
ergastolo per il serial killer di Long Island: «Nemmeno un milione di anni basterebbe»
Rex Heuermann, l'architetto dalla doppia vita che per quasi vent'anni ha ucciso otto donne a Gilgo Beach, è stato condannato a morire in carcere mentre i familiari delle vittime lo hanno affrontato in aula.
Con le mani giunte sul tavolo della difesa e lo sguardo fisso davanti a sé, Rex Heuermann ha ascoltato la propria condanna: ergastolo senza possibilità di libertà condizionata, il massimo previsto dalla legge dello Stato di New York. Il giudice Timothy Mazzei ha inflitto tre pene consecutive a vita più ulteriori venticinque anni per ciascuno degli omicidi di secondo grado, definendo l'imputato «un essere umano disgustoso e spregevole, se pure lo si può chiamare umano». Pochi istanti prima, l'architetto sessantaduenne di Long Island aveva rotto il silenzio che manteneva dall'arresto con parole scarne: «Sono responsabile. Le parole che potrei dire non avrebbero significato». Alla domanda del magistrato se provasse almeno un briciolo di rimorso, Heuermann ha annuito con un sì appena percettibile, mentre i parenti delle vittime lo investivano con una rabbia accumulata per decenni. «Nemmeno un milione di anni sarebbe sufficiente», ha gridato Jasmine Robinson, cugina di Jessica Taylor, una delle donne uccise.
La sentenza chiude uno dei cold case più inquietanti della cronaca nera americana, nato nel dicembre 2010 quando i resti di quattro giovani donne furono scoperti avvolti in tela di sacco lungo la Ocean Parkway, una strada costiera che costeggia Gilgo Beach. Le indagini, a lungo infruttuose, hanno preso una svolta decisiva soltanto nel 2023 grazie a un dettaglio apparentemente banale: un mozzicone di pizza gettato in un cestino da Heuermann ha permesso agli investigatori di estrarre un profilo Dna compatibile con un capello trovato su una delle vittime. L'uomo che di giorno dirigeva uno studio di architettura a Manhattan e cresceva una famiglia nella periferia benestante, di notte dava la caccia a donne vulnerabili, per lo più sex worker tra i venti e i trentaquattro anni, uccidendole e occultandone i corpi in una macabra geografia di morte a pochi passi dalle ville sul mare.
La vicenda ha avuto un'eco che ha travalicato i confini statunitensi. I media russi e arabi hanno insistito sulla confessione tardiva e sulla doppia personalità del killer, mentre in Europa testate tedesche e svedesi hanno indugiato sugli aspetti più macabri del caso, dal ritrovamento dei resti smembrati alla corrispondenza che Heuermann intrattiene dal carcere con Keith Hunter Jesperson, il noto “Happy Face Killer”. L'ottica asiatica, rappresentata dalla stampa di Hong Kong, ha sottolineato come la soluzione del mistero abbia chiuso una ferita aperta per anni nell'immaginario collettivo, alimentata da documentari e podcast true crime. In Italia, dove il fascino per i serial killer d'oltreoceano si intreccia con una crescente attenzione alla violenza di genere, la condanna è stata accolta come un tardivo ma necessario ristabilimento della giustizia, pur senza illudersi che possa lenire il dolore dei familiari.
Resta aperto l'interrogativo su quante altre vittime possano essere state dimenticate tra le dune di Long Island. Lo sceriffo della contea di Suffolk ha espresso preoccupazione per le letture carcerarie di Heuermann, tutte incentrate su romanzi di crimini violenti, e per i contatti epistolari con altri omicidi seriali, segnali di una mente che continua a nutrirsi di fantasie oscure. La tecnologia del Dna, che ha incastrato l'assassino a partire da un avanzo di pizza, rappresenta oggi un alleato formidabile per gli inquirenti di tutto il mondo, e non è escluso che i metodi impiegati a Long Island possano ispirare protocolli investigativi anche in Europa. Ma la vera lezione di Gilgo Beach è un'altra: per quasi vent'anni, la scomparsa di donne marginalizzate non ha suscitato abbastanza allarme. La condanna di Heuermann è anche il riconoscimento di un fallimento collettivo, che interroga le società ben oltre i confini dello Stato di New York.
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Dopo decenni di attesa, i familiari delle vittime di Gilgo Beach hanno affrontato in aula Rex Heuermann, definendolo un 'codardo disgustoso' e affermando che nessuna condanna potrà mai riparare il danno. Il giudice ha inflitto la pena massima dell'ergastolo senza condizionale, sottolineando l'assenza di rimorso. Il caso, che ha coinvolto l'omicidio di otto donne in quasi vent'anni, si è chiuso con l'ammissione di colpevolezza e un confronto finale per le famiglie.
Un tribunale di Long Island ha condannato Rex Heuermann all’ergastolo senza condizionale per l’omicidio di otto donne avvenuti tra il 1993 e il 2010. L’ex architetto si era dichiarato colpevole ed è rimasto impassibile durante l’udienza. Il caso di Gilgo Beach, che ha richiesto oltre un decennio di indagini, è giunto alla sua conclusione giudiziaria.
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