
Bruxelles smentisce il divieto totale di visti turistici per i russi, ma prepara restrizioni mirate
La Commissione europea lavora a misure selettive contro ex combattenti, mentre crescono le divisioni tra i Ventisette su un eventuale blocco generalizzato.
La Commissione europea ha smentito le indiscrezioni su un imminente divieto assoluto di visti turistici Schengen per i cittadini russi, precisando che l’esecutivo comunitario sta elaborando esclusivamente misure «mirate» per adattare il regime dei visti alle minacce alla sicurezza. Secondo fonti di Bruxelles, l’iniziativa – inserita nel ventunesimo pacchetto di sanzioni – punta a limitare l’ingresso nell’Unione a persone che abbiano preso parte al conflitto in Ucraina, senza introdurre un blocco generalizzato. Il portavoce della Commissione, Markus Lammert, ha ricordato che l’Unione non dispone della competenza giuridica per imporre un divieto totale, poiché la politica dei visti resta prerogativa dei singoli Stati membri.
La precisazione arriva dopo che alcuni organi di stampa avevano evocato l’ipotesi di uno stop completo alle pratiche turistiche, citando fonti europee e il sostegno di Londra. Nell’emiciclo di Strasburgo, la frazione tedesca CDU/CSU spinge per un giro di vite radicale, mentre il deputato europeo Fernand Kartheiser ha collegato esplicitamente le discussioni all’obiettivo di «destabilizzare la società russa» in vista delle elezioni della Duma. Da parte di Mosca, il vicepresidente della commissione Esteri della Duma, Aleksej Čepa, ha interpretato l’eventuale divieto come uno strumento di pressione politica destinato però a danneggiare economicamente gli stessi Paesi europei, in particolare quelli che dipendono dal turismo russo.
Sul fronte operativo, il quadro resta frammentato. Stati membri come Italia, Francia e Spagna continuano a rilasciare visti turistici – seppure con tempistiche dilatate e una drastica riduzione dei visti a ingressi multipli – mentre Polonia, Paesi baltici e Slovacchia hanno chiuso del tutto gli sportelli per i viaggiatori russi già nel 2022. Secondo analisti di Bruxelles, Roma e Parigi nutrono riserve sulla praticabilità di un divieto generalizzato, temendo che la proposta attuale possa trasformarsi in un blocco di fatto per tutti i cittadini russi, e sollevano dubbi sulla possibilità concreta di identificare in modo affidabile gli ex combattenti. L’Italia, in particolare, insieme a Francia e Spagna, ha assorbito la quota maggiore dei circa cinquecentomila visti Schengen rilasciati a russi nel 2024, un crollo rispetto ai quattro milioni del 2019, ma ancora un flusso significativo per le economie locali.
Il percorso di restrizione progressiva è iniziato nell’autunno 2022 con la sospensione dell’accordo di facilitazione dei visti, che ha portato l’importo della tassa da 35 a 80 euro e allungato i tempi di trattazione. Nel novembre 2025, Bruxelles ha di fatto abolito i visti plurimi per la maggioranza dei richiedenti russi, costringendo a una nuova domanda per ogni viaggio. La Commissione ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta di inasprimento complessivo del codice dei visti entro il 2027, ma nel frattempo il dibattito sul pacchetto sanzionatorio in corso mette a nudo le tensioni tra la linea rigorista dei Paesi dell’Est e il pragmatismo di quelli mediterranei. Il dossier resta aperto: la discussione sulle misure mirate proseguirà nelle prossime settimane in sede di Consiglio, dove sarà necessaria l’unanimità per tradurre le intenzioni in atti vincolanti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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I media statali russi riferiscono che la Commissione europea ha smentito la preparazione di un divieto totale di visti turistici per i russi, precisando che si stanno sviluppando solo restrizioni mirate per i soggetti coinvolti nell'operazione militare speciale. Funzionari ed esperti del settore sottolineano che un blocco completo danneggerebbe principalmente le economie europee, mentre le misure proposte restano vaghe e politicamente motivate.
La stampa dell'Europa continentale riporta la smentita della Commissione europea su un divieto totale di visti per i turisti russi, affermando che sono in preparazione solo misure selettive contro chi ha partecipato alla guerra contro l'Ucraina. La notizia è asciutta e fattuale, e ricorda che le precedenti voci su un divieto totale provenivano da un giornale russo.
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