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Fair play finanziario, l’OM salvo con una multa da 10 milioni. Inter e Milan fuori dal regime transitorio

L’Olympique Marsiglia evita l’esclusione dall’Europa League grazie a una sanzione pecuniaria, mentre le milanesi escono dal settlement agreement e la Roma paga 6 milioni.

L’Olympique Marsiglia ha evitato per un soffio l’esclusione dalle competizioni europee. La Prima Camera dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) della UEFA ha inflitto al club francese un’ammenda di 10 milioni di euro per aver violato le regole del fair play finanziario, ma non ha revocato il diritto di partecipare alla prossima Europa League. La decisione, comunicata da Losanna, mantiene tuttavia l’OM sotto osservazione: se entro tre stagioni i conti non torneranno nei parametri concordati, scatterà l’espulsione dalla prima coppa continentale cui il club dovesse qualificarsi. L’intesa transattiva con il Marsiglia risale al 2022 e, secondo quanto filtra dagli ambienti UEFA, tiene conto del crollo inatteso dei ricavi televisivi domestici che ha colpito l’intero calcio francese nella stagione 2025-2026.

Sul fronte italiano, il comunicato della CFCB ha portato notizie contrastanti. Inter e Milan sono ufficialmente usciti dal regime di settlement agreement, avendo raggiunto gli obiettivi fissati nel percorso di risanamento: un traguardo che restituisce piena autonomia gestionale alle due milanesi e certifica la ritrovata sostenibilità dei loro bilanci. La Roma, invece, non ha ancora completato il proprio percorso e si è vista comminare una multa di 6 milioni di euro. La sanzione, seppur significativa, appare contenuta rispetto ai 10 milioni comminati al Marsiglia e riflette una tendenza dell’organo di controllo a preferire penalità economiche piuttosto che l’esclusione dalle coppe, considerata una misura estrema che danneggerebbe l’intero ecosistema delle competizioni.

La vicenda marsigliese si inserisce in un quadro europeo più ampio, dove le tensioni finanziarie travalicano i confini della giustizia sportiva. Oltremanica, il Leeds United sta valutando un’azione legale contro il Leicester City dopo che una commissione indipendente ha condannato l’Everton a versare oltre 35 milioni di sterline al Burnley per violazioni delle norme di sostenibilità economica della Premier League. Il precedente, maturato in un campionato dove il rispetto dei parametri di redditività è ormai presidiato da meccanismi risarcitori fra club, potrebbe innescare una catena di contenziosi incrociati, con ripercussioni sulla certezza delle classifiche e sulla stabilità finanziaria delle società.

In questo scenario, anche le dinamiche di mercato si intrecciano con le logiche del fair play. Il recente approdo di Rúben Amorim al Milan come nuovo allenatore ha generato un risparmio di circa 10 milioni di sterline per il Manchester United, che aveva negoziato un pacchetto compensativo complessivo di 15 milioni al momento della separazione dal tecnico portoghese. L’accordo con il club rossonero ha ridotto l’esposizione finanziaria dello United, dimostrando come le scelte manageriali possano incidere direttamente sugli equilibri contabili e sulla capacità di rispettare i vincoli imposti dalle autorità calcistiche.

Il quadro che emerge è quello di un calcio europeo sempre più governato da accordi transattivi, sanzioni graduate e meccanismi di compliance preventiva. L’approccio della UEFA, confermato anche dall’uscita di club come Inter, Milan, Monaco, Paris Saint-Germain e altri dal regime di sorveglianza, suggerisce che il sistema sta producendo risultati tangibili nel contenimento delle derive finanziarie. Resta tuttavia una tensione irrisolta: la multa salva-partecipazione comminata al Marsiglia rischia di apparire come un precedente che depotenzia la minaccia di esclusione, mentre il contenzioso inglese mostra che la strada dei risarcimenti fra club può trasformare le regole contabili in un’arma legale. Nei prossimi mesi, la credibilità dell’intero impianto di fair play finanziario si misurerà sulla capacità di tenere insieme rigore e proporzionalità, evitando che la ricerca di bilanci sani si traduca in una guerra giudiziaria permanente.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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L'Olympique Marsiglia evita l'esclusione dalle coppe europee con una multa di 10 milioni di euro per violazioni del fair play finanziario, ma subisce limitazioni nella registrazione di nuovi giocatori. Intanto, Inter e Milan escono dal regime transitorio di settlement agreement, mentre la Roma resta sotto osservazione e riceve una sanzione di 6 milioni.

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L'Olympique Marsiglia scampa a un bando europeo grazie a una multa di 10 milioni di euro inflitta dalla UEFA per violazioni del fair play finanziario, pur dovendo sottostare a limitazioni nella registrazione dei calciatori. Il club era uno dei nove sotto accordo transattivo; solo la Roma non ha centrato gli obiettivi ed è stata anch'essa sanzionata.

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mercoledì 17 giugno 2026

Fair play finanziario, l’OM salvo con una multa da 10 milioni. Inter e Milan fuori dal regime transitorio

L’Olympique Marsiglia evita l’esclusione dall’Europa League grazie a una sanzione pecuniaria, mentre le milanesi escono dal settlement agreement e la Roma paga 6 milioni.

L’Olympique Marsiglia ha evitato per un soffio l’esclusione dalle competizioni europee. La Prima Camera dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) della UEFA ha inflitto al club francese un’ammenda di 10 milioni di euro per aver violato le regole del fair play finanziario, ma non ha revocato il diritto di partecipare alla prossima Europa League. La decisione, comunicata da Losanna, mantiene tuttavia l’OM sotto osservazione: se entro tre stagioni i conti non torneranno nei parametri concordati, scatterà l’espulsione dalla prima coppa continentale cui il club dovesse qualificarsi. L’intesa transattiva con il Marsiglia risale al 2022 e, secondo quanto filtra dagli ambienti UEFA, tiene conto del crollo inatteso dei ricavi televisivi domestici che ha colpito l’intero calcio francese nella stagione 2025-2026.

Sul fronte italiano, il comunicato della CFCB ha portato notizie contrastanti. Inter e Milan sono ufficialmente usciti dal regime di settlement agreement, avendo raggiunto gli obiettivi fissati nel percorso di risanamento: un traguardo che restituisce piena autonomia gestionale alle due milanesi e certifica la ritrovata sostenibilità dei loro bilanci. La Roma, invece, non ha ancora completato il proprio percorso e si è vista comminare una multa di 6 milioni di euro. La sanzione, seppur significativa, appare contenuta rispetto ai 10 milioni comminati al Marsiglia e riflette una tendenza dell’organo di controllo a preferire penalità economiche piuttosto che l’esclusione dalle coppe, considerata una misura estrema che danneggerebbe l’intero ecosistema delle competizioni.

La vicenda marsigliese si inserisce in un quadro europeo più ampio, dove le tensioni finanziarie travalicano i confini della giustizia sportiva. Oltremanica, il Leeds United sta valutando un’azione legale contro il Leicester City dopo che una commissione indipendente ha condannato l’Everton a versare oltre 35 milioni di sterline al Burnley per violazioni delle norme di sostenibilità economica della Premier League. Il precedente, maturato in un campionato dove il rispetto dei parametri di redditività è ormai presidiato da meccanismi risarcitori fra club, potrebbe innescare una catena di contenziosi incrociati, con ripercussioni sulla certezza delle classifiche e sulla stabilità finanziaria delle società.

In questo scenario, anche le dinamiche di mercato si intrecciano con le logiche del fair play. Il recente approdo di Rúben Amorim al Milan come nuovo allenatore ha generato un risparmio di circa 10 milioni di sterline per il Manchester United, che aveva negoziato un pacchetto compensativo complessivo di 15 milioni al momento della separazione dal tecnico portoghese. L’accordo con il club rossonero ha ridotto l’esposizione finanziaria dello United, dimostrando come le scelte manageriali possano incidere direttamente sugli equilibri contabili e sulla capacità di rispettare i vincoli imposti dalle autorità calcistiche.

Il quadro che emerge è quello di un calcio europeo sempre più governato da accordi transattivi, sanzioni graduate e meccanismi di compliance preventiva. L’approccio della UEFA, confermato anche dall’uscita di club come Inter, Milan, Monaco, Paris Saint-Germain e altri dal regime di sorveglianza, suggerisce che il sistema sta producendo risultati tangibili nel contenimento delle derive finanziarie. Resta tuttavia una tensione irrisolta: la multa salva-partecipazione comminata al Marsiglia rischia di apparire come un precedente che depotenzia la minaccia di esclusione, mentre il contenzioso inglese mostra che la strada dei risarcimenti fra club può trasformare le regole contabili in un’arma legale. Nei prossimi mesi, la credibilità dell’intero impianto di fair play finanziario si misurerà sulla capacità di tenere insieme rigore e proporzionalità, evitando che la ricerca di bilanci sani si traduca in una guerra giudiziaria permanente.

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L'Olympique Marsiglia evita l'esclusione dalle coppe europee con una multa di 10 milioni di euro per violazioni del fair play finanziario, ma subisce limitazioni nella registrazione di nuovi giocatori. Intanto, Inter e Milan escono dal regime transitorio di settlement agreement, mentre la Roma resta sotto osservazione e riceve una sanzione di 6 milioni.

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L'Olympique Marsiglia scampa a un bando europeo grazie a una multa di 10 milioni di euro inflitta dalla UEFA per violazioni del fair play finanziario, pur dovendo sottostare a limitazioni nella registrazione dei calciatori. Il club era uno dei nove sotto accordo transattivo; solo la Roma non ha centrato gli obiettivi ed è stata anch'essa sanzionata.

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