
Sequestri globali di cocaina: dalla nonna britannica in Nigeria alle tre tonnellate in Messico
Un’anziana caregiver arrestata a Lagos con 13 kg nascosti in bucce di platano, maxi operazioni navali in America Latina e un laboratorio metallurgico a Hong Kong: il narcotraffico internazionale colpito su più fronti.
Una donna di 67 anni, cittadina nigeriana con passaporto britannico, è stata arrestata all’aeroporto internazionale Murtala Muhammed di Lagos mentre tentava di imbarcarsi su un volo Virgin Atlantic diretto a Londra. Secondo la National Drug Law Enforcement Agency (NDLEA), gli agenti hanno scoperto 31 involucri di cocaina per un totale di 13 chilogrammi, abilmente modellati e colorati per sembrare mani di platano e mescolati ad altri generi alimentari nel bagaglio. La donna, che nel Regno Unito lavora come caregiver, avrebbe ammesso la proprietà dello stupefacente. L’episodio conferma la persistenza della rotta Africa occidentale-Europa, da tempo monitorata dalle autorità italiane ed europee per il transito di cocaina destinata ai mercati del continente.
Sul versante latinoamericano, la Secretaría de Marina messicana ha intercettato al largo delle coste di Oaxaca due imbarcazioni con a bordo circa 2,99 tonnellate di presunta cocaina, suddivise in 86 colli, e ha arrestato quattro persone. L’operazione, condotta con elicotteri e pattugliatori oceanici, rientra in un quadro di contrasto che, secondo le autorità di Città del Messico, ha portato al sequestro di quasi 77 tonnellate di droga dall’inizio dell’attuale amministrazione. Il Pacifico orientale resta una delle principali arterie del traffico verso i porti europei, e i quantitativi intercettati indicano la capacità dei cartelli di movimentare carichi massicci.
In Argentina, la Gendarmería Nacional ha fermato su un’auto in transito sulla Ruta 9, nella provincia di Tucumán, due persone che trasportavano quasi 27 chili di cocaina occultati in un doppio fondo, individuato grazie al cane antidroga “Yan”. A Hong Kong, la polizia ha sequestrato 172 mattoni di cocaina, per un valore stimato di circa 120 milioni di dollari di Hong Kong (15,4 milioni di dollari statunitensi), nascosti all’interno di tre contenitori metallici del peso di tre tonnellate ciascuno, progettati per schermare i raggi X. Tre cittadini pakistani sono stati arrestati mentre tagliavano i contenitori in un capannone a Yuen Long. Entrambe le operazioni mostrano l’evoluzione delle tecniche di occultamento e la dimensione transnazionale delle reti.
Sempre in Nigeria, l’NDLEA ha smantellato un’organizzazione che intendeva spedire 5,8 chili di cocaina in Malaysia, celati nelle pareti di cartoni di un amaro locale, e ha arrestato un dottorando dell’Università Putra Malaysia ritenuto a capo del sodalizio. In diversi Stati della Federazione sono stati sequestrati ingenti quantitativi di metanfetamine, tramadolo e cannabis, con l’arresto di persone anziane e insospettabili. In Brasile, infine, le polizie militari e civili hanno condotto operazioni contro il traffico di stupefacenti e i reati predatori a San Paolo, Rio de Janeiro e Cabo Frio, con il recupero di veicoli rubati e l’arresto di spacciatori.
Tutti i fermi sono stati convalidati dalle autorità giudiziarie competenti e le indagini proseguono per ricostruire i legami internazionali delle reti criminali. Le forze di polizia dei diversi Paesi non hanno al momento fornito stime definitive sul numero complessivo degli arresti né su eventuali collegamenti diretti tra i singoli episodi.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
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| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
Il Brasile registra un altro episodio di violenza legata al narcotraffico, con una donna ferita in uno scontro tra fazioni.
Riduce la complessità globale a un fatto di cronaca nera locale, umanizzando la vittima ma isolando l'evento.
Non menziona gli arresti in Nigeria, Messico e Argentina, né il contesto di una operazione internazionale.
L'Africa subsahariana non considera la notizia rilevante per il proprio pubblico.
Omette completamente la notizia, segnalando una gerarchia di priorità diversa.
Non fornisce alcuna informazione sugli arresti in Nigeria, nonostante il paese sia citato nel titolo.
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