
Dalla salsa di soia alle sigarette illegali: l’Asia combatte frodi e traffici illeciti
Operazioni in Cina, Indonesia e Malaysia svelano un continente alle prese con truffe agli anziani, merci contraffatte, certificati medici falsi e narcotici, mentre l’Europa osserva con preoccupazione.
Un centro benessere di Pechino ha truffato oltre cento anziani per un totale di dieci milioni di yuan (circa 1,3 milioni di euro) con un metodo tanto semplice quanto crudele: versare salsa di soia nel liquido per la pulizia intestinale, inducendo i pazienti a credere di avere tossine nel corpo e a sborsare decine di migliaia di yuan a seduta. La polizia ha arrestato più di trenta persone, dopo che una donna di sessant’anni aveva speso 700.000 yuan e, rimasta senza denaro, si era sentita chiedere dal personale di impegnare il suo braccialetto d’oro. L’episodio, che ha scosso l’opinione pubblica cinese, è solo la punta di un iceberg di attività illecite che attraversano il continente asiatico, dalla contraffazione di merci al narcotraffico, passando per la falsificazione di documenti.
In Malaysia, il Ministero del Commercio Interno ha sequestrato a Johor Bahru beni contraffatti per un valore di 600.000 ringgit (circa 120.000 euro): abbigliamento, borse, portafogli e profumi che riproducevano illegalmente marchi registrati. Quattro persone sono state arrestate; le indagini hanno rivelato una rete di distribuzione che riforniva altri commercianti, un tassello del mercato globale del falso che, secondo Bruxelles, colpisce anche l’Italia, primo paese europeo per sequestri di prodotti contraffatti. Sempre in Malaysia, ma nello stato di Pahang, la polizia ha smantellato un giro di certificati medici falsi venduti a operai di una fabbrica per somme tra i 10 e i 40 euro: un’infermiera di una clinica pubblica forniva i documenti, intermediari reclutavano i clienti, e il timbro usato apparteneva a un medico trasferito da due anni. Un piccolo crimine che mina la fiducia nei sistemi sanitari e si inserisce in una tendenza regionale alla falsificazione documentale.
In Indonesia, la lotta si concentra su droghe e tabacco. Una task force congiunta di dogane, agenzia antidroga ed esercito ha distrutto duemila piante di marijuana in una piantagione di due ettari nella provincia di Aceh, nel nord di Sumatra. Le autorità hanno notato un cambiamento di strategia: i coltivatori ora frammentano le coltivazioni in piccoli appezzamenti dispersi per sfuggire ai controlli, un adattamento che ricorda le tattiche dei narcos latinoamericani. Per spezzare il ciclo, i funzionari locali puntano anche su programmi di riconversione agricola, offrendo alternative legali ai contadini. Sempre a Sumatra, i doganieri hanno intercettato oltre quattro milioni di sigarette senza bollo fiscale, per un valore di mercato di circa sei miliardi di rupie (350.000 euro) e un danno all’erario di tre miliardi. Il commercio di tabacco illegale, spiegano da Giacarta, non solo sottrae risorse allo Stato ma distorce la concorrenza, un problema che l’Unione Europea conosce bene: il mercato illecito del tabacco sottrae ogni anno circa dieci miliardi di euro di gettito fiscale.
Queste operazioni, pur nella loro eterogeneità, disegnano un fronte comune: la necessità di un approccio integrato che unisca repressione, prevenzione e cooperazione internazionale. A Pechino si insiste sulla protezione degli anziani dall’isolamento sociale che li rende vulnerabili; in Indonesia si sperimenta l’affiancamento della polizia con progetti di sviluppo agricolo; in Malaysia si rafforza la tutela della proprietà intellettuale. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, il messaggio è chiaro: le reti illecite asiatiche non restano confinate nei loro territori, ma alimentano flussi globali di merci contraffatte, tabacco di contrabbando e, in misura minore, sostanze stupefacenti. La collaborazione tra agenzie doganali e di polizia, già attiva attraverso Interpol ed Europol, dovrà intensificarsi per arginare fenomeni che sfruttano le asimmetrie normative e la globalizzazione delle catene di approvvigionamento.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Le autorità del Sud-est asiatico stanno reprimendo con successo i mercati illegali, dalle piantagioni di cannabis ai beni contraffatti e ai certificati medici falsi. Operazioni congiunte di dogane, polizia e altre agenzie dimostrano un forte impegno e un'efficace applicazione della legge. Il tono è di trionfo e determinazione pragmatica.
In Cina, una truffa scioccante ha utilizzato falsi trattamenti intestinali con salsa di soia per derubare oltre 100 anziani di milioni, sfruttando la loro solitudine. La polizia ha smantellato la rete criminale organizzata, evidenziando la vulnerabilità degli anziani e la spietatezza dei raggiri sanitari illegali. La narrazione è carica di indignazione e allarme, sottolineando l'oltraggio morale.
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