
Doppio appuntamento ravvicinato: Cina e Giappone scrivono un nuovo capitolo nell’esplorazione asteroidale
Nel giro di ventiquattr’ore le sonde Tianwen-2 e Hayabusa2 hanno raggiunto due asteroidi prossimi alla Terra, inviando immagini inedite e testando tecnologie cruciali per la difesa planetaria.
In meno di una settimana due missioni asiatiche hanno compiuto manovre di prossimità con asteroidi vicini alla Terra, segnando un avanzamento concreto nella capacità di osservare e, in prospettiva, deviare corpi celesti potenzialmente pericolosi. La sonda cinese Tianwen-2, lanciata nel maggio 2025, ha inviato la prima immagine ravvicinata del quasi-satellite Kamoʻoalewa (2016HO3) da una distanza di circa 20 chilometri, dopo un viaggio di tredici mesi e un miliardo di chilometri. Poche ore prima, la giapponese Hayabusa2 aveva effettuato un sorvolo dell’asteroide Torifune a una quota stimata tra 800 metri e pochi chilometri, raccogliendo dati sulla superficie rocciosa e dimostrando la possibilità di guidare una sonda a oltre 18.000 chilometri orari con la precisione necessaria per future missioni di impatto controllato.
I due eventi, pur distinti negli obiettivi scientifici immediati, condividono un’architettura strategica comune: affinare gli strumenti della cosiddetta difesa planetaria. L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha esplicitamente inquadrato il flyby di Hayabusa2 come un test per verificare se una sonda di quelle dimensioni possa avvicinarsi a un asteroide minaccioso quanto basta per studiarne la composizione e, in uno scenario reale, preparare un intervento di deviazione. Dal canto suo, la missione cinese Tianwen-2 – la prima della CNSA a prevedere un prelievo di campioni da un asteroide – resterà in prossimità di Kamoʻoalewa per circa nove mesi, durante i quali tenterà di posarsi sulla superficie per raccogliere frammenti da riportare a Terra. L’obiettivo è duplice: chiarire l’origine di questo quasi-satellite, che secondo le osservazioni telescopiche potrebbe essere un frammento della Luna, e testare le tecnologie di navigazione autonoma e raccolta in un ambiente a bassa gravità.
Queste operazioni si inseriscono in un panorama internazionale che vede moltiplicarsi le iniziative rivolte agli oggetti near-Earth. L’Europa, attraverso l’ESA, sta sviluppando la missione Ramses, il cui lancio è previsto per il 2028, per accompagnare l’asteroide Apophis durante il suo passaggio ravvicinato del 2029 – un evento che offrirà a miliardi di persone la possibilità di osservare a occhio nudo un corpo di 375 metri sfrecciare a meno di 32.000 chilometri dalla superficie terrestre. Anche la NASA, dopo il successo del test DART che nel 2022 ha modificato l’orbita di Dimorphos, ha riorientato la sonda Osiris-Rex – ora Osiris-APEX – verso Apophis per studiarne gli effetti gravitazionali. Secondo gli analisti di Tokyo e Pechino, la combinazione di sorvoli ravvicinati, raccolta di campioni e test di impatto sta trasformando la difesa planetaria da esercizio teorico a disciplina ingegneristica con procedure validate.
Il prossimo passaggio concreto sarà il rientro della capsula di Tianwen-2 con i campioni di Kamoʻoalewa, previsto durante un flyby della Terra prima che la sonda prosegua verso la cometa 311P/PanSTARRS, oltre l’orbita di Marte. Per Hayabusa2, invece, l’appuntamento successivo è fissato al 2031, quando la sonda raggiungerà l’asteroide 1998 KY26 per un rendez-vous che potrebbe includere un atterraggio. Entrambi i traguardi forniranno dati essenziali per capire se i quasi-satelliti siano cumuli di detriti o corpi monolitici, e se contengano tracce d’acqua – informazioni che, nella prospettiva delle agenzie spaziali, non sono solo scientifiche ma rappresentano tasselli di un sistema di allerta e risposta che nessuna nazione può costruire da sola.
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| Stampa russa e CSI | +0.80 | aligned |
La difesa planetaria è la priorità: le missioni sono utili solo se proteggono la Terra.
Si crea una gerarchia di minacce, dove l'esplorazione è subordinata alla sicurezza, rendendo plausibile un approccio prudente e cooperativo.
Si omette la competizione geopolitica tra Cina e Giappone, e si minimizzano i successi individuali a favore di un quadro di cooperazione globale.
La Cina parla con orgoglio statale: il successo di Tianwen-2 è una vittoria nazionale.
Personificazione dello stato: la Cina è presentata come un attore unico che compie l'impresa, rendendo il successo una questione di prestigio nazionale.
Si omette il ruolo del Giappone e la cooperazione internazionale, così come i rischi di difesa planetaria.
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