
Dopo la tragedia, Città del Messico blinda l’Ángel per la sfida con l’Inghilterra
Quattro morti per asfissia durante i festeggiamenti dopo Ecuador spingono le autorità a limitare l’accesso al monumento, estendere il divieto di alcol e dispiegare 40mila agenti in vista degli ottavi di finale.
La notte del 30 giugno, la vittoria del Messico sull’Ecuador che valeva il passaggio agli ottavi di finale del Mondiale 2026 si è trasformata in una trappola mortale attorno all’Ángel de la Independencia. Un falso allarme di spari ha innescato il panico tra la folla oceanica – le stime ufficiali parlano di un milione di persone riversate sul Paseo de la Reforma – e in pochi istanti centinaia di tifosi sono caduti gli uni sugli altri in strade strette e sature. Tre adulti sono morti per asfissia da compressione; un quarto, un uomo di 25 anni soccorso per una crisi epilettica e un’emorragia gastrointestinale, è deceduto in ospedale per arresto cardiorespiratorio. La procura della capitale ha aperto un’inchiesta su ogni vittima, mentre il governo locale ha annunciato un sostegno economico di 50mila pesos a famiglia.
Di fronte a quella che le autorità descrivono come una lezione dolorosa, la sindaca Clara Brugada ha presentato un piano di sicurezza radicalmente rafforzato per la partita di domenica 5 luglio contro l’Inghilterra, in programma alle 18:00 allo Stadio Città del Messico. Il cuore del dispositivo è il contingentamento dell’accesso all’Ángel: l’ingresso resterà gratuito, ma sarà bloccato non appena verrà raggiunta la soglia di 25mila persone, pari a una densità di quattro per metro quadro. Un doppio cordone di sicurezza – il primo dalla fontana della Diana Cazadora all’Ahuehuete, il secondo fino a Avenida Chapultepec e Insurgentes – sarà presidiato da 6mila agenti, il doppio rispetto alla partita precedente. In parallelo, scatta una “super legge secca” che dalle zero di domenica alle sette di lunedì vieta la vendita di alcolici per asporto in sette colonie centrali, incluse Roma Norte e Condesa, dove nei giorni scorsi si era registrato un commercio di bevande oltre i confini del divieto.
Per disperdere la marea umana, il governo ha moltiplicato gli schermi giganti: 62 postazioni copriranno i sei chilometri del Paseo de la Reforma dalla Estela de Luz fino a Hidalgo, affiancate da oltre cento punti di visione diffusi in tutte le sedici delegazioni della capitale e in undici municipi conurbati dello Stato del Messico, da Ecatepec a Nezahualcóyotl. Il Fan Fest del Zócalo, con i suoi cinque varchi controllati, potrà accogliere spettatori fino al limite di capienza, per poi dirottarli verso dodici schermi nelle vie adiacenti. L’operazione mobilità complessivamente 40mila servitori pubblici, di cui 17mila poliziotti, 7.500 dei quali concentrati attorno all’impianto di Santa Úrsula, dove verrà istituito il perimetro di “ultimo miglio” per incanalare l’arrivo dei tifosi.
La macchina della prevenzione non si limita al controllo della folla. Undici posti medici di base e cinque avanzati, con ambulanze e motoambulanze, presidieranno il Reforma; le stazioni della metropolitana Chapultepec, Sevilla e Insurgentes potranno essere chiuse in base all’afflusso. Il governo britannico, da parte sua, ha diramato un avviso ai propri cittadini invitandoli a evitare grandi assembramenti e a seguire le indicazioni delle forze dell’ordine, provocando la reazione della presidente messicana Claudia Sheinbaum, che ha ribadito la sicurezza del Paese e ha esortato i tifosi a una “responsabilità individuale” nel non dirigersi verso punti già saturi. Esperti di protezione civile consultati dalla stampa locale hanno suggerito di applicare i manuali sperimentati in occasione di pellegrinaggi e concerti, utilizzando mappe di calore e monitoraggio in tempo reale per governare i flussi, e hanno messo in guardia contro giochi di massa come il “Want to Fly!” e lo “Shall We Swim!”, ormai vietati.
Mentre l’inchiesta sulle quattro vittime prosegue e le immagini della videosorveglianza pubblica vengono analizzate, la capitale si prepara a un appuntamento che, secondo le autorità, deve restare una festa. “Nessuna vittoria è più importante della vita umana”, ha dichiarato Brugada. La partita contro l’Inghilterra, ultima presenza del Messico nello stadio che per un mese ha smesso di chiamarsi Azteca, rappresenta un crocevia sportivo e un banco di prova per una gestione delle folle che l’intero Paese osserva con il fiato sospeso.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Dopo quattro morti durante i festeggiamenti mondiali, Città del Messico schiera 40.000 agenti e limita l'accesso al monumento dell'Angelo dell'Indipendenza per la partita contro l'Inghilterra. Le misure sono una risposta diretta al sovraffollamento che si è rivelato fatale nei giorni scorsi.
Dopo quattro morti per asfissia durante i festeggiamenti, Città del Messico schiera migliaia di agenti, installa schermi supplementari e impone un severo divieto di alcolici per la partita con l'Inghilterra. Gli esperti criticano l'approccio reattivo, avvertendo che senza modifiche strutturali alla gestione della folla il rischio resta elevato.
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