
Delhi convalida il blocco di Telegram: la lotta alle frodi scolastiche ridisegna la rete indiana
La Corte suprema di Delhi ha respinto il ricorso della piattaforma, mentre le VPN registrano un’impennata e il nuovo esame di medicina si blinda con 250mila uomini.
La Corte suprema di Delhi ha confermato venerdì la sospensione temporanea di Telegram in India, imposta dal governo il 16 giugno e valida fino al 22 giugno, il giorno successivo alla ripetizione del National Eligibility cum Entrance Test (NEET-UG), l’esame di ammissione alle facoltà di medicina. Il giudice Tejas Karia ha stabilito che l’esecutivo ha seguito scrupolosamente la procedura d’emergenza prevista dalla Section 69A dell’Information Technology Act, ritenendo la misura proporzionata rispetto al rischio di frodi organizzate. Nell’immediato, la decisione ha prodotto un’ondata di download di reti private virtuali: secondo i dati di Appfigures, le installazioni giornaliere delle principali VPN sono balzate del 49%, con picchi del 113% per Proton VPN sull’App Store di Apple, mentre Signal ha visto un incremento del 322% su Google Play. Cloudflare ha registrato un’impennata di richieste DNS verso i domini Telegram, segno di un’ampia elusione di massa.
Il governo indiano, su impulso della National Testing Agency (NTA), ha argomentato che Telegram rappresentava un caso unico per via dell’anonimato, della facilità con cui canali e bot vengono ricreati dopo la rimozione e della portata delle reti fraudolente – canali con circa 146.000 account che offrivano presunte copie dei quesiti dietro pagamenti fino a centinaia di migliaia di rupie. La Corte ha accolto questa lettura, osservando che i tentativi precedenti di rimuovere contenuti specifici si erano rivelati inefficaci e che la piattaforma era divenuta, nelle parole dell’accusa, un «nuovo dark web» per le frodi scolastiche. Telegram ha replicato di aver collaborato attivamente, eliminando oltre 900 link illeciti, e ha denunciato una violazione del principio di uguaglianza, essendo stata colpita da sola mentre altre piattaforme restavano operative. Il fondatore Pavel Durov ha definito il blocco un errore che punisce 150 milioni di utenti ordinari. I gruppi per i diritti digitali, tra cui Internet Freedom Foundation, hanno parlato di un precedente pericoloso e di una soluzione sproporzionata che non affronta le falle sistemiche nella catena di stampa e logistica degli esami.
La tenuta della rete indiana si intreccia così con la tenuta di un esame che decide il futuro di quasi 23 milioni di candidati, in un paese dove solo il 5-6% ottiene un posto in medicina. La NTA ha blindato la ripetizione del 21 giugno con un dispositivo senza precedenti: oltre 250mila uomini tra forze di polizia e paramilitari, 6.669 osservatori, trasporto dei plichi sotto scorta e tracciamento GPS, videosorveglianza in tempo reale e verifica biometrica basata su Aadhaar. Un’esercitazione nazionale si è svolta sabato per testare i coordinamenti. L’agenzia ha inoltre smentito con forza nuovi presunti leak, bollando come falsi i video circolati sui social, e ha inviato promemoria via SMS, email e WhatsApp per il download dei nuovi biglietti di ammissione, dopo che molti studenti hanno segnalato cambi di centro e difficoltà tecniche.
La vicenda si inserisce in una crisi più ampia della credibilità degli esami pubblici indiani. L’edizione 2024 del NEET era già stata segnata da accuse di fughe di notizie e assegnazioni anomale di punteggi, mentre l’esame del 3 maggio scorso è stato annullato dopo che la polizia del Rajasthan aveva scoperto una «guess paper» con oltre 120 domande identiche a quelle reali. Il Central Bureau of Investigation ha aperto un’inchiesta e sono stati eseguiti arresti in diversi Stati. La sospensione di Telegram, che scade il 22 giugno, lascia in eredità un nodo giuridico di lungo periodo: per la prima volta una corte indiana ha avallato il blocco di un’intera piattaforma in base alla Section 69A, legittimando un’interpretazione estensiva del concetto di «informazione» che include il software stesso. La Corte Suprema federale, intanto, ha rinviato a dopo la pausa estiva le istanze d’urgenza presentate da circa 1.600 candidati, mentre il nuovo esame si svolge sotto una pressione che mescola ansia studentesca, calcolo politico e la ricerca di un punto di equilibrio tra sicurezza e diritti digitali.
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L'Alta Corte di Delhi ha confermato il blocco temporaneo di Telegram, accogliendo l'argomento del governo secondo cui la piattaforma veniva sfruttata da reti organizzate di frode per far circolare le domande dell'esame di ammissione a medicina. Pur riconoscendo l'impatto su 150 milioni di utenti, la corte ha ritenuto la restrizione di cinque giorni una misura proporzionata per salvaguardare l'integrità della prova di recupero.
Gli utenti russi segnalano che le notifiche push di Telegram hanno smesso di funzionare senza una VPN, un'interruzione che evidenzia come le restrizioni statali sulla piattaforma possano compromettere la comunicazione quotidiana. L'episodio riecheggia le mosse globali per limitare Telegram, incluso il divieto temporaneo in India per timori di frodi agli esami.
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