
Trump accusa l’Iran di aver violato la tregua nello Stretto di Hormuz
Il presidente americano denuncia un attacco con droni contro un mercantile, mentre Teheran rivendica il controllo delle rotte e l’Onu sospende le evacuazioni, mettendo a rischio la fragile intesa.
L’amministrazione statunitense ha accusato l’Iran di aver condotto un attacco con droni contro una nave cargo in transito nello Stretto di Hormuz, definendolo una «violazione sciocca» del cessate il fuoco bilaterale. Secondo quanto dichiarato dal presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth Social, quattro droni d’attacco unidirezionali sono stati lanciati contro mercantili in navigazione: uno ha colpito il ponte superiore di una grande portacontainer, causando danni ma senza impedire la prosecuzione della rotta, mentre gli altri tre sono stati abbattuti da forze statunitensi. L’episodio, avvenuto al largo delle coste dell’Oman, è il primo attacco confermato a una nave commerciale da quando, il 18 giugno, Washington e Teheran hanno siglato un memorandum d’intesa che prevede la riapertura del corridoio marittimo e l’avvio di negoziati per un accordo permanente.
Da Teheran, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica e il ministero degli Esteri hanno ribadito che il transito attraverso lo stretto è consentito soltanto lungo le rotte autorizzate dalla Repubblica Islamica, e che eventuali passaggi non coordinati non beneficeranno di garanzie di sicurezza né di coperture assicurative. Il vice ministro degli Esteri iraniano ha bollato come «ambigui» gli accordi paralleli promossi dall’Onu e dagli Stati Uniti, insistendo sul fatto che ogni quadro credibile deve fondarsi sul coordinamento con l’Iran in quanto Stato costiero. Fonti vicine ai mediatori riferiscono che è stata comunque attivata una linea di comunicazione diretta tra i comandi militari per prevenire incidenti, ma la divergenza sull’eventuale imposizione di pedaggi alle navi in transito – che Washington e i paesi del Golfo respingono categoricamente – resta irrisolta.
L’Organizzazione marittima internazionale ha sospeso temporaneamente le operazioni di evacuazione delle circa seicento navi e undicimila marittimi ancora bloccati nel Golfo, in attesa di rassicurazioni sulla sicurezza. Il traffico attraverso Hormuz, che nei giorni scorsi aveva registrato una parziale ripresa fino a superare le cinquanta unità al giorno, è tornato a contrarsi, mentre il prezzo del greggio Brent ha mostrato una volatilità significativa. Per l’Italia e l’Europa, che dipendono dallo stretto per una quota rilevante degli approvvigionamenti di petrolio e gas naturale liquefatto, il perdurare dell’instabilità rappresenta un fattore di rischio diretto per la sicurezza energetica e per la tenuta dei mercati.
Il contesto più ampio è quello della guerra avviata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sospesa da un cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile e ora regolata da un’intesa provvisoria di sessanta giorni. In questo quadro, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha concluso un tour nel Golfo ribadendo che qualsiasi minaccia alla libertà di navigazione costituirà «un problema». I colloqui tecnici tra le delegazioni sono in corso, ma la distanza tra la richiesta statunitense di un passaggio libero e incondizionato e la pretesa iraniana di un controllo sovrano delle rotte lascia presagire che il negoziato per un accordo definitivo sarà lungo e accidentato.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il presidente Trump ha accusato l'Iran di una sciocca violazione del cessate il fuoco, sostenendo che droni iraniani hanno attaccato navi nello Stretto di Hormuz. Secondo Trump, un drone ha colpito una nave cargo, mentre le forze americane ne hanno intercettati altri tre. La dichiarazione è stata diffusa su Truth Social, sottolineando la presunta rottura della tregua.
Il presidente Trump ha accusato l'Iran di aver lanciato un attacco con droni contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz, definendolo una palese violazione del cessate il fuoco. L'incidente, che ha danneggiato un cargo, è visto come una pericolosa escalation da Teheran. Gli ambienti della sicurezza israeliana seguono con preoccupazione, sottolineando il persistente comportamento aggressivo dell'Iran.
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