
Dalla difesa ai trasporti: l'Asia si riarma e si connette tra tunnel e sottomarini
Tra accordi militari e infrastrutture titaniche, l'Indo-Pacifico ridefinisce equilibri e alleanze: l'Italia osserva da vicino.
L'Indo-Pacifico è teatro di una duplice trasformazione, militare e infrastrutturale, che ridefinisce gli equilibri regionali. Da un lato, la Germania spinge per coinvolgere il Giappone nel programma Eurodrone, il drone da combattimento europeo, mentre dall'altro l'India si appresta a siglare un accordo da otto miliardi di dollari per la costruzione di sottomarini tedeschi Type 214. Secondo gli analisti di Bruxelles, queste mosse riflettono una crescente convergenza tra le potenze europee e i partner asiatici, in risposta alla proiezione cinese. L'Italia, già parte del progetto Eurodrone, potrebbe beneficiare di un allargamento della cooperazione, ma resta da vedere se Roma saprà cogliere le opportunità industriali che si profilano.
Nel frattempo, la Cina accelera sui megaprogetti: il tunnel sottomarino di Bohai, lungo oltre 120 chilometri, collegherà in 40 minuti le penisole di Liaodong e Shandong, un'opera che promette di rivoluzionare i trasporti e l'economia regionale. Pechino punta a modernizzare le proprie reti e a rafforzare i legami commerciali, mentre l'India celebra il completamento del tunnel Zojila, il più lungo al mondo ad alta quota, che garantisce all'anno il collegamento tra Kashmir e Ladakh. Due visioni opposte dello sviluppo: da un lato la connettività interna come strumento di coesione, dall'altro l'espansione infrastrutturale come leva geopolitica.
Sul fronte navale, il Giappone amplia la propria rete di alleanze: dopo Australia e Filippine, anche l'Indonesia entra nel cosiddetto "network di marine", con un accordo che prevede la cessione di cacciatorpediniere e una cooperazione operativa sempre più stretta. Per gli osservatori di Tokyo, si tratta di un modo per aggirare i vincoli costituzionali e costruire partnership basate su hardware condiviso, senza dover ricorrere a trattati militari formali. L'Italia, con la sua tradizione cantieristica, potrebbe trovare spazio in questo scenario, ma la competizione con Germania e Giappone è serrata.
In prospettiva, l'Indo-Pacifico si configura come un laboratorio di nuove alleanze e tecnologie, dove la difesa e le infrastrutture si intrecciano sempre più. L'Europa, e l'Italia in particolare, sono chiamate a scegliere se essere spettatrici o protagoniste di questa partita globale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'ambasciatore tedesco esprime ottimismo riguardo all'adesione del Giappone al progetto Eurodrone, presentandolo come un passo naturale nell'approfondimento della cooperazione difensiva. Il tono è diplomatico e lungimirante, sottolineando l'interesse reciproco e l'allineamento strategico.
La copertura si concentra sugli accordi di difesa dell'India con la Germania, come l'acquisto di sottomarini, e contestualizza il possibile coinvolgimento del Giappone nel progetto Eurodrone all'interno delle rivalità indo-pacifiche. Il tono è analitico, evidenziando la competizione strategica con la Cina.
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