tra gli ultimi otto grazie al ritiro del polacco Hubert Hurkacz mentre conduceva al quinto set. Per Sinner si tratta del terzo quarto consecutivo ai Championships, un percorso che la prospettiva italiana legge come la conferma di una maturità ormai granitica sui palcoscenici maggiori.
Il quadro dei quarti maschili, definito quasi per intero, restituisce un intreccio di generazioni e gerarchie. Félix Auger-Aliassime, testa di serie numero quattro, ha domato in cinque set lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina e troverà un Djokovic apparso in controllo contro Safiullin, mentre Taylor Fritz ha spento con autorità l’estro di Alexander Bublik in tre parziali e attende il vincente della sfida tra Jiri Lehecka e Alexander Zverev, sospesa per il coprifuoco delle undici di sera sul 6-5, 7-5, 3-3 in favore del tedesco. L’incontro tra Fery e Flavio Cobolli, il finalista del Roland Garros che a sua volta ha superato Alex de Minaur in tre set combattuti, aggiunge un ulteriore strato di curiosità: i due si sono già affrontati quest’anno agli Australian Open, con vittoria del britannico in un match condizionato da un virus intestinale che aveva debilitato l’italiano.
In campo femminile, l’Italia può contare anche su Jasmine Paolini, che ha piegato la sorpresa filippina Alexandra Eala con un 6-4, 4-6, 6-3 di grande concretezza, tornando in un quarto di finale Slam per la prima volta dalla finale persa qui nel 2024. La toscana, reduce da un avvio di stagione complicato e da un primo turno in cui aveva perso il set d’apertura 6-0 contro la numero 195 Robin Montgomery, ha ritrovato passo dopo passo le sensazioni che due anni fa la portarono fino all’ultimo atto anche a Parigi. Affronterà l’ucraina Marta Kostyuk, mentre Elise Mertens, dopo aver eliminato a sorpresa Elena Rybakina, se la vedrà con la ceca Linda Noskova.
Il programma dei quarti prende forma già nella giornata di martedì, con Sinner opposto a Struff e il confronto tra Auger-Aliassime e Djokovic. Mercoledì toccherà a Fery e Cobolli scrivere un nuovo capitolo della loro storia incrociata, con in palio una semifinale che per il britannico avrebbe il sapore di un’altra pagina di un romanzo già impensabile, e per l’italiano l’occasione di confermare la costanza ad altissimo livello mostrata nell’ultimo anno.
| Stampa atlantica / anglosfera | +1.00 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.10 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
Arthur Fery ha scritto una pagina di storia a Wimbledon, dimostrando che i sogni possono diventare realtà. Il ragazzo del quartiere è diventato l'eroe nazionale.
La narrazione enfatizza il percorso personale e la connessione locale, trasformando un risultato sportivo in una favola di riscatto nazionale.
Arthur Fery ha vinto una partita lunga e combattuta, dimostrando tenacia. Il risultato è statisticamente rilevante per il ranking.
Il resoconto si limita ai fatti essenziali, senza aggiungere giudizi o enfasi emotiva, lasciando al lettore la valutazione.
Arthur Fery è uno degli otto quartofinalisti di Wimbledon, un risultato notevole per un giocatore di basso ranking.
L'informazione viene presentata come un semplice resoconto di risultati, senza abbellimenti o interpretazioni.
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