
Caldo estremo e temporali: dal Maghreb all'Iran scattano le allerte meteo
Ondate di calore fino a 45°C e violenti nubifragi accompagnati da grandine e raffiche di vento interessano un'ampia fascia tra Nord Africa e Medio Oriente, con allerta arancione e rossa in Marocco, Algeria e Israele.
Un'ondata simultanea di condizioni meteorologiche estreme ha spinto i servizi meteorologici di Marocco, Algeria, Iran e Israele a emettere allerte di vario grado, delineando un quadro di rischio che va dalle coste atlantiche agli altipiani iraniani. La Direzione Generale della Meteorologia marocchina ha diramato un'allerta arancione per temperature tra 40 e 45°C in province come Zagora, Tata e Errachidia, accompagnate da rovesci temporaleschi con grandine e raffiche di vento fino a 30 millimetri nelle aree montuose di Boulemane e Midelt. In Algeria, l'Ufficio nazionale di meteorologia segnala un'ondata di calore sulle wilaya costiere e sahariane, mentre temporali e forti venti con tempeste di sabbia interessano le regioni occidentali e interne. Sul fronte israeliano, è scattata un'allerta rossa per stress da calore nella Valle del Giordano e arancione nel deserto della Giudea e nell'Arava.
Il meccanismo alla base di questa configurazione è riconducibile a un robusto anticiclone subtropicale in rinforzo sul Sahara, che spinge aria rovente verso nord, combinato con una saccatura sul Mediterraneo orientale che richiama masse d'aria umida e instabile. Secondo fonti meteorologiche iraniane, l'accentuato gradiente pressorio – elemento chiave nell'analisi dell'Organizzazione meteorologica di Teheran – innesca venti intensi con polveri diffuse su Khuzestan, Fars, Yazd e le province orientali, mentre l'orografia delle catene montuose, dall'Atlante all'Elburz, favorisce lo sviluppo di celle temporalesche con fulmini e possibili inondazioni improvvise.
L'impatto atteso spazia dalle alterazioni della viabilità e dei trasporti marittimi ai rischi per l'agricoltura e la salute pubblica. In Iran gli avvisi gialli riguardano 17 province: da Ardabil e Azerbaigian orientale fino a Sistan e Baluchestan e Hormozgan, dove si prevedono innalzamenti dei fiumi, allagamenti urbani e danni a strutture provvisorie. Nelle aree desertiche, la ridotta visibilità per polvere sospesa rende pericolosi gli spostamenti su strada, mentre in Israele il forte carico termico nel Mar Morto e nella Valle del Giordano mette a dura prova i soggetti vulnerabili. Per il Golfo Persico, lo Stretto di Hormuz e il Mare dell'Oman è previsto un peggioramento da lunedì a mercoledì, con onde fino a 1,5 metri che ostacoleranno la navigazione di piccoli natanti e piattaforme offshore.
Le previsioni indicano una persistenza delle condizioni estreme fino a metà settimana, con un lieve calo termico atteso a Teheran da martedì e una graduale attenuazione dei temporali nelle province settentrionali iraniane verso giovedì. Le autorità locali raccomandano di evitare i letti fluviali, assicurare le strutture temporanee, rinviare trattamenti agricoli e, nelle zone sabbiose, utilizzare mascherine protettive. L'evoluzione resta condizionata dallo spostamento della saccatura in quota, monitorata dai centri meteorologici regionali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'ufficio meteorologico marocchino ha emesso allerte di livello arancione per ondate di calore e temporali in diverse province, con temperature fino a 45°C. Il bollettino fornisce previsioni dettagliate per regione e invita alla prudenza.
La stampa iraniana non ha riportato l'ondata di caldo e le allerte meteorologiche in Medio Oriente e Nord Africa, concentrandosi invece su proteste interne, negoziati nucleari e sport. Questa omissione indica che la notizia non è considerata prioritaria.
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