
Da Algeri alle Americhe, una scia di morti violente tra liti, vendette e incidenti stradali
In poche ore, episodi distinti in Algeria, Messico, Brasile e Colombia hanno lasciato vittime su strade e parcheggi, mentre le autorità avviano indagini per omicidio o omicidio colposo.
Una serie di eventi luttuosi, indipendenti ma accomunati dalla violenza consumata nello spazio urbano, ha segnato le ultime ore in diversi continenti. Ad Algeri un tassista è stato accoltellato a morte al termine di una lite degenerata in rissa presso la stazione di Café Chergui, nel quartiere orientale di Bordj El Bahri; nella stessa città, un camionista ha travolto e ucciso un pedone dopo una manovra pericolosa. In Messico, due distinti omicidi – uno dei quali ripreso da una telecamera di sorveglianza – hanno colpito Playa del Carmen e Santa Catarina. In Brasile e Colombia, infine, incidenti stradali a catena e un investimento hanno provocato altre vittime.
Secondo la Sûreté della wilaya di Algeri, il delitto del tassista è maturato il 20 giugno dopo uno scontro fisico tra due autisti; sono intervenuti i figli di uno dei contendenti e uno di loro ha colpito la vittima al torace con un coltello. Il ferito è deceduto all’ospedale Mustapha Pacha. La polizia ha arrestato il padre e i due figli, recuperando l’arma. Il caso ha suscitato una vasta ondata di condanna sui social network algerini, con appelli alle massime pene. Quanto al camionista, fermato nel distretto di Chéraga, le autorità hanno diffuso un video che mostra il mezzo salire sul marciapiede e investire il passante. Le qualificazioni giuridiche restano discordanti: alcune fonti parlano di omicidio colposo, altre di omicidio volontario; la procura non ha ancora sciolto la riserva.
In America Latina, la procura di Quintana Roo indaga sull’omicidio di Irving M.M., 35 anni, ucciso a colpi d’arma da fuoco nel parcheggio di un supermercato di Playa del Carmen. Media locali lo descrivono come obiettivo prioritario di indagini su attività criminali e figlio di Álvaro Francisco M.C., alias “El Negro Nava”, assassinato nel 2018; le autorità non hanno confermato ufficialmente questi legami e non sono stati effettuati arresti. A Santa Catarina, nello Stato messicano di Nuevo León, un video ha ripreso José Antonio, 48 anni, mentre investiva deliberatamente la compagna in retromarcia nel parcheggio di un condominio; l’uomo è stato arrestato con l’accusa di femminicidio. In Brasile, a Várzea Grande (Mato Grosso), un tamponamento a catena sulla Avenida da FEB ha ucciso Alice da Silva Barros, 64 anni, e ferito altre quattro persone. Il conducente che ha innescato l’incidente è stato rilasciato senza cauzione perché rimasto sul posto e risultato negativo all’alcoltest; risponderà di omicidio colposo.
A Medellín, in Colombia, una donna venezuelana di 42 anni, Neila Desiree Tosta Rivas, è morta dopo essere caduta da una moto che operava come taxi su piattaforma. La conducente di un pick-up l’ha investita in strada; il motociclista è fuggito abbandonando il mezzo e la passeggera. L’autista del pick-up, risultata negativa alla prova di ebbrezza, è stata identificata e il veicolo sequestrato. Le autorità locali hanno ribadito l’appello a non utilizzare moto-taxi informali, mentre il numero di vittime della strada a Medellín nel 2026 sale a 131. Tutte le indagini restano aperte e i quadri probatori sono in via di consolidamento.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La polizia algerina ha arrestato rapidamente i sospettati di due distinti episodi violenti: un tassista ucciso da un padre e i suoi due figli dopo un litigio, e un camionista che ha investito mortalmente un pedone durante manovre pericolose. Le autorità hanno diffuso dichiarazioni ufficiali e video, sottolineando l'efficacia dell'intervento.
In Messico, un uomo è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco a Playa del Carmen, indicato come obiettivo prioritario e figlio di un noto criminale; un video ha svelato un uomo che investe intenzionalmente la fidanzata, portando a un arresto per femminicidio. In Brasile, un pedone è stato travolto da un camion, ma il conducente è stato rilasciato senza cauzione perché il fatto è stato considerato non intenzionale, suscitando indignazione.
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