
Eliminato in un raid Ali Moussa Daqdouq, mente del 'fascicolo Golan' e guardia di Nasrallah
L'esercito israeliano conferma l'uccisione del comandante Hezbollah, già arrestato dagli Usa per l'omicidio di cinque soldati; smentita l'eliminazione del leader Naim Qassem.
Nella tarda serata di domenica, le Forze di Difesa Israeliane hanno ufficialmente rivendicato l'eliminazione di Ali Moussa Daqdouq, uno dei comandanti più esperti e riservati di Hezbollah. L'operazione, condotta con un raid aereo mirato a sud del fiume Litani, nel Libano meridionale, rappresenta il colpo più significativo inferto all'organizzazione sciita dalla morte di Hassan Nasrallah. Daqdouq, noto anche con il nom de guerre Abu Hussein Sajid, era considerato una vera e propria enciclopedia vivente dei piani operativi del Partito di Dio, avendo ricoperto incarichi che andavano dalla sicurezza personale del vecchio leader al coordinamento delle attività ostili nell'area delle Alture del Golan.
Fonti israeliane descrivono l'operazione come «un'eliminazione sostanziale e la chiusura di un cerchio importante». Negli ambienti militari di Tel Aviv si sottolinea che Daqdouq non era solo un veterano delle forze speciali Radwan, ma anche il custode di un patrimonio di conoscenze tattiche accumulate in decenni di conflitto asimmetrico. La sua carriera era iniziata come capo della squadra di protezione di Nasrallah, per poi evolversi nel comando di unità di fanteria e nella gestione del cosiddetto 'fascicolo Golan', l'insieme dei piani per aprire un fronte contro Israele dall'altopiano siriano occupato. Particolarmente rilevante, per i servizi di intelligence occidentali, è il suo passato in Iraq: nel 2007 era stato arrestato dalle forze americane a Bassora con l'accusa di aver orchestrato il rapimento e l'esecuzione di cinque soldati statunitensi. La sua successiva liberazione e il rientro in Libano avevano suscitato aspre polemiche a Washington, e oggi la sua uccisione viene letta come un tardivo ma deciso regolamento di conti.
L'eco dell'operazione è amplificata anche dai media iraniani, che hanno inizialmente diffuso voci su un possibile attentato al nuovo segretario generale di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem. In un comunicato ripreso dalla stampa di Teheran, tali notizie sono state però seccamente smentite: il bersaglio dell'attacco israeliano nel quartiere di Dahieh, a Beirut, era esclusivamente Daqdouq. La precisazione rivela il delicato gioco di propaganda in atto, con la Repubblica Islamica intenzionata a rassicurare sulla tenuta della catena di comando del suo principale alleato regionale. Al contempo, gli organi d'informazione vicini all'Asse della Resistenza hanno ricordato il ruolo di Daqdouq come coordinatore con i gruppi armati iracheni, a conferma della dimensione transnazionale della sua figura e del fitto reticolo di alleanze che lega Teheran, Beirut e Baghdad.
La scomparsa di una mente operativa come Daqdouq rischia di innescare una pericolosa spirale di ritorsioni, con conseguenze che preoccupano anche l'Europa. Secondo gli analisti di Bruxelles, un'eventuale escalation avrebbe immediate ripercussioni sulla missione UNIFIL, in cui l'Italia è tra i principali contributori con oltre mille soldati schierati proprio nel sud del Libano. Il governo italiano segue con apprensione l'evolversi della situazione, consapevole che un nuovo conflitto su larga scala non solo destabilizzerebbe l'intera regione, ma alimenterebbe nuovi flussi migratori verso le coste del Mediterraneo. In questo quadro, l'eliminazione di Daqdouq appare come un episodio tatticamente brillante, ma strategicamente denso di incognite: un tassello che, anziché preludere a un cessate il fuoco, potrebbe accelerare la corsa verso l'abisso.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'esercito israeliano ha annunciato l'uccisione di Ali Moussa Daqduq, un alto comandante di Hezbollah responsabile del dossier Golan. È stato descritto come fonte chiave di esperienza operativa e coinvolto in complotti terroristici contro Israele. Il resoconto presenta l'evento come un attacco mirato contro un militante di alto valore.
L'IDF ha confermato l'eliminazione del terrorista senior di Hezbollah Ali Moussa Daqduq, che in precedenza comandava il dossier Golan ed era il capo della sicurezza di Nasrallah. Era anche responsabile dell'uccisione di cinque soldati americani in Iraq. L'operazione è salutata come un assassinio significativo e una chiusura importante.
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